Thunder in the Distance

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Place Vendome
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2013
Durata: 54:49
Voto: 3/5

Questo progetto non sarebbe mai nato se i pezzi grossi dell’etichetta italiana Frontiers Records non ci avessero messo il carico da novanta. Come saprai, sotto la sua ala riunisce i membri dei Pink Cream 69, poi »il figliol prodigo perso e ritrovato del rock ‘n’ roll« Michael Kiske (Unisonic, ex-Helloween) e, new entry,  il batterista olandese Dirk Bruineberg (Consortium Project, Elegy), che nel progetto ha preso il posto del sovraccarico Kosta Zafiriou ( Unisonic, ex-Pink Cram 69).

È incredibile come Dennis Ward, con tutto il suo impegno dentro la scena del rock melodico e dell’hard rock europeo, riesca ancora a trovare il tempo per i Place Vendome. Alla scrittura del materiale si è unita di nuovo una schiera di musicisti e compositori eccellenti, i cosiddetti vecchi legionari ben noti, che incassano pure bei compensi dall’etichetta Frontiers Records. Stavolta al timone della scrittura dei nuovi pezzi dei Place Vendome sono finiti: Magnus Karlsson (Primal Fear), Timo Tolkki (ex-Stratovarius), Alessandro Del Vecchio (Hardline), Roberto Tiranti e Andrea Cantarelli (entrambi Labyrinth, A Perfect Day), poi Tommy Denander (Radioactive), Sören Kronqvist (Sunstorm, Issa) e Brett Jones.

Nonostante »Thunder In the Distance« segua alla lettera l’eredità dei due album precedenti dei Place Vendome, mostra i primi segni di logoramento creativo e di auto-replica.  Non lo aiuta nemmeno il giro di compositori cambiato in buona parte per il nuovo disco (uno dei pochi nomi rimasti invariati è Magnus Karlsson: in un pezzo come Lost In Space capisci al volo il suo modo di costruire le composizioni). Per la prima volta si sente che nei Place Vendome la routine ha preso il sopravvento sull’entusiasmo creativo e operoso nel processo di realizzazione di questo album. I brani sono sì »tenuti in pugno« come da collaudo dalla produzione sopraffina di Ward e dal mix finale, poi dal tipico arrangiamento strofa-pre-ritornello-ritornello (2x), »mid-eight« più pre-ritornello-ritornello, dall’effetto seducente dei singoli elementi in un quadro sonoro ben bilanciato, dagli assoli piazzati al punto giusto, ovviamente dalla prestazione marcante dell’inconfondibile voce di Michael Kiske, che matura come il vino buono, e coi ritornelli di nuovo furbescamente colorati dalle armonizzazioni delle melodie ( nel tentativo di toccare picchi emotivi dentro i pezzi). Al primo ascolto tutto funziona in modo convincente. Ma se ci aggiungi i primi due album, la conclusione è che con il terzo i Place Vendome sono a corto di idee. Anche perché oggi sulla scena c’è un mucchio di progetti simili (Sunstorm, Allen/Lande,…). Da questo punto di vista il terreno è ormai saturo a livello di genere, anche se il rock melodico ha perso da un pezzo la sua attualità commerciale (ma per fortuna non il suo fascino). Curioso che l’album suoni molto »scandinavo,« pur essendo il materiale eseguito da musicisti tedeschi. Colpa di chi ha curato gli arrangiamenti.

»Thunder In the Distance« è un buon album. Lucido e rifinito nei dettagli. In sostanza non gli manca nulla e gli amanti del rock melodico non avranno certo di che lamentarsi. Per la prima volta, però, si sente una seria povertà di idee, che dà la sgradevole sensazione che a spingere questo album sia un’auto-replica generica.  Allo stesso modo non c’è nulla di provocatorio nel constatare che stavolta la sensazione di routine da professionisti ha avuto la meglio sul disco, per via della sua mancanza di idee e anche di emozioni. Evidentemente stavolta ne sono rimaste di più ai capoccia dell’etichetta Frontiers Records, il che suona grottesco.  Per niente un brutto album, ma non »prende« come ci si aspettava all’inizio.

p.s.: E perché diavolo il titolo dell’album deve per forza ricordare il mitico album della band hard rock giapponese Loudness? Già quell’aquila nel concept della copertina sa tutta di “Primalfear” lontano un miglio. Ahhh…

Formazione

Michael Kiske – voce
Dennis Ward – basso, chitarra, cori
Uwe Reitenauer – chitarra
Günter Werno – tastiere
Dirk Bruineberg– batteria

Produzione

Dennis Ward

Tracklist

1. Talk To Me
2. Power of Music
3. Broken Wings
4. Lost in Paradise
5. It Can’t Rain Forever
6. Fragile Ground
7. Hold Your Love
8. Never Too Late
9. Heaven Lost
10. My Heart is Dying
11. Breakout
12. Maybe Tomorrow
13. Thunder in the Distance

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