Todd La Torre: Rejoice in the Suffering

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Etichetta: Rat Pak Records
Data di uscita: 5/2/2021
Produzione: Tod La Torre & Craig Blackwell
Durata dell’album: 44.35 min
Genere: Heavy Metal
Voto: 9.0/10


Todd La Torre è un musicista americano che nell’ultimo decennio si è fatto un nome come cantante dei leggendari metaller progressive Queensryche, e prima ancora aveva cantato per un po’ anche nei Crimson Glory. La Torre è un vocalist eccezionale. Ma non solo: suona anche vari strumenti, soprattutto la batteria. E non è finita qui: compone pure musica propria. L’album «Rejoice in the Suffering», uscito all’inizio di febbraio di quest’anno, probabilmente non avrebbe nemmeno visto la luce se il mondo non si fosse avvolto nel sudario della pandemia. I Queensryche hanno dovuto fermare l’attività live e La Torre si è ritrovato con carta bianca per portare a termine il suo debutto solista in studio.  Il materiale ha preso forma nel corso di diversi anni, perché si tratta di un documento decisamente vario, che fonde con efficacia gli elementi della tradizione old school dello speed/heavy metal americano con raffinatezze sonore moderne.

Nel disco La Torre sfodera tutto il suo splendore vocale e regala una performance da camaleonte, capace di alternare più approcci di canto all’interno di un unico pezzo, come si capisce subito dall’opener Dogmata, un assalto ampio e senza compromessi. Anche Vanguards of the Dawn Wall, che mette in primo piano una spiccata critica sociale, è per aggressività – insieme all’apertura – forse il pezzo più furioso e scatenato, quello che ammicca più da vicino alla tradizione di uno speed metal vecchia scuola, urlato a squarciagola, come lo si conosceva negli Stati Uniti dei primi anni Ottanta. Dentro a tutto questo c’è un bel bagaglio di musicalità che accompagna l’impresa, e anche di pompa, che sull’album arriva per la prima volta con Darkened Majesty. La voce di La Torre mantiene un’aggressività esplosiva e impeccabile. È sostenuta, o meglio armonizzata, da linee vocali aggiuntive che potenziano la teatralità drammatica dei pezzi, e si serve anche di cori da «urlo» da stadio, come si sente soprattutto in Vanguards of the Dawn Wall e nell’opener Dogmata. Critical Cynic, per dire, è il momento del disco in cui, se non l’avevi già capito prima, ti sarà finalmente chiaro perché La Torre sia finito nei Queensryche. Anche Vexed, considerato uno dei brani più variegati, in un’altra storia potrebbe vivere su qualche uscita recente dei Queensryche. D’altronde «Rejoice in the Suffering» è un album che non semina fiori, non conosce dolcezze e non scappa nel mondo della fantasia. È un lavoro solidamente coi piedi per terra, dalle forti note da cantautore, in cui La Torre si pone come osservatore della realtà così come la percepisce lui personalmente, e di cui predica anche nelle sue confessioni. La voce possiede un’ampiezza straordinaria nella gamma di colori che sceglie, e al tempo stesso un range vocale impressionante, con cui porta senza fatica la sua potenza vocale da un’ottava all’altra. Brillante soprattutto il canto conclusivo nella traccia di chiusura Apology. 

La Torre ha cantato e suonato tutte le parti di batteria. Ma sul suo debutto c’è un altro musicista che ha avuto un ruolo importante: Craig Blackwell, che ha aiutato La Torre con la produzione dell’album e ha suonato tutto quello che non abbiamo elencato prima. Cioè le chitarre (riff e tutti gli assoli), i bassi e le tastiere. Evidentemente il sodalizio tra i due è la combinazione perfetta per creare musica che serve anche una bella dose di arguzia e flessibilità di idee. Un album pittoresco, che sorprende per le sue deviazioni a catena. Con la combinazione di un voltaggio ad altissimo numero di ottani, da galoppata metal a pieno regime, la varietà di idee garantisce che il disco, come insieme, scorra via velocissimo. Non ti ruba mai tempo.

Con il suo debutto solista in studio La Torre ha messo su disco un manifesto musicale con cui ha mostrato nel migliore dei modi i suoi straordinari talenti musicali. Non solo come cantante, ma anche come compositore. Per molti versi il suo debutto – ed è in realtà una scoperta sconvolgente – è molto più convincente dell’attuale album dei Queensryche «Verdict» (2018), che durante l’ascolto lascia una sensazione di incompiutezza. «Rejoice in the Suffering» è un lavoro compatto, limato e ricco di dettagli, che dedica attenzione anche allo sviluppo di una produzione vorace e «ruggente» dal carattere moderno.

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
01. Dogmata
02. Pretenders
03. Hellbound and Down
04. Darkened Majesty
05. Crossroads to Insanity
06. Critical Cynic
07. Rejoice in the Suffering
08. Vexed
09. Vanguards of the Dawn Wall
10. Apology
bonus track;
11. Fractured
12, Set It Off
13. One By One

Formazione:
Todd La Torre – voce, batteria
Craig Blackwell – chitarra, basso, tastiere

Musicisti ospiti:
Jordan Ziff – assolo di chitarra nel brano n. 7
Al Nunn – tastiere nel brano n. 13


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