U2 a San Siro: pane e circo per 70.000 persone (2005)
Luogo: Milano (Italia), San Siro (Stadio Giusepe Meaza)
Data del concerto: 19.07.2005
Numero di spettatori: 70
Prezzo del biglietto: 54,00€
Eccoci qua, alla fine ce l’ho fatta anche io. Gli U2 dal vivo. In una compagnia rilassata e piacevolissima ci siamo rimessi in marcia verso il paese dei maccheroni deliziosi e dell’espresso eccellente. Così lo sbattimento di farsi largo tra gli ingorghi in autostrada non si è sentito per niente. Siamo piombati a San Siro con una banda di fan degli U2 in piena trance, piuttosto tardi. I biglietti andavano ritirati, calca agli sportelli, l’orologio che correva. Intanto i Feeder, la prima band di supporto, avevano già iniziato a scaldare il pubblico. Alla fine ci siamo ritrovati nel parterre dello stadio. Mi ha preso una sensazione pazzesca, un’euforia fortissima e una fretta carica di adrenalina che si propagava dalle tribune e da ogni angolo. Rimaneva un problemino, e mica tanto piccolo. Ognuno di noi si portava dietro qualche litro di troppo, per cui gli Ash, la band di supporto successiva, siamo riusciti a vederli sul maxischermo solo mentre ci trascinavamo in fila davanti ai bagni chimici. Abbiamo sofferto, sofferto. I più sofferenti non hanno retto e dalle file è partito più di un “Aloooooora!!!” ansimante, tra gente che a stento tratteneva i propri metaboliti in eccesso. Per fortuna avevo scelto una fila che avanzava in fretta, quindi è finito tutto bene. Nel frattempo gli Ash avevano chiuso il loro set piuttosto noioso.
Dopo un’ora di attesa da quando gli Ash avevano lasciato il palco, ci siamo! Le 21:15 e Vertigo!!! “Uno, due, tre” ha attaccato Bono direttamente in italiano. Lo stadio salta in aria!!! Gli italiani. A me il flusso di energia mi ha proprio sollevato da terra. 70.000 persone!!! Dappertutto sventolavano striscioni e bandiere di fan scatenati, a tratti i cori sfociavano in un vero delirio isterico. Gli U2 hanno fatto salire il concerto di intensità in fretta. Durante All I Want Is You Bono, tra l’entusiasmo generale del pubblico, ha tirato a sé una ragazza dal pubblico e ha ballato con lei qualche battuta del pezzo. Prima di City Of Blinding Lights si accende il maxischermo centrale più grande, che si estendeva sullo sfondo, e ovviamente il concerto è schizzato al punto di ebollizione. Durante Sometimes You Can’t Make it On Your Own un gruppo di fan italiani degli U2 ha preparato una sorpresa tutta sua per Bono e compagni sul palco. Con una coreografia fatta di cartoncini colorati hanno composto la scritta “Hi Bob” (il padre di Bono) e, ai lati della scritta, la bandiera italiana e quella irlandese. Durante un pezzo del repertorio di ferro come Sunday Bloody Sunday, Bono si è messo al braccio il simbolico nastro bianco da ribelle con la scritta “coexist”. La C a forma di mezzaluna, la X a forma di stella di David e la T a forma di croce. I ragazzi hanno tirato il pezzo per le lunghe e hanno lasciato che anche la folla “sbraitasse” qualche verso.
La partecipazione del pubblico è stata pazzesca. Cantava tutto. Anche quando Bono andava per i fatti suoi, le sue deviazioni vocali e i suoi esperimenti si fondevano alla grande con il coro del pubblico, che conosceva tutto il repertorio degli U2 al millimetro.
Il pubblico aspettava con trepidazione l’esecuzione di Miss Sarajevo, che prima di Milano gli U2 avevano suonato solo a Zürich e ad Amsterdam. Girava infatti voce che sul palco con gli U2 si sarebbe unito addirittura il grande Luciano Pavarotti. Ovviamente Pavarotti non c’era, ma Bono ha cantato da solo una parte del pezzo “alla Pavarotti”, cioè in italiano al cento per cento. La gente è impazzita del tutto. A Milano quello è stato il culmine assoluto del concerto. Per fortuna c’erano dei maxischermi più piccoli, oltre a quello principale al centro, due per lato. Quindi quattro in tutto. Ognuno riservato a un membro degli U2. E su quello che inquadrava Bono si vedeva che il tipo si era calato completamente nel pezzo, perché durante l’esecuzione di Miss Sarajevo non è riuscito a trattenere le lacrime. Da lì in poi la parte principale del concerto ha raggiunto il massimo dell’atmosfera, perché sono seguiti i classici che non possono mancare ai loro concerti. Cioè Pride (In The Name Of Love), “Where the Streets Have No Name”, e hanno chiuso con la fantastica One, che non voleva proprio saperne di finire. La gente è rimasta in trance e ha continuato a cantare la melodia di One ancora per un bel pezzo, quando gli U2 non erano più sul palco.
