Very ‘eavy… Very ‘umble
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Uriah Heep
Etichetta: Bronze Records
Uscita: 1970
Voto: 3.5/5
Nella tarda primavera del 1970 prende il via la storia di un nuovo mezzo che ha inciso a fondo sullo sviluppo della scena rock e che, con la sua unicità, le ha lasciato per sempre un’impronta indelebile. La storia di come i critici accolsero il debutto è ormai famigerata. Si va dalle parole di Melissa Mills sulla rivista musicale Rolling Stone: “Se questa band dovesse mai farcela, sarò costretta a togliermi la vita!”, fino a recensioni che si fissavano ottusamente sulla parolina “heavy” nel titolo del debutto degli Uriah Heep per poi paragonare il livello di distorsione della band a quello di Deep Purple e Led Zeppelin, gruppi di tutt’altra pasta. Che approccio infantile. Eh già, per vendere meglio le tue “scribacchiate” devi inventarti qualche storia succosa, e gli Uriah Heep furono l’agnello sacrificale perfetto.
Gypsy spacca. L’esplosività del duetto tra organo Hammond e riffing di chitarra, la voce espressiva di Byron in compagnia di magnifiche linee di cori stratificati, una parte centrale piena di improvvisazione e un finale psichedelico (moderno per l’epoca) hanno chiarito subito, fin dall’inizio, cosa volessero gli Uriah Heep. Un mix di cose già note e di approcci musicali freschi, “tipicamente heepiani”, ancora inesplorati. Per stile, Gypsy tende al progressive. Con la loro originalità gli Heep si sono messi subito al fianco dei nomi affermati e, già con il debutto, hanno aperto alla scena musicale nuove dimensioni all’orizzonte, più ampie e ancora da scoprire, che i critici, volutamente o meno, si sono lasciati sfuggire.
Le otto canzoni, come composizioni variabili, sono nettamente distinte tra loro e ognuna è un insieme compiuto, alla pari delle altre. Walking In Your Shadow, che segue Gypsy, si regge di nuovo su un riff potente ed espressivo, ma è più compatta o, meglio, più digeribile per le orecchie. I’ll Keep On Trying è in pratica il contrappeso d’urto di Gypsy: carica di motivi espressivi, svolte imprevedibili e un assolo di Mick piazzato con intelligenza nella parte centrale, che si incastra con cura nell’intera composizione. L’esperimento progressive intitolato Wake Up (Set Your Sights), stipato di fronzoli di ogni tipo alla batteria e di cambi di ritmo che bucano il pezzo, si chiude in modo mistico con la voce sentita di David in primo piano, circondata da un arrangiamento orchestrale fenomenale. Una chiusura geniale per il disco, che lascia la storia aperta.
Un’attenzione particolare merita la cover dell’originale di Tim Rose, Come Away Melinda. I versi sono impostati come un dialogo tra figlia e padre. È la manifestazione dell’approccio più “morbido” e incredibilmente sensuale di David, sostenuto da chitarra acustica e orchestrazioni fenomenali (intro di flauto e altre spezie), che ti conquista in un attimo con la sua credibilità. Il ragazzo si è abbandonato all’espressione musicale con totale sincerità, cioè con vera partecipazione. Con un tocco raffinato ha adattato con flessibilità il timbro della voce e ha interpretato alla grande entrambi i ruoli del brano. In più, in fase di produzione si sono inventati per questo pezzo un altro trucchetto: hanno separato il dialogo tra monitor sinistro e destro, per ottenere un ulteriore contrasto desiderato, e ci sono riusciti in pieno.
In Dreammare emerge per la prima volta in modo chiarissimo il marchio di fabbrica della band, che in futuro sarebbe stato ulteriormente perfezionato e per cui gli Uriah Heep sono famosi ancora oggi, come maestri insuperabili di questo ingrediente musicale. L’inserimento di armonie vocali stratificate a cinque voci crea all’interno del brano un’atmosfera irripetibile, quella che solo la chimica degli Uriah Heep dell’era Byron sapeva evocare. La magia era nata.
Formazione
David Byron – voce principale
Ken Hensley – organo, slide guitar, Mellotron, piano e cori
Mick Box – chitarra elettrica & acustica e cori
Paul Newton – basso, cori
Ollie Olsson – batteria, percussioni
Ringraziamenti speciali della band:
Alex Napier – batteria in tutti i brani tranne ‘Dreammare’ e ‘Lucy Blues’
Colin Wood – tastiere in ‘Come Away Melinda’ e ‘Wake Up (Set Your Sights)’
Produzione
Gerry Bron
Tracklist
1. Gypsy (6:37)
2. Walking In Your Shadow (4:31)
3. Come Away Melinda (3:46)
4. Lucy Blues (5:09)
5. Dreammare (4:39)
6. Real Turned On (3:37)
7. I’ll Keep On trying (5:24)
8. Wake Up (Set Your Sights) (6:22)
Durata dell’album: 40:05
BONUS TRACK NELL’EDIZIONE REMASTERED DEL 1996:
1. Gypsy (2:57) edited and remixed version, released on several singles and compilations
2. Come Away Melinda (3:42) alternate version, previously unreleased
3. Born In A Trunk (3:45) out-take, previously unreleased alternate version of a song released for the first time on ‘The Lansdowne Tapes’ (1993)
BONUS TRACK NELL’EDIZIONE REMASTERED DEL 2003:
1. Bird Of Prey – original single b-side version (=US album version)
2. Born In A Trunk – alternate version, previously unreleased
3. Come Away Melinda – alternate version, previously unreleased
4. Gypsy – extended mix, previously unreleased version
5. Wake Up (Set Your Sights) – alternate version, previously unreleased
6. Born In A Trunk – instrumental version, previously unreleased
7. Dreammare – BBC live version, previously unreleased
8. Gypsy – BBC live version, previously unreleased