Valovanje e Čista jeba alla Cvetličarna (2014)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / Cvetličarna / Slovenia
Data del concerto: 23.10.2014
Numero di spettatori: 700
Prezzo del biglietto: 10,00€
L’idea di unire due eventi (super)importanti della scena musicale slovena, cioè il ritorno, dopo un anno di pausa, della compilation sotto lo slogan »Imamo dobro glasbo« e l’uscita del nuovo album »Čista jeba« dei rocker amatissimi da tutti e ormai diventati patrimonio popolare, i Mi2, il 23.10.2014 ha funzionato alla grande anche dal vivo, nel cuore della Cvetličarna di Lubiana.
A far filare liscio l’evento ci ha pensato l’ingranaggio solido e ben rodato della squadra di Radio Slovenija, più precisamente di Val 202, in tandem con il »mecenate« Založba kaset in plošč RTV Slovenija (quanto mi piace la parola »kaset«, cioè le cassette: mi riporta dritto dritto agli anni Ottanta, immacolati e innocenti). Media e appassionati di musica, insomma, abbiamo festeggiato due uscite musicali in un colpo solo.
Il programma è partito puntuale alle sette e mezza di sera. All’inizio si sono alternati tre gruppi, ognuno con un brano per la compilation »Val014 – Imamo dobro glasbo«. Sul palco c’erano gli Swingtones della Stiria slovena, che hanno fatto divertire soprattutto qualche coppia di ballerini, che si dondolava romantica sulle note dello swing. I ballerini conoscono bene il gruppo, ed è per questo che si sono fatti vedere sotto il palco. Una bella chanson swing dal taglio cabarettistico ha conquistato con un’esecuzione piacevolmente affiatata, poi hanno presentato anche quattro pezzi originali. Il secondo gruppo, a cui sono toccati circa venti minuti per presentarsi, sono gli Alkimia. Il sestetto di musicisti esperti è formato dal batterista dei Katalena Robert Rebolj e dalla cantante Breda Božič, entrambi vecchie conoscenze dei tempi dei Sfiltrom (se la memoria non mi tradisce, suonarono alla Hala Tivoli nel lontano 11.05.2000, prima dei celebri »agro-progressive rocker« britannici Jethro Tull), poi dal bassista dei Moonlight Sky Janez Moder, raffinato, morbido ed elastico, sempre affidabile, dedito e appassionato, agile tra progressive e jazz, dall’ottimo chitarrista Tilen Stepišnik, dal suono stratificato e ben definito, dal violinista Dejan Gregorič e dal tastierista Miloš Rebula. Insomma, maestri esperti che fondono più forme musicali in un paesaggio vario e movimentato. La cantante Breda Božič è davvero una calamita sotto ogni punto di vista, soprattutto per fotogenia e interpretazione sentita. Sostenuta da un ottimo contorno di una squadra musicale rodata e affiatata, la cantante ha potuto affrontare il palco in totale scioltezza e trasmettere le emozioni in modo vivido. Naturalmente anche nel pezzo originale e stuzzicante Ne sprašuj. Si potrebbe parlare di una singolare fusione tra il melos tradizionale della canzonetta slovena, intriso di elementi blues e lavorato con una maniera acustica da cabaret. L’esibizione è finita ancora prima di cominciare, il che vuol dire che gli Alkimia sono un gruppo carico di carisma e di sicurezza in fase esecutiva. Terzi sono saliti sul palco gli interessantissimi Jardier. Il gruppo è fatto di tutt’altra pasta rispetto ai due precedenti. Di gruppi così non ce ne sono molti, ma sul piano internazionale sono una nicchia di mercato molto ricercata. I Jardier si possono far rientrare nell’indie rock, con un’aggiunta attualissima di elementi folk che a tratti scivolano verso sonorità post rock dallo sguardo chitarristico (di quelle ce n’è un pizzico), il tutto guidato da un’interpretazione vocale succosa e di buon gusto in inglese. Gli amanti di gente come i Mumford And Sons dovrebbero quasi dare un ascolto ai Jardier, per la loro scorta di musica di casa. Nella formazione non era difficile riconoscere il bassista Slejko (Moveknowledgement, Od Franclna možgani,…). Quelli della Dolenjska portano un po’ di varietà sulla scena musicale di casa nostra! Con del potenziale. I ragazzi hanno costruito un suono organico e sintetico. Il suono e la presenza del gruppo hanno fatto sciogliere per bene anche le ragazze, il che è un altro buon biglietto da visita per la band.
Quella sera la maggior parte della gente aspettava l’esibizione dei Mi2. Per fortuna non era il tradizionale baccano decembrino dei Mi2 alla Cvetličarna (quello arriverà ancora!) e nella sala si riusciva a »respirare«. A muoversi e a fotografare – cioè a fare il proprio dovere di cronista da concerto in condizioni (ancora) normali. I Mi2, che fino al giorno della presentazione del nuovo album »Čista jeba« avevano pubblicato anche il quarto singolo radiofonico (proprio per la title track), come previsto hanno trovato una risposta vissuta e rumorosa da parte di circa 600 fedelissimi. L’esibizione della band ha confermato che l’album »Čista jeba« già all’uscita mette radici molto bene nelle orecchie e nei sensi dei fan. Loro conoscevano a menadito i versi, soprattutto dei ritornelli, come hanno dimostrato con la title track dell’album, con la più recente Stara duša, con l’apertura dal taglio da sveglia Vstati in obstati e con Hči vaškega učitelja.
In un’ora e mezza la band ha servito quello che il popolo chiedeva. Uomini esperti, guidati sul palco dal carismatico cantante Tone Kregar, a prima vista un sosia di Skočir (Big foot Mama) e nell’ascolto di Zoran Predin, con occhialoni dalle lenti scurite, resta con la sua presenza una figura contagiosa all’istante, che il pubblico segue volentieri con tutto il trasporto. Neanche stavolta è andata diversamente. La band, composta da Tone Kregar – Tonč (voce), Jernej Dirnbek – Dimek (chitarra, voce), Egon Herman (chitarra), Robert Novak – Flik (basso) e Igor Peter Orač – Mali (batteria), è una macchina da palco rodata e ben oliata in ogni ingranaggio, quindi non può proprio sbagliare il colpo. Anche sul piano del suono abbiamo avuto risultati molto buoni nella costruzione del quadro sonoro che ha accompagnato l’esibizione del gruppo. L’album »Čista jeba« è un altro album Mi2 del tutto classico, un album che riflette i tempi nuovi e attuali in cui viviamo. È la costante confessionale del gruppo, che in questo senso resta un osservatore sincero dell’ambiente che lo circonda. »Čista jeba« è dunque un documento tipico, in cui la folla si identifica e che adotta in un attimo. Contiene brani per cui è chiaro che fin dal via si legheranno, in modo vivido, al repertorio d’acciaio ormai entrato nel patrimonio popolare del gruppo, fatto di future epopee live. La presentazione del primo album è dunque riuscita in pieno e i Mi2 hanno confermato di essere prontissimi per una nuova falange di concerti dedicati alla promozione dell’album »Čista jeba«.
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