Un salto oltre confine per una magica serata all’insegna della generosità musicale (2011)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Piazza Unita / Tarvisio / Italia
Data del concerto: 28.07.2011
Spettatori: 2500
Prezzo del biglietto: 40,00€ / 46,00€

Ben Harper è un cantante e musicista americano che coltiva un’eclettica miscela di messaggi rock, dove si fondono collage di folk, blues, funk, pop e soul. Qualsiasi cosa Harper tocchi, tra arrangiamenti e interpretazione vocale, risulta tremendamente convincente, grazie al modo tutto suo di strutturare i pezzi e alle particolarità del suo cantare da camaleonte. Aggiungici lo stile unico ma sfaccettato con cui suona la slide guitar, che deve la maggior parte del suo atteggiamento al blues nero del delta del Mississippi, ed ecco che l’immagine musicale di Ben Harper è più o meno scolpita. Il suono che  Ben coltiva negli album deve qualcosa anche agli spunti del jangle, mentre l’uso del logo di Harper con la coccarda inglese strizza l’occhio al movimento mod. Oggi potremmo ficcare Harper in una versione unica di alternative rock, dosata con sfumature di tutti i generi appena elencati. Il camaleontismo vocale permette a Harper di essere sempre convincente al 100% con tanti generi diversi. Ovunque metti la sua voce, funziona sempre a meraviglia dentro la musica.

Quest’anno Ben Harper ha pubblicato il nuovo album in studio, intitolato “Give Till It’s Gone”. Con il nuovo disco è arrivato anche in Europa, con un tour le cui date sono concentrate esclusivamente in Francia, Svizzera e Italia. Una scelta che si può collegare ai buoni risultati di vendita del nuovo album e di quelli passati in questi tre paesi, e di conseguenza alla base di fan europei più solida, cresciuta proprio in queste tre nazioni.

Ben Harper se ne va in giro per i concerti con due band di supporto. La prima è The Innocent Criminals, la seconda Relentless 7. Il nuovo album stavolta è dedicato in modo particolare all’intimità della sfera personale, visto che Harper si è lasciato alle spalle un matrimonio difficile. Così per lui era la cosa più giusta,  partire per il tour semplicemente come “Ben Harper” e non come “Ben Harper & Relentless 7”, anche se in questo tour lo accompagna tutta la squadra dei Relentless 7. L’unica cosa logica, visto che sono stati loro a suonargli tutti gli altri strumenti anche nel nuovo album.

La prima sorpresa è stata la folla stessa nella piazza cittadina di Tarvisio, che ha confermato in pieno quanto questo musicista sia amato in Italia. La gente si è pigiata in piazza stretta come i fiammiferi in una scatola, e qualcuno ha perfino srotolato degli striscioni. Il tempo ha minacciato pioggia per tutto il giorno, che questo luglio purtroppo continua a rovesciare a volontà, ma durante il concerto dal cielo sono scese giusto due innocenti goccioline, che non hanno rovinato in alcun modo il piacere del concerto.

Prima di Ben Harper si è preso dieci minuti per scaldare il pubblico un amico di Ben, il cantautore Tom Freund. Con la chitarra acustica in mano ha strimpellato e cantato tre canzoncine, e per la quarta lo ha raggiunto sul palco Ben Harper in persona con la slide guitar, e all’arrivo di Ben la piazza è subito esplosa. Freund non ha lasciato un’impressione particolare di quanto arrivi la sua espressione musicale. In dieci minuti è davvero difficile, e viene da chiedersi se abbia senso una mossa del genere, con Freund ad aprire la serata di Harper.

Ben Harper è salito sul palco con il suo quartetto alle 21 e 50. La gente si alza, il pubblico va in delirio, i ragazzi sul palco si guardano perfino per qualche istante, poi si mettono d’accordo sul da farsi, e dal palco parte l’ottimo nuovo pezzo Don’t Give Up On Me Now.  Nella parte regolare del concerto, sorprendentemente breve, appena un’ora e venti, Harper si è mostrato come un musicista dalla sensibilità straordinaria, che si trova a suo agio in ogni mossa. La sua voce sa essere dolcissima, senza un briciolo di pretenziosità, con un dosaggio sottile e misurato di incisioni di improvvisazione soul,  ma allo stesso tempo mantiene sempre quel calore sensuale che fa letteralmente prendere vita ai suoi versi sul palco. E tiene ben saldo l’ascoltatore a sé. Nel raro momento di blues (puro) della serata,  Where Could I Go, Harper ha mostrato quanto la sua voce sul palco possa diventare potente e ruvida, assolutamente indistruttibile. In questo momento di tuoni soul, l’uomo sfodera un trucco speciale: si lascia alle spalle il microfono, si porta sul bordo del palco e canta qualche strofa in versione “a cappella”, mentre i Relentless 7 si abbassano nell’accompagnamento fino a un volume appena udibile. Quel momento ha infiammato il pubblico alla massima potenza, tra ovazioni e un casino liberatorio che non voleva proprio fermarsi. La gamma vocale di Harper è però particolarmente ricca e incantevole quando lo accompagnano i suoni più delicati. Soprattutto nella nuovissima Masterpiece, in Diamonds On The Inside e in modo particolare in Fly One Time, eseguita verso la fine della parte regolare, un’ottima miscela di folk e tratti moderni del rock alla U2, che la band, con la voce di Ben in testa, ha fatto salire magistralmente, gradino dopo gradino, verso un intenso  “crescendo” finale di pittoresca condimento atmosferico.

