Toys In The Attic

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Artista: Aerosmith
Etichetta: Columbia Records
Uscita: 1975

Il 1975 fu l’anno della musica degli Aerosmith. Dopo innumerevoli concerti e due album diciamo “interessanti” dal punto di vista commerciale, che oltre a qualche sporadico lampo di magia creativa di Tyler e a promettenti dimostrazioni delle sue doti organizzative avevano portato soprattutto un riciclo, per lo più sentito e quindi comprensibilmente disorientato e a basso contenuto calorico, di vecchi motivi blues, con Toys In The Attic la storia stavolta non si ripete. Il terzo tentativo di spiccare il volo da fabbri del rock va a segno con la brillante Toys In The Attic, prova inimitabile del fascino del sound aero “da vecchia scuola”. Grazie a una raffinata combinazione tra i testi sfacciati di Tyler, l’uso come sempre ingegnoso della sua inconfondibile voce e un approccio hard rock duro e senza compromessi, Toys In The Attic si rivela subito dopo l’uscita una proposta incandescente, che il mondo rock moderno degli anni Settanta, nonostante tutta la sovrasaturazione della scena musicale, semplicemente non poteva rifiutare!

Il rapporto fertile e, nonostante i caratteri evidentemente opposti, incredibilmente equilibrato tra Tyler e Perry, iniziato con grande cautela nel ’73 con Movin’ Out e cresciuto in sicurezza grazie all’invidiabile Get Your Wings, con Toys In The Attic si trasforma in un torrente di interazioni blues rock capricciose, che dopo cinque anni di rodaggio dà finalmente risultati più concreti. Un bell’esempio della loro collaborazione vivace è la title track, una giostra rock alla cui volgare spavalderia farete fatica a resistere. A raffreddare i bollenti spiriti erotici ci pensa subito lo zietto Uncle Salty. Del tutto comprensibile, visto che la visione del pervertito sul losco commercio di fluidi corporei di ogni tipo è ben diversa dalla parata di libido maschile messa in scena all’inizio. Si tratta del beffardo regolamento di conti di Tyler con l’eterno problema della pedofilia, che i più di voi probabilmente conoscono meglio da Steven nella molto più popolare Janie’s Got A Gun, ovviamente ben quattordici anni dopo.

Con Sweet Emotion, la birichina Adam’s Apple, che oltre ai testi incorreggibili di Steven vanta una comunicazione eccezionale tra i due chitarristi, e il passo funky misurato di Walk This Way, torniamo tra le braccia delle prediche sessuologiche dell’inizio dell’album. Stavolta con più controllo e meno entusiasmo spontaneo per le più svariate formazioni di accoppiamento, a convincere è soprattutto il primo. Frutto delle mani di Hamilton, Sweet Emotion presenta uno dei riff di chitarra più belli di Perry che, accompagnato dalle linee bassistiche ingegnosissime del già citato bassista e dai versi perversissimi di Tyler, verso la fine scivola in un delirio indomabile, interpretabile anche come un’ispiratissima messa in musica del libertinaggio incontrollato. Un fenomeno a sé è la divertente rilettura del vecchio classico di Weismantel Big Ten Inch Record, che se la cava senza conseguenze soprattutto grazie a una primordialità che, a scapito della spensierata dolcezza, regala un aspetto piacevole e morbido. Senza quest’ultimo se la cava più che bene la cupa Round And Round, tipica creatura di Brad Whitford, con cui Toys In The Attic guadagna per la prima volta in modo più concreto anche la presenza di motivi più strutturati. Di sicuro più d’uno di voi, ascoltando No More No More e soprattutto la ballata davvero superflua You See Me Cryin’, ne avrà voluti ancora di più, ma evidentemente Tyler e soci, nel tentativo di sfruttare al massimo l’occasione, non osavano ancora abbandonarsi del tutto spensierati alla risposta istintiva alle malevole allusioni del rock & roll, che negli anni a venire avrebbe spalancato al mondo le porte di tutto il potenziale ancora inesplorato della band.

Toys In The Attic resta ancora oggi un manuale affascinante e leggibilissimo di rock & roll genuino, un circuito compatto di tutti i suoi incanti e le sue curiosità, che segna anche il battesimo della trasformazione degli Aerosmith non solo in una delle band rock più influenti di tutti i tempi, ma sicuramente anche nel più grande collettivo rock americano degli anni Settanta. Un classico tra i classici per tutti i tempi!

Formazione

Steven Tyler: voce, armonica
Joe Perry: chitarra
Brad Whitford: chitarra
Tom Hamilton: basso
Joey Kramer: batteria

Produzione

Jack Douglas

Tracklist

1.Toys In The Attic
2.Uncle Salty
3.Adam’s Apple
4.Walk This Way
5.Big Ten Inch Record
6.Sweet Emotion
7.No More No More
8.Round And Round
9.You See Me Crying

Durata dell’album: 37.12

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