Una serata indimenticabile tra Predmestje e Panda (2013)

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Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Lutkovno gledališče Ljubljana (Oder pod zvezdami) / Slovenia
Data del concerto: 15.02.2013
Numero di spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 15,00€ (in prevendita) / 20,00€ (la sera del concerto)

Il giorno dopo San Valentino il Lutkovno gledališče Ljubljana ha ospitato un evento live unico: per una sera sono saliti sul palco, insieme a vari ospiti, quasi tutti i membri passati e presenti di due leggendarie band slovene legate a doppio filo, Predmestje e Panda. Si preannunciava un concerto indimenticabile per tutti gli amanti del jazz rock fusion dagli arrangiamenti sopraffini e delle ballad pop rock che ti toccano il cuore. A tenere insieme la serata, con interventi e battute spiritose, ci ha pensato il mitico tastierista e cantante occasionale, nonché capo di entrambe le band, Andrej Pompe, unico membro presente in tutte le incarnazioni possibili, che di recente ha anche festeggiato i 60 anni. Per l’occasione è riuscito a radunare attorno a sé tanti vecchi amici e collaboratori musicali, oltre a quasi tutte le cantanti con cui ha lavorato finora nei Panda.

Questo concerto irripetibile era intitolato ‘Concerto di San Valentino’, il che vuol dire che era pensato prima di tutto per gli innamorati, i ‘piccioncini’. Sotto il palco erano in maggioranza loro, ma c’era anche qualche ‘brontolone’ come me, che di questa festa importata a tavolino, da noi celebrata solo dalla fine del XX secolo, non è che si curi granché. Noi eravamo lì soprattutto per goderci della buona musica, un’esecuzione di altissimo livello e un’atmosfera decisamente positiva, quella che Predmestje e Panda, in tutte le formazioni possibili, riescono ancora a creare sul palco come se niente fosse, e che anche stasera gli ha fruttato la risposta rumorosa di un pubblico in estasi. Molti, tra i presenti, sapevano a memoria perfino tutti i testi di Panda.

La scaletta, con grande gioia di tanti spettatori, era cronologica: si è partiti quindi con un tuffo nel passato insieme alla prima band di Andrej, gli indimenticabili jazz rock fusionisti Predmestje, che ci hanno riportati al 1977. Per l’occasione il signor Pompe ha chiamato sul palco il batterista originale Janez Hvale, il chitarrista e cantante Peter Grudn e il sassofonista Saša Malahovski, con cui nella seconda metà degli anni Settanta aveva fondato questa band di culto, all’epoca anche piuttosto popolare, che entusiasmava con la sua forma di jazz rock fusion melodica e perlopiù strumentale, nella quale si potevano scovare influenze di leggende del jazz rock e della musica progressive come Santana, Return To Forever, Brand X, Camel, Caravan e anche i primi Chicago. I Predmestje hanno quindi suonato in due formazioni diverse (nel corso della carriera della band in realtà ce ne sono state quattro), nessuna delle quali ‘completa’, visto che quella sera mancavano alcuni ex membri, eseguendo quattro classici di fine anni Settanta e inizio Ottanta, quando incisero quattro album in studio. Nella formazione “Predmestje 1” a colmare il vuoto lasciato dall’assente bassista originale Gabrijel Lah c’era sul palco il bassista di Panda, Vlado Pirc.

Un’azzeccata approssimazione dell’incarnazione originale dei Predmestje ha suonato i brani »Ritem življenja« e »Oaza«, due delle loro creature più vecchie, che ancora oggi suonano alla grande. Poi la seconda versione della band, battezzata per l’occasione “Predmestje 2”, ha suonato con una carica pazzesca gli evergreen “Karikatura” e “Kamasutra”. Su questi ultimi due pezzi alla batteria si è seduto Andrej Petković, venuto apposta per l’occasione da Spalato, le percussioni sono finite nelle mani di Marko Bitenc, mentre le posizioni di chitarrista e bassista sono state occupate dai fantastici fratelli gemelli Slavko e Marjan Lebar, che Andrej Pompe, al loro ingresso sul palco, ha presentato così, vista la loro sconcertante somiglianza: “… noterete che sono anche più che “solo” fratelli!” Quando vedi all’opera i fratelli Lebar, il perfezionismo tecnico-sonoro di Slavko alla chitarra e la morbida, sensuale elasticità del calore organico delle linee di basso di Marjan, ti viene da pensare che sia un vero peccato che i Predmestje nella formazione Pompe-S. Lebar-M. Lebar-Bitenc-“batterista disponibile” (J. Hvale ecc…) e con Jernej Podboj come aiutante ai fiati non possano esibirsi insieme più spesso. È davvero un piacere, e una rarità, vedere che i membri di una band, la maggior parte dei quali ha già superato i sessant’anni, sul palco suonano ancora con l’energia di ventenni. I Predmestje possono vantarsene in qualsiasi momento.