Il primo bis è finito in modo identico alla chiusura del set principale. Con gli Ooh-ohh di With Or Withiout You, 70.000 teste di una folla che nemmeno dopo il primo bis si era data per soddisfatta. Così sui due mini-stage, spostati di circa 40 metri dal palco principale verso l’interno del parterre in mezzo al pubblico, sono saliti di corsa 10 musicisti da camera per ciascuno dei due mini stage, membri dell’Orchestra Sinfonica del teatro Carlo Coccia de Novara, quindi 20 in tutto. Insieme alla band hanno suonato il pezzo Original Of The Species. Gli U2 erano troppo forti o gli archi troppo piano, fatto sta che durante l’esecuzione del pezzo l’orchestra non si sentiva proprio per niente. Gli U2 hanno deciso di disinnescare finalmente la bomba atomica e così hanno proseguito sulla stessa linea con All Beacuse Of You e Yahweh (suonata in versione acustica), per chiudere con grande energia riproponendo tutta Vertigo ancora una volta, suonata ancora più intensamente rispetto a quando aveva aperto il concerto.
Alle 23:40 il concerto era finito. Quindi 2 ore e 25 minuti per 50€, 25 pezzi, uno spettacolo a sé in uno stadio pieno zeppo, in mezzo a un caldo infernale creato da una folla di 70 mila teste, che ha tenuto l’atmosfera a un livello eccezionale per tutto il tempo, incomparabile con qualsiasi scena dei club o dei concerti al chiuso, gli “indoor”. Gli italiani sono maestri del tifo e sanno trasformare in vero dramma anche la più piccola sciocchezza. La band se lo aspettava. Per questo il concerto è stato registrato, visto che gli eroi irlandesi avrebbero intenzione di pubblicare un DVD con la registrazione del concerto di Milano (è la dichiarazione ufficiale del management). Per l’occasione la colossale tribuna di San Siro è stata alzata dai 65 metri standard a un massimo di 90 metri. Le riprese dovevano continuare anche il 21.07.2005, quando gli U2 suonano il loro secondo concerto a San Siro. Nella troupe c’erano 130 persone e 26 telecamere. Bono si è rivolto al pubblico con più insistenza rispetto ai concerti precedenti, e molto spesso in italiano. Ne ha sparate qualcuna bella grossa, tra cui che Milano è la città più sexy del mondo, il che ha infiammato ancora di più la folla. Insomma, dimostra che gli U2 a San Siro si sentivano davvero a casa e hanno affrontato la serata in modo completamente professionale, professionale come si conviene a rockstar del loro calibro. The Edge col suo cappellino da spazzacamino e il “topo grigio” Adam Clayton sono stati piuttosto statici per tutto il set, a differenza di un Bono sfrenato, un acrobata rotante carico al massimo, tanto che gli U2 hanno lasciato un sacco di palco “inutilizzato” durante il concerto. Ma la magia era con noi, ed è questo l’importante. Il batterista Larry Mullen durante il concerto ha mantenuto la sua espressione irlandese, glaciale e imperturbabile. L’espressione di una terra avvolta in una nebbia eterna e in un’eternità di regolamenti di conti violenti. Non ha mosso un sopracciglio né a destra né a sinistra, nemmeno di un millimetro. Il suono della band e l’esecuzione sul palco quindi di routine e senza un minimo errore, con Bono in dominio assoluto e al centro dell’attenzione per tutto lo show.
Sui monitor comparivano di continuo gli slogan della filosofia pacifista di Bono, che predica con fervore durante i concerti degli U2. Ovviamente anche stavolta nessuno ha sentito la mancanza dei suoi appelli alla pace e alla fine delle uccisioni.
Un concerto degli U2 è dunque, dopo tutto quello che ho visto, un evento che resta uno spettacolo rock a sé, carico di energia pazzesca, vestito di una scenografia che nello stesso tempo non porta con sé chissà quale sfarzo (niente laser show spaventosi, effetti pirotecnici e simili….). Gli U2 restano una vera rock band che, nonostante i bei soldoni che accumulano diligentemente sui conti in banca, non si perde in fronzoli, glam o esagerazioni bizzarre nell’immagine. Nonostante lo status di superband, sul palco mantengono l’umiltà con un atteggiamento diretto da ribelli, condito con il solito pizzico di arroganza e cinismo e, soprattutto, quello che conta. Col loro approccio rilassato e senza spocchia, mantengono un contatto genuino con i propri fan. Insomma, vedersi un concerto degli U2 è un’esperienza che vale qualsiasi peccato. Centro perfetto, dritto sul chiodo.
Scaletta
1.Vertigo
2.I Will Follow
3.The Electric Co.
4.Elevation
5.New Year’s Day
6.Beautiful Day
7.I Still Haven’t Found What I’m Looking For
8.All I Want Is You
9.City of Blinding Lights
10.Miracle Drug
11.Sometimes You Can’t Make It On Your Own
12.Love and Peace or Else
13.Sunday Bloody Sunday
14.Bullet The Blue Sky / When Johnny Comes Marching Home (Snippet) / Please (Snippet) / The Hands That Built America (Snippet)
15.Miss Sarajevo
16.Pride (In The Name Of Love)
17.Where the Streets Have No Name
18.One
bis 1:
19.Zoo Station
20.The Fly
21.With or Without You
bis 2:
22.Original of the Species
23.All Because of You
24.Yahweh
Vertigo