Tribulation, figli della notte, all’Orto!

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Come se l’offerta concertistica di dicembre non fosse già abbastanza ricca, all’ultimo momento e a sorpresa è arrivata un’altra bella sorpresa di Krampus per tutti i cattivelli: i cupi svedesi Tribulation. Per ora si aggirano per l’Europa con i megalomani Ghost, ed è bello vedere che la chance di farsi conoscere da un pubblico più ampio è toccata anche a una band così valida, ma ancora poco nota ai più, come i Tribulation. Durante il tour con i Ghost gli svedesi avevano un giorno libero, che hanno sfruttato per tornare ancora una volta a Lubiana. I Tribulation non sono certo degli sconosciuti sui nostri palchi, visto che da noi hanno suonato già più volte, ma stavolta hanno tenuto il loro primo concerto da headliner, tutto per loro, nell’atmosfera intima della sala superiore dell’Orto Bar.

Visto che lo stesso giorno al Kino Šiška suonavano anche i Cult of Luna, c’era una certa strizza su come sarebbe andata l’affluenza al concerto dei Tribulation, ma i timori erano infondati: la sala si è riempita fino all’ultimo angolino. Gli svedesi ci hanno salutati con l’hit Melancholia e, nel bagliore di una luce verde, ci hanno trascinati in una Danza macabra di orrore gotico, quello che filtra dai classici del cinema come Vampyr, Night of the Demon, The Abominable Dr. Phibes, The Pit and the Pendulum, Nosferatu e Der Kabinett des Dr. Caligari. Con quei volti truccati in modo sinistro, i Tribulation sembrano usciti dritti da quei classici e, con il loro mix ipnotico e contagioso di death e metal progressivo e di retro rock, ti trascinano nell’abisso. E se guardi troppo a lungo nell’abisso, l’abisso guarda dentro di te, proprio come i Tribulation hanno guardato dentro l’Orto stasera. Con un suono buono, anche se un po’ troppo alto, il quartetto di Arvika ha dedicato la maggior parte dell’attenzione ai pezzi di The Children of the Night, regalandoci come prelibatezza speciale una gita anche sul più death metal The Formulas of Death, con i brani Suspiria de profundis, Randa e Ultra Silvam.

Dal vivo, nei Tribulation a rubare l’attenzione è soprattutto il chitarrista Jonathan Hulten, che oltre a un’esecuzione chitarristica solida la ruba soprattutto con il suo aspetto androgino, che lo avvicina a una concubina di Dracula, e ancora di più con la performance di danza e i movimenti che ricordano la Suspiria di Argento. Gli altri membri si muovono sul palco in modo più stoico, ma hanno comunque entusiasmato con una fantastica esecuzione di Nightbound, poi con The Moterhood of God e la sua brillante chitarra, e fin troppo presto sono arrivate la rocciosa Strange Gateways Beckon e Lacrimosa, con cui i Tribulation si sono congedati dal pubblico di Lubiana. Si sono lasciati dietro un altro ottimo concerto, di gran lunga il migliore sui palchi sloveni. Se il Dracula di Bela Lugosi vivesse ai giorni nostri, con quel suo »Listen to them, the children of the night. What music they make!« avrebbe di sicuro in mente i Tribulation.

Scaletta: Trollens Brudmarsch (intro), Melancholia, Nightbound, The Lament, The Motherhood of God, Suspiria de profundis, Randa, Cries From the Underworld, Ultra Silvam, The World, Strange Gateways Beckon, Lacrimosa


Foto: Nina Grad

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