Use Your Illusion II

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Artista: Guns N' Roses
Etichetta: Geffen Records
Uscita: 1991
Durata: 75:58
Voto: 4/5

Il penultimo album in studio della band più chiacchierata del pianeta è arrivato sugli scaffali lo stesso giorno della sorella maggiore (recensione). Nella corsa al trono delle classifiche americane ha vinto la minore, che con le sue 770000 copie vendute ha conquistato l’Olimpo della musica (il primo volume si è fermato al secondo posto). Il disco ha la stessa copertina della sorella maggiore, solo che qui i colori sono più cupi e si sposano alla grande con i contenuti dei brani. Questa famigerata coppia di dischi segna anche l’inizio della fine della formazione originale. Durante la lavorazione la band ha infatti cacciato il batterista Steven Adler, sostituito da Matt Sorum.  Izzy Stradlin (chitarra ritmica) ha poi lasciato il gruppo di sua spontanea volontà poco dopo, in pieno tour. In un’intervista ha raccontato il suo addio come l’unica soluzione possibile, visto che dopo aver smesso con le droghe non ci vedeva più alcun senso. I continui litigi dentro la band (il più delle volte per motivi ridicoli) non hanno fatto altro che rendergli la decisione più facile.

L’addio in studio della formazione originale parte con la mitica “Civil War”, considerata l’ultima apparizione del batterista Steven Adler. Questa ballata potente ci trascina in un tornado filosofico, dove il cantante Axl si chiede che cosa ci sia di civile nelle guerre.

L’amicizia lunga 14 anni tra Axl Rose e Izzy Stradlin ha dato vita alla canzone “14 Years”. Una ballata sognante sull’amicizia, che Axl condisce con il suo tipico accompagnamento al piano, nata dall’unione di due pezzi scritti uno da Axl e uno da Izzy.  Quest’ultimo si è preso anche il posto di cantante, mentre Axl lo accompagna stavolta dalle retrovie.

Non vivere nel passato, ma lascialo alle spalle: è questo il messaggio di “Yesterdays”. Un’altra tipica ballata “alla Guns”, segnata dalla voce inconfondibile di Axl e dagli inserti di chitarra di Slash. Il pezzo ha avuto anche una versione video, che rappresenta il saluto della band al batterista cacciato.

Se sei incazzato e ti serve un pezzo per sfogare la rabbia, “Get In The Ring” fa decisamente al caso tuo. È una resa dei conti cinico-sarcastica con i critici che attaccavano la band per i suoi concerti selvaggi: una registrazione in studio a cui sono stati aggiunti in seguito i cori del pubblico, e che non è mai stata suonata dal vivo.

Il video megalomane di »Estranged« è considerato uno dei più costosi della storia della musica, visto che la band ha speso per realizzarlo ben quattro milioni di dollari. Quasi dieci minuti di clip chiudono la trilogia (insieme a “Don’t Cry” e “November Rain”) basata sul racconto di Del James “Without You”. Il video promozionale è diventato un vero e proprio film, con tanti elementi dei kolossal più costosi. Ci vedrai Axl in caduta libera da una petroliera e a nuotare con i delfini, mentre il momento clou arriva con Slash che emerge dalle profondità del mare e poi cammina sopra le acque.

Dopo la malinconia che l’ascoltatore vive con un paio di pezzi intermedi, il ruggito di “You Could Be Mine” ti ricorda perché la band la inseriamo anche nel filone dell'”heavy metal”. Il brano è finito in due capitoli di Terminator, la prima volta nel secondo, del 1992, e poi nel quarto, del 2009. Parla soprattutto del matrimonio finito male tra Axl Rose ed Erin Everly.

Nel disco troverai anche una versione »rinnovata« di “Don’t Cry”, qui con un testo nuovo, perché quello vecchio (che sta sul primo volume) pare fosse ormai un po’ lontano dalla loro vita di allora.

Questa splendida conclusione in studio della saga dei Guns N’ Roses è un ottimo (e non programmato) addio della formazione originale, che nonostante la sua breve vita ha segnato per sempre il corso del rock. Come ho già detto nella recensione del primo volume, mescolando tanti elementi musicali e il tipico sound »alla Guns«,  il disco è quello che potremmo chiamare gli ultimi respiri del rock »vero«. A nessuno dopo di loro è infatti riuscito di ripetere quello che hanno fatto loro. In pochi anni sono passati da band da garage di periferia a fenomeno capace di riempire sale e stadi, per poi sfasciarsi proprio all’apice della carriera, lasciando un’eredità musicale scarna ma leggendaria e impossibile da cancellare dalla storia. 

 

Formazione

  • W. Axl Rose – voce, piano, fischio su “Civil War”, cori su “14 Years”, chitarra ritmica su “Shotgun Blues”, tastiere e batteria su “My World”
  • Slash – chitarra solista, chitarra acustica su “Civil War”, banjo su “Breakdown”
  • Izzy Stradlin – chitarra ritmica, cori, voce principale su “14 Years”, chitarra acustica su “Breakdown”, sitar su “Pretty Tied Up”, chitarra solista su “Estranged”
  • Duff McKagan – basso, cori, voce principale su “So Fine”, percussioni su “Locomotive”
  • Matt Sorum – batteria, cori su “So Fine”
  • Dizzy Reed – tastiere, piano, cori

Musicisti ospiti

  • Steven Adler – batteria su  “Civil War”
  • Johann Langlie – batteria, effetti sonori, percussioni su  “My World”
  • The Waters – cori su “Knockin’ On Heaven’s Door”
  • Howard Teman – piano su “So Fine”
  • Shannon Hoon – cori su  “Don’t Cry”

Produzione

Mike Clink, Guns N’ Roses

Tracklist

  1. “Civil War” (7:42)
  2. “14 Years” (4:23)
  3. “Yesterdays” (3:14)
  4. “Knockin’ on Heaven’s Door” (cover di Bob Dylan) (5:36)
  5. “Get in the Ring” (5:42)
  6. “Shotgun Blues” (3:23)
  7. “Breakdown” (7:04)
  8. “Pretty Tied Up” (4:48)
  9. “Locomotive” (8:42)
  10. “So Fine” (4:08)
  11. “Estranged” (9:23)
  12. “You Could Be Mine” (5:43)
  13. “Don’t Cry” (Alternate lyrics) (4:45)
  14. “My World” (1:24)
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