Time Will Tell
Artista: Cray, Robert
Etichetta: Sanctuary Records
Uscita: 2003
Voto: 4/5
Robert Cray fa parte della generazione più giovane di bluesman che all’inizio degli anni ’80 ha risvegliato il movimento blues e, con un approccio nuovo e fresco, ha segnato l’inizio di una sorta di periodo rinascimentale per la musica blues, tornando a entusiasmare tanto le nuove generazioni quanto i vecchi appassionati. Intrecciando elementi funk e soul e con un modo di suonare incredibilmente leggero e al tempo stesso preciso, Cray, nella sua ricerca di nuove soluzioni, porta il blues ben oltre i confini fino ad allora apparentemente invalicabili della creazione musicale, dando vita a un mix unico di musica interessante ed eccitante che, nel messaggio di fondo, non si discosta poi molto dal blues tradizionale.
Time Will Tell si presenta come una combinazione altrettanto unica di blues e funk, spesso screziata di soul, che soprattutto grazie alla voce dominante cattura subito l’attenzione di chi ascolta. Nonostante tutte le influenze “laterali”, però, Cray resta sempre fedele al suo primo amore, il blues. Survivor, il brano d’apertura, con il suo approccio secco e senza compromessi disegna a prima vista l’atmosfera di tutto l’album, anche se la prima impressione può ingannare. La grezzezza che si riflette nell’approccio semplice della chitarra pulita, con un pianoforte selvaggio e spinto bene in primo piano, forma una combinazione efficace e dominante. La sezione ritmica rigida, che con la produzione ruvida acquista ancora più forza espressiva, è l’esatto opposto del pezzo pop – soul che segue, Up In The Sky. La versione di Cray di Back Door Man si veste con Back Door Slam di un abito più nuovo e moderno. Un’ottima canzone blues, con cui Cray, con la tipica retorica del blues, si presenta nei panni di un tipo imprevedibile e abbandonato da Dio, con cui davvero non vorresti avere a che fare. Qui non si può proprio ignorare l’interpretazione chitarristica di Cray, che da toni dolcemente suadenti si trasforma a una velocità sbalorditiva in un diabolico gioco carico di emozioni. Il blues è una musica che a chi la suona richiede soprattutto la capacità di capirne il lato emotivo, con cui, a scapito della tecnica e delle altre qualità musicali, si affida a frasi melodiche semplici e dal messaggio potente. A Cray la tecnica ovviamente non manca, solo che non ci si dedica più di tanto, e questo la dice lunga sulla maturità del chitarrista.
I Didn’t Know è un’altra prova della retorica magistrale del chitarrista. Come Lotta Lovin’, con la sua morbidezza e il suo calore, splendidamente intrecciati a una chitarra colloquiale che sussurra di continuo, ti regala alcune delle cose più belle che sentirai mai. Blues vero, per tutti. Un po’ più vicino alle sue radici Cray si porta con What You Need (Good Man). La voce vellutata, stavolta accompagnata solo da basso, tastiere e batteria, crea un’atmosfera leggermente maligna che in un altro tempo sarebbe probabilmente servita bene anche a un Howlin’ Wolf qualsiasi. Cura da professionista, in cui un pizzico di cattiveria, ovviamente, non guasta. La maestria e la versatilità di Cray si vedono nel continuo cambiare d’umore, con cui spezza efficacemente l’eventuale monotonia dei suoi album. Come in Spare Me Some Love?, dove all’improvviso ci ritroviamo avvolti da un ritmo saltellante e da un testo divertente, ben chiuso da un assolo d’organo forse persino troppo invadente. Una delle cose più strane è Distant Shore, con cui Cray, nel suo infilare “sorprese”, salpa un po’ troppo lontano. Al brano, per il resto ottimo, manca un po’ più di orientamento, e per questo spicca un po’ fuori dal concept complessivo dell’album. Il disco si chiude con l’ambient di Time Makes Two, che in stile malinconico chiude questo lavoro molto ascoltabile, con cui Cray ci ha mostrato bene la ricca gamma di possibilità e direzioni in cui il blues potrà camminare in futuro. Con musicisti come Robert Cray, si può stare sicuri e senza alcuna preoccupazione!
Formazione
Robert Cray – voce/chitarra
Jim Pugh – tastiere
Kevin Hayes – batteria
Karl Sevareid – basso
Produzione
Jim Pugh & Robert Cray
Tracklist
1.Survivor
2.Up In The Sky
3.Back Door Slam
4.I Didn’t Know
5.Your Pal
6.Lotta Lovin’
7.What You Need (Good Man)
8.Spare Some Love?
9.Distant Shore
10.Time Makes Two
Durata dell’album: 48.51