Threshold: Dividing Lines

Nuclear Blast Records 2022
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Etichetta: Nuclear Blast Records
Data di uscita: 18. 11. 2022
Produzione: Karl Groom & Richard West
Durata dell’album:
Genere: Progressive Metal
Voto: 10/10


Dopo cinque anni di assenza dallo studio, i Threshold tornano con un nuovo album, «Dividing Lines». Il precedente «Legend of the Shires», che segnava anche il ritorno col botto del cantante Glynn Morgan, è stato uno dei migliori dischi prog metal/rock del 2017, quindi è comprensibile che le aspettative dei fan del prog metal  verso questa band rispettatissima fossero altissime prima dell’uscita di «Dividing Lines».

I Threshold, che nella loro storia, per motivi diversi, non hanno avuto troppa fortuna con i cantanti, pur bravissimi, hanno trovato nel ritorno di Morgan una nuova spinta creativa. E si sente anche su «Dividing Lines», che dall’inizio alla fine è pieno di composizioni arrangiate in maniera eccellente, dove puoi ammirare le doti tecniche di tutti gli strumentisti, con in testa il virtuoso della chitarra, produttore e mente creativa Karl Groom. Capitolo a parte per le prestazioni vocali di Glynn, davvero da urlo, e per dei testi ottimi, per lo più di critica sociale.

«Haunted» è un’apertura molto rappresentativa per i Threshold: un filo meno complessa del solito, ma una vera bomba di energia, in cui momenti taglienti e ‘elettrici’ si alternano in armonia con altri acustici. In un attimo ti ‘risucchia’ dentro il nuovo disco, e per goderti l’ascolto fino in fondo è fondamentale. Ancora meglio fa «Hall of Echoes», con un passaggio morbidissimo e intelligente verso un ritornello epico che ti fa arrampicare i brividi liberi lungo tutto il corpo: sicuramente uno dei picchi di «Dividing Lines». I Threshold si confermano così una delle poche band prog metal capaci di creare allo stesso tempo composizioni complesse e potenti ma anche melodiche, con una struttura furba degli arrangiamenti e delle sezioni strumentali.

«Let It Burn», con i suoi passaggi ben armonizzati tra sezioni potenti e malinconiche, ha un’introduzione e un finale piuttosto atipici, e finisce per essere un esperimento interessante. «Silenced», invece, è un pezzo Threshold decisamente più classico, in cui spiccano le trame di synth dal sapore futuristico firmate Richard West. «The Domino Effect» è la prima delle due composizioni più lunghe, epiche e ambiziose di «Dividing Lines», che faranno impazzire tutti i fan storici dei Threshold. L’«effetto domino» è un susseguirsi di cambi ambientali e di sezioni strumentali e vocali completamente diverse, dove tutti gli strumentisti hanno un sacco di spazio per sfoggiare le proprie doti.

«Complex» è un pezzo più diretto e decisamente potente, con parecchi punti in comune con certi standard Threshold del passato, mentre a risaltare è soprattutto un ritornello costruito alla grande. Sulla cupa «King of Nothing» a lasciare a bocca aperta è soprattutto Glynn, con una prova vocale eccezionale che si distingue non solo per l’ottima estensione e l’enorme carisma, ma anche per una gamma emotiva dosata benissimo, dalla malinconia alla rabbia.

«Lost Along the Way» piacerà un sacco anche a molti fan dei campioni del neo-prog rock Arena, perché ricorda parecchio alcuni loro pezzi. D’altronde anche in passato tra le due band c’erano delle somiglianze sonore: Karl Groom era stato per un periodo nei Shadowland, guidati dal maestro delle tastiere Clive Nolan (Arena, Pendragon), mentre l’ex cantante dei Threshold Damian Wilson ora canta proprio negli Arena. «Run», con i suoi quattro minuti, è breve per gli standard dei Threshold, ma è un vero catalizzatore di energia, con passaggi di chitarra affilati e un ottimo ‘riscaldamento’ prima dell’epopea finale. «Defence Condition» è la ciliegina sulla torta che porta «Dividing Lines» dallo status di disco ‘solo’ molto buono a quello di capolavoro. Gli arrangiamenti orchestrali s’intrecciano con grande raffinatezza a robuste parti di chitarra, mentre i passaggi armonizzati in modo delizioso verso il ritornello epico creano un’atmosfera pazzesca. Il finale brutale di questa epopea complessa e drammatica è abbastanza inaspettato, ma funziona alla grande.

Con il nuovo «Dividing Lines» i maestri inglesi del progressive metal hanno messo a segno un’altra impresa straordinaria in studio, di cui tra gli amanti del prog metal e del prog rock si parlerà ancora a lungo. È difficile credere che, dopo l’eccezionale «The Legend of Shires», abbiano sfornato un altro capolavoro di fila, che non solo regge il confronto con il predecessore, ma in certi punti lo supera pure. «Dividing Lines» entra di diritto nell’élite degli album dei Threshold, e non sarebbe una sorpresa se per qualche fan diventasse addirittura il disco preferito dei campioni inglesi del prog metal. A quanto pare la nuova spinta creativa innescata dal ritorno di Glynn non si è ancora esaurita, e speriamo che duri ancora a lungo.

Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik

Tracklist:
1. Haunted
2. Hall Of Echoes
3. Let It Burn
4. Silenced
5. The Domino Effect
6. Complex
7. King Of Nothing
8. Lost Along The Way
9. Run
10. Defence Condition

Formazione:
Glynn Morgan – voce
Karl Groom – chitarra
Richard West – tastiere
Steve Anderson – basso
Johanne James – batteria


Threshold – “Dividing Lines” (Nuclear Blast Records, 2022)
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