In Lay There & Hate Me la band ha lasciato un po’ di spazio a Jordan Richardson per scatenarsi alla batteria in un assolo breve ma estremamente poco originale, mentre l’album “White Lies For Dark Times”  rivive in una potentissima reinterpretazione nella marcia blues Number With No Name, dove Harper si aggrappa di nuovo  alla slide guitar.

La nuova Spilling Faith Harper l’ha dedicata al suo collega, l’ex Beatle Ringo Starr, mentre la vera perla della serata, Pleasure And Pain, è stata suonata solo in duetto con Tom Freund. Freund è infatti un vecchio collega di Harper, con cui negli anni Ottanta ha scritto un brano che si trova sull’omonimo album d’esordio in studio di Harper. Un momento speciale dell’esibizione di Harper è naturalmente il suo immancabile intermezzo strumentale solista di quindici minuti alla slide guitar. Presenta nel modo più bello possibile la definizione multisfaccettata che il musicista dà di flessibilità, intuito e immaginifica curiosità di chi ama mettersi alla prova. Attraverso i molteplici passaggi di sfumature di genere di un momento così, Harper riesce sempre, con maestria, a mantenere compatto il filo rosso del contenuto.

Nel primo bis Harper è tornato sul palco completamente da solo. Con l’acustica a tracolla ha eseguito in solitaria i brani Walk Away e Roses From My Friends, incantando di nuovo la folla con la sua interpretazione delicata. Per suonare la chitarra acustica Harper non usa il plettro. In Amen Omen, a metà del pezzo, si unisce a lui tutta la squadra dei Relentless 7 e la canzone mette le “elettriche” ali finali. Ma non è ancora finita. Nel secondo bis la band entra con la lucida Burn To Shine, mentre la serata con Ben Harper e i Relentless 7 si chiude con una festa folk rock collettiva per la piazza di Tarvisio e il brano  Better Way.

L’entusiasmo è alle stelle, la gente è in estasi, la band saluta. Eppure! Harper trattiene sul palco i suoi compagni. Il che manda in tilt soprattutto il tecnico delle chitarre, che aveva già cominciato a mettere via l’attrezzatura, ma si riprende in fretta e rimette sul palco per Harper la sedia e la slide guitar. La band attacca il classico degli Zeppelin No Quarter. Il lungo jam strumentale a metà  ha colto in contropiede il chitarrista “Moz”, che nel momento di improvvisazione non ha lasciato un’impressione degna di nota.

Alla fine il concerto è durato la bellezza di due ore e 15 minuti. Di questi, i tre bis hanno occupato ben 50 minuti. La serata magica, fatta di contenuto espressivo unico, generato dal genio dell’uomo e dell’opera di Ben Harper a Tarvisio, rientra nella categoria delle avventure live che offrono il massimo a chi ci va. Harper è un interprete che non lesina emozioni e momenti di spontaneità. Attraverso gli stati d’animo emerge con chiarezza il lato morbido, tenero, più intimo del musicista, che con la forza dei suoi messaggi lirici tocca in profondità chi assiste a un concerto così.

foto: Aleš Podbrežnik

Scaletta

01. Don’t Give Up On Me Now 02. Diamonds On The Inside 03. Masterpiece 04. She’s Only Happy In The Sun 05. Number With No Name 06. Rock N’ Roll Is Free 07. Lay There & Hate Me 08. Pleasure And Pain 09. Spilling Faith 10. Fly One Time 11. Where Could I Go —bis I.— 12. Walk Away 13. Roses From My Friends 14. Amen Omen —bis II.— 15. Burn To Shine 16. Better Way —bis III.— 17. No Quarter

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