Vecchi volponi del New Romantic (2024)
Duran Duran
martedì, 30/7/2024
Pola (Pula) / Arena Pula / Croazia
- LeBon negli ultimi anni si è messo su una “pancetta” bella solida.
- La nuova versione di New Moon on Monday non mi ha fatto impazzire.
- La cover di White Lines ha raffreddato un po’ l’energia del concerto.
- Il tizio alla regia delle telecamere non aveva idea di chi fosse chi nella band e, mentre Simon presentava il gruppo, inquadrava rigorosamente i membri sbagliati o proprio nessuno. E si è perso la leggendaria presa in giro “Play the fuckin’ bass, John”.
Ed è tutto, se proprio devo scrivere qualcosa di negativo sul concerto dei leggendari Duran Duran all’Arena di Pola del 30/7/2024.
Con la ciurma di amici ci siamo messi in strada già in mattinata e abbiamo passato le ore più roventi su una delle spiagge di Pola, idratandoci a dovere fuori e dentro, così davanti all’Arena siamo arrivati belli carichi. Nel parcheggio abbiamo pure messo in scena un “Parking lot party” vecchia scuola, scherzato col barista del locale e incrociato la squadra di Rockline.
Visto che la maggior parte dei fan dei Duran Duran ha già i cinquanta passati, l’ingresso è filato via in un clima civilissimo, senza spintoni. L’Arena era piena, ma non sold out (i biglietti si vendevano ancora il giorno stesso).
Probabilmente solo i Duran Duran possono permettersi di aprire un concerto con un brano strisciante, cupo e malinconico come Night Boat, rivestito per i tempi moderni di una disperazione ancora più nera che sul debutto. La maggior parte della gente non ci capiva niente, ma i Duranići hanno spazzato via l’imbarazzo con un tris di mega hit (The Wild Boys, Hungry Like the Wolf e A View to a Kill), e l’Arena è esplosa dall’entusiasmo. Simon ha introdotto “il lupo” col suo tipico umorismo aspro, chiedendoci se avessimo già mangiato l’insalata di polpo e l’avessimo annaffiata con la rakija, o se per caso fossimo ancora … affamati come lupi? Mia moglie era entusiasta della presenza e della prestanza di Simon, così per la “pancetta” dell’inizio mi sono potuto consolare.
I Duranići sanno benissimo cosa viene a cercare il pubblico ai loro concerti, perciò hanno sfoderato tutti i super hit, con l’eccezione di Union of the Snake e Is There Something I Should Know. Il sound era semplicemente fantastico, i giochi di luce e le animazioni sullo sfondo impressionanti, e la scenografia stessa dietro il palco, con gli ultimi bagliori del sole che filtravano tra gli archi dell’anfiteatro, mozzafiato. Simon LeBon sembrava un po’ stanco e all’inizio anche rauco, ma sia vocalmente che fisicamente è cresciuto a vista d’occhio da un pezzo all’altro. La formazione imitava il leggendario video del concerto “As the Lights Go Down”, cioè i cinque della band (stavolta ancora Dom Brown al posto di Andy Taylor), due coriste tonanti e un sassofonista. Mancava solo il buffo percussionista.
Il flusso del concerto è stato interrotto solo qua e là da qualche pezzo più recente (Invisible dall’album Future Past e l’ottima Super Lonely Freak dell’ultimo album Danse Macabre). In Girls on Film hanno poi infilato la cover di Psycho Killer, sempre da Danse Macabre (recensione di Rockline).
Entusiasmo sfrenato per la coppia di hit da The Wedding Album, Ordinary World e Come Undone. Nella seconda ha brillato la corista che, insieme a Simon, ha regalato uno dei momenti clou della serata. Incredibile l’esecuzione della dedica di Simon alla moglie Yasmin, con cui si è sicuramente guadagnato un numero illimitato di punti bonus.
Ero contentissimo del ritorno di New Moon on Monday in scaletta, ma questa versione – modernizzata – non mi ha entusiasmato. Almeno il ritornello l’hanno lasciato originale …
La setlist, con cinque pezzi ciascuno dal debutto e dal secondo album Rio, ha accontentato tutti gli ultra fan, tra cui mi metto anch’io. I suoni della grandiosa e malinconica The Chauffeur si sono fatti piano piano strada tra il pubblico e hanno scaldato il cuore di tutti quelli che non sono proprio dei serial killer a sangue freddo. Il cult dal debutto, Friends of Mine, ha visibilmente spiazzato i fan più sporadici, mentre me ha portato sull’orlo delle lacrime. Careless Memories, che dal vivo suona quasi metal, ha smosso l’atmosfera e annunciato una seconda metà di concerto megagalattica, in cui la cover di White Lines ha concesso un attimo di tregua alle corde vocali, creando al contempo la quiete prima della tempesta del quartetto finale.
Niente da fare, il pubblico si era ormai sciolto del tutto. Se qualcuno non conosce la combo The Reflex, Girls on Film, Save a Prayer e Rio, la colpa è solo sua. La band era in trance, perfino Nick ha smesso di guardare il cellulare e ha suonato due note con più di un dito. Un finale fantastico per un concerto fantastico.
Insomma, è come se qualcuno ci avesse portato i mitici anni Ottanta in salotto. Art pop di altissima qualità, rifinito fino all’estremo. Esecuzione straordinaria di tutti i membri. Nick ovviamente non ha sudato nemmeno per sbaglio, perché fin dagli esordi del gruppo tira fuori dalla sua macchineria tutte le sequenze, i loop, i sample, le basi ritmiche e i paesaggi sonori con il movimento di un dito. Playback, gridano alcuni. BMK, rispondiamo altri … John è ovviamente un bassista di classe mondiale, da sempre l’ossatura del sound dei Duran con i suoi pattern funky superintricati o con linee di basso dolorosamente semplici. Roger, con le sue sedicesimi disco sui piatti, non ha sbagliato nemmeno un accento, e non ha spostato il sedere dallo sgabello nemmeno di un millimetro. Simon invece è stato il vero Simon. All’inizio del nuovo millennio gli capitava di deludere vocalmente dal vivo, ma si è ripreso e devo ammettere che è decisamente un cantante che ha portato al massimo le sue capacità vocali, a essere onesti molto limitate. È incredibile.
Per un 10/10 avrei dovuto sentire almeno uno dei due classici Shadows on Your Side o Hold Back the Rain, quindi questo concerto si merita un 9,9/10. Un’esperienza sublime, romantica, new wave e danzereccia. Le mie corde vocali, invece, in vacanza per qualche giorno.
Menzione d’onore: la giacca di pelle rosa di Simon, che voglio come regalo di compleanno!!!
testo: Igorac
foto: Aleš Podbrežnik, Igorac & Edita Klemen
Setlist:
1. VELVET NEWTON (taped intro)
2. Night Boat
3. The Wild Boys
4. Hungry Like the Wolf
5. The James Bond Theme (autore: John Barry)
6. A View to a Kill
7. INVISIBLE
8. Notorious
9. Lonely in Your Nightmare / Super Freak (AKA SUPER LONELY FREAK)
10. Friends of Mine
11. Careless Memories
12. The Chauffeur
13. Ordinary World
14. Come Undone
15. New Moon on Monday
16. Planet Earth
17. (Reach Up for the) Sunrise
18, White Lines (Don’t Don’t Do It) (orig. Grandmaster Melle Mel)
19. The Reflex
20. Girls on Film / Psycho Killer (orig. Talking Heads) / Girls on Film
—bis—
21. Save a Prayer
22. Rio








