Così è finita la rievocazione delle meraviglie jazz rock dei Predmestje ed è arrivato il momento delle melodie decisamente più leggere, pop rock ma sempre estremamente sofisticate, di Panda, che ancora oggi fanno impazzire ascoltatori giovani e vecchi, di gusti aperti e sani. Poi è arrivato anche il momento solenne in cui Andrej ha chiamato sul palco la prima delle cantanti ospiti speciali. All’inizio degli anni Ottanta i membri dei Predmestje erano la band d’accompagnamento della cantante Neca Falk, diventata famosa con numerosi successi, tra cui anche tante canzoni per bambini. Per l’esecuzione di questo brano sul palco sono rimasti, oltre a Pompe, Petkovič e i due fratelli Lebar. La signora Falk ha ancora oggi uno straordinario carisma scenico e una voce rimasta intatta, come abbiamo potuto constatare di persona durante la sua interpretazione intensamente sensuale della ballad d’amore »Ljubimec moj« (il brano ottenne un lusinghiero riconoscimento, conquistando il terzo premio della giuria di esperti e il terzo premio del pubblico a Slovenska popevka 1979). Purtroppo dopo questa esibizione comune ha lasciato il palco fin troppo presto, ma la serata indimenticabile era ancora lunga. Anche se i Predmestje hanno scritto il proprio nome a caratteri d’oro nella storia del rock progressivo jugoslavo e sloveno, pure i Panda non erano certo degli sprovveduti quando decidevano per caso di staccare la spina in versione strumentale, come hanno dimostrato con una splendida esecuzione del brano »Taxi«.

A questo è seguito l’arrivo della cantante originale Suzana Jeklic, con cui hanno eseguito i due brani eccezionali »Kako ga čutim« e »Nepremagljivi«. Già questi due inni, i più riconoscibili del primo periodo della band, dimostrano all’istante lo straordinario talento di Andrej Pompe come arrangiatore e compositore, e con essi Panda si è consolidata come una delle formazioni pop mainstream più raffinate della seconda metà degli anni Ottanta in Slovenia (e nell’ex Jugo). Prima ancora che la reazione scatenata del pubblico si fosse davvero calmata, alla prima Suzana è subentrata la seconda Suzana. Con Suzana Werbole i Panda hanno suonato le ballad d’amore »Le sebe še imam« e »Za vedno moj«. Il Concerto di San Valentino delle ballad d’amore è proseguito con successo anche con l’arrivo della terza cantante, Katja Obleščak, con la quale hanno eseguito »Danes me boš« e »Ker jaz te ljubim«, raccogliendo una reazione eccezionale del pubblico. Poi sul palco è salita l’attuale cantante di Panda, Sara Petrovčič, che ha cantato anche due brani che avrebbe dovuto cantare la sua predecessora Saša Danilov (oggi nei Zebra Dots), che purtroppo si era ammalata prima dell’esibizione.

In questa serata speciale i Panda hanno presentato anche il loro nuovo singolo »Premakni se k meni«. Un esperimento estremamente interessante e riuscito è stata l’esecuzione del brano »Pogledala ga je v oči«, dove alla band, che per tradizione ha solo cantanti donne, si è unito per cambiare, nel ruolo di voce maschile, Hamo Šalehar, che grazie a un’interessante voce roca e bluesy se l’è cavata egregiamente. Quando prima di questo pezzo Andrej ha buttato lì al pubblico la domanda retorica se fosse curioso di sentire come suonano i Panda con una voce maschile, io risponderei, “alla larga”, che il brano è venuto fuori in stile Vasco Rossi, ai tempi del suo primo successo al Festival di Sanremo del 1985. Nel bis i Panda hanno suonato i tre successi di Panda più amati. Si sono presentati nelle vesti dell’evergreen »Da bo jutri še en dan«, che purtroppo non entrò nella selezione per l’Eurovision di allora, di »Sive ceste«, con cui vinsero il festival MMS 99, e proprio in chiusura di »Daleč stran«, cantata da tutte e quattro le cantanti, che hanno creato un’atmosfera davvero indimenticabile, capace di travolgere l’intera sala. Il concerto con cui Andrej ha festeggiato i suoi sessant’anni è stato un vero balsamo per l’anima e per il corpo. L’entusiasmo del pubblico si è sentito a lungo anche dopo la fine dell’esibizione, e l’atmosfera positiva si è allargata anche fuori dalla sala, dove nel corridoio, tra una chiacchiera e l’altra, era stato organizzato un rinfresco per celebrare il giubileo di Andrej.

Setlist

1. Ritem življenja (Predmestje 1)
2. Oaza (Predmestje 1)
3. Karikatura (Predmestje 2)
4. Kamasutra (Predmestje 2)
5. Ljubimec moj (voce: Neca Falk)
6. Taxi (strumentale)
7. Kako ga čutim (voce: Suzana Jeklic)
8. Nepremagljivi (voce: Suzana Jeklic)
9. Le sebe še imam (voce: Suzana Werbole)
10. Za vedno moj (voce: Suzana Werbole)
11. Danes me boš (voce: Katja Obleščak)
12. Ker jaz te ljubim (voce: Katja Obleščak)
13. Ljubimec brez imena (voce: Sara Petrovčič)
14. Kakšno sonce, kakšen dan (voce: Sara Petrovčič)
15. Premakni se k meni (voce: Sara Petrovčič)
16. Ti in jaz (voce: Sara Petrovčič)
17. Vzemi me (voce: Sara Petrovčič)
18. Pogledala ga je v oči (voce: Hamo Šalehar)
—bis—
19. Da bo jutri še en dan (voce: Sara Petrovčič)
20. Sive ceste (voce: Suzana Werbole)
21. Daleč stran (tutte e quattro le cantanti)

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