Tina!

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Artista: Turner, Tina
Etichetta: Capitol Records
Uscita: year

Tina Turner quest’anno torna sui palchi dei concerti, e per il grande ritorno tra le pareti dei nostri salotti la zietta ha preparato una raccolta di successi dal titolo semplicissimo, Tina!, con cui però sulla scena musicale non sembra proprio voler farsi notare più di tanto, almeno a giudicare dalla scaletta messa insieme in fretta e furia, che abbellisce senza alcun filo logico il mazzo dell’ultimo “il meglio del meglio” della cantante.

Dal punto di vista dei contenuti, Tina! è un lavoro piuttosto abbozzato per un percorso musicale che, per il resto, è tutto fuorché noioso. Sotto questo aspetto sarebbe stato di sicuro più intrigante qualcosa di più coraggiosamente cronologico, capace almeno di accennare il filo dell’evoluzione di Tina, dalla timida ragazzina di Nut Bush Anna Mae Bullock fino all’indiscussa regina del pop rock degli anni ’80. Steamy Windows, Better Be Good To Me, Private Dancer e tutti i loro parenti stretti di ferro faranno spuntare in un attimo il sorriso sulla faccia all’ascoltatore mediamente informato, ma lo stesso poveretto potrebbe fare più fatica a farsi strada tra i pezzi più vecchi e più r & b, la cui ferocia estatica taglia più volte, senza preavviso, lo strato fitto di pop levigato nei minimi dettagli. Qui spiccano Nutbush City Limits e Proud Mary, sempre ben accolte in altre circostanze, ma purtroppo piazzate subito dopo la potente dimostrazione di energia live di Let’s Stay Together e Addicted To Love: non rendono come dovrebbero, anzi, rischiano quasi di far perdere l’equilibrio a tutto il resto.

Tra le aggiunte più gradite di questo volo retrospettivo targato Tina ci sono di sicuro la perla di Townshend The Acid Queen e il capolavoro orchestrale di Phil Spector, che risponde al nome di River Deep – Mountain High. Con quest’ultima, nel lontano 1966, Tina dimostrò per la prima volta la forza e la portata della propria identità musicale, libera dall’influenza di Ike Turner, che esplose davvero sulle onde radio di tutto il mondo solo qualche anno dopo. La leggendaria versione “wall of sound” del brano è peraltro una rarità nelle compilation della cantante. Molto più tardi, lungo gli anni ’80, il sound di Tina ha navigato con coraggio attraverso trasformazioni radicali di ogni tipo. I cambi di stile profondi di quel periodo “post Ike”, ormai di piena maturità, si sentono chiaramente nella oggi già sempreverde We Don’t Need Another Hero (Thunderdome).

Alla fine resta un po’ di spazio anche per le novità, che però tratteggiano solo di sfuggita le curve del profilo musicale di Tina Turner per il nuovo millennio. I’m Ready e It Would Be A Crime sono due canzonette più che decenti, ma qui un po’ dispiace che a Tina non sia proprio riuscito di sfuggire alle produzioni moderne, che di certo non possono servire come si deve il suo sbalorditivo arsenale vocale. Ma si sa, la prudenza non è mai troppa! In ogni caso, la cosa più importante è che la voce di Tina, dopo tutti questi anni, suona ancora alla grande, e alla fine è proprio questo a salvare anche questa compilation, chiaramente lanciata di fretta.

Produzione

Tina Turner & Roger Davies

Tracklist

1. Steamy Windows
2. River Deep Mountain High
3. Better Be Good To Me
4. The Acid Queen
5. What You Get Is What You See
6. What’s Love Got To Do With It
7. Whatever You Want
8. We Don’t Need Another Hero (Thunderdome)
9. I Don’t Wanna Fight
10. Let’s Stay Together
11. I Can’t Stand The Rain
12. Goldeneye
13. Whatever You Need
14. The Best
15. Proud Mary
16. Nutbush City Limits
17. It Would Be A Crime
18. I’m Ready

Durata dell’album: 1h 16.33

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