Viaggio nelle pianure elettroniche con Jean-Michel Jarre (2016)
Autore: Peter Podbrežnik
Luogo: Lubiana / Center Stožice / Slovenia
Data del concerto: 15.11.2016
Numero di spettatori: 4000
Jean-Michel Jarre, leggendario artista francese, pioniere della musica elettronica, ambient e new age e del synth-pop, è salito sul palco delle Stožice di Lubiana nell’ambito del suo attuale tour mondiale ‘Electronica’, in cui, tra un pezzo recente e l’altro, rispolvera anche alcuni capitoli chiave di una carriera ricchissima. Questo instancabile eroe dell’elettronica, finito più volte nel Guinness dei primati per le presenze ai suoi concerti all’aperto, oltre a un ‘arsenale’ di tastiere fuori dal comune ha portato, com’è nella sua natura, effetti di luce e laser pazzeschi, che più di una volta hanno lasciato la sala senza fiato. Sul palco Jarre era affiancato da un tastierista, un batterista e un percussionista, che per lo più si sono limitati a ruoli di supporto, visto che il signor Jarre, soprattutto nei pezzi più recenti, punta in gran parte sui ritmi elettronici.
Per ‘scaldare’ la sala, ben piena anche se non proprio al completo, il musicista di culto ha eseguito due pezzi recenti, »The Heart of Noise« e »Automatic (Part 2)«, che mostrano il suo stile compositivo di oggi, dove non mancano ritmi trance da ballare. La maggior parte dei brani nuovi della serata arrivava dall’album più recente, »Electronica 2: The Heart of Noise« (2016), in cui Jarre ha collaborato con nomi come Pet Shop Boys, Gary Numan, Hans Zimmer, Edward Snowden e Cyndi Lauper. I fan del Jean-Michel classico hanno avuto il loro primo momento di gloria con l’esecuzione del classico ambient »Oxygene 2«, dal leggendario album »Oxygene« (1976), a cui, come c’era da aspettarsi, durante la serata è tornato con la mente ancora più volte.
Uno dei momenti più interessanti dell’intero concerto è stato senza dubbio l’esecuzione di »Exit«, che Jarre, eterno dissidente e umanista, ha registrato insieme al celebre ‘whistleblower’ americano e paria numero uno al mondo, Edward Snowden. Quest’ultimo è comparso sui proiettori con i suoi messaggi rivolti al mondo e in particolare all’opinione pubblica americana, che chiude gli occhi davanti a una verità fin troppo dolorosa, cioè che il suo governo mente in continuazione, mentre la base elettronica dai ritmi selvaggi rendeva il tutto ancora più drammatico. Del resto Jarre, nuovo membro del movimento ‘Democrazia in Europa 2025’ (tra i membri più in vista ci sono anche Slavoj Žižek, Brian Eno, Noam Chomsky e Julian Assange), che si batte per costruire una vera democrazia all’interno dell’UE, è noto da tempo per il suo attivismo politico, che però raramente collega in modo diretto alla sua musica strumentale.
Non ci è voluto molto prima che Jarre si ricordasse anche del suo secondo lavoro più celebre, »Equinoxe« (1978), e per la gioia dei fedelissimi di lunga data ha suonato »Equinoxe 7«, anche se con ritmi trance moderni, cosa che a più d’uno ha fatto storcere il naso. Con »Souvenir of China« il maestro francese dell’elettronica ha ripescato per un attimo anche gli anni Ottanta, un periodo che, a parte gli album »Magnetic Fields« (1981) e »Rendez-Vous« (1986) – di cui, quella sera, ci mancavano almeno un paio di brani – viene spesso trascurato. Durante »Brick England«, registrata insieme ai Pet Shop Boys, abbiamo sentito anche la voce di Neil Tennant distorta dal vocoder, un’aggiunta decisamente divertente.
Noi che amiamo i suoi evergreen degli anni Settanta ci siamo rifatti con »Oxygene 8«, l’indimenticabile »Oxygene 4«, ben nota anche ai fan del videogioco »Grand Theft Auto IV«, e »Equinoxe 4«, anche se ci ha dato fastidio che il signor Jarre le abbia ‘rinfrescate’ del tutto inutilmente con i ritmi trance. Jean-Michel è rimasto per quasi tutto il concerto circondato dal suo ‘impero’ di tastiere, guidato da vari tipi di sintetizzatori; una volta ha preso in mano anche il Roland AX-Synth e, per una breve, unica occasione, perfino una chitarra elettrica: uno spettacolo davvero insolito.
Per chiudere la parte regolare del concerto Jarre ha mandato in estasi tutti i presenti quando, durante »The Time Machine«, si è messo a suonare l’arpa laser con dei guanti speciali, raccogliendo una valanga di esclamazioni entusiaste. La scena era davvero affascinante: Jarre produceva un suono simile a quello di un’arpa bloccando in modo raffinato, con i guanti, i singoli raggi laser. La luce dei raggi laser è concentrata in ‘corde’ e ognuna produce un suono diverso, mentre Jean-Michel, per proteggersi dai danni, deve usare guanti speciali e occhiali protettivi. Ovviamente Jarre è stato il primo a suonare l’arpa laser, che porta ai suoi concerti dal 1981, e capita di rado che, per un motivo o per l’altro, sia assente.
Nel bis Jarre ha eseguito »Oxygene 17«, che uscirà il 2 dicembre sul suo prossimo album in studio, intitolato »Oxygene 3«. Con quel disco celebrerà i quarant’anni dall’uscita dell’originale »Oxygene« e, a quanto pare, il terzo seguito del celebre album sarà all’altezza della sua imponente eredità, perché »Oxygene 17« è stato uno dei picchi della serata e uno dei pochi momenti in cui in sala non regnavano ritmi trance e dance. Per salutare ha suonato ancora »Stardust«, poi, tra ovazioni fragorose, ha lasciato il palco insieme ai suoi tre collaboratori musicali.
Jean-Michel Jarre ha messo in scena alle Stožice di Lubiana uno spettacolo all’altezza della sua fama e ha dimostrato ancora una volta perché, dopo tutti questi anni e nonostante le legioni di imitatori più giovani, resta il nome più importante e illustre della scena elettronico-ambient. Con una performance musicale eccezionale, proiezioni coloratissime e uno show di laser, Jarre è riuscito a creare un’esperienza audiovisiva affascinante, che più di una volta ha tenuto il pubblico inchiodato in trance. Alcune ragazze e alcuni ragazzi, che evidentemente avevano sbagliato ‘rave party’, hanno purtroppo dimenticato le basi del bon ton e, nonostante i posti a sedere e senza nessun invito da parte del musicista, si sono messi a ballare come matti, ma per fortuna erano una minoranza e stavano ai margini del parterre. Qualche dubbio è rimasto anche sul perché fosse necessario ‘aggiornare’ i classici di »Oxygene« e »Equinoxe« con ritmi trance e dance, con cui Jean-Michel, nonostante l’atmosfera fantastica e le proiezioni di luci e visual vivissime, ne ha quasi distrutto l’essenza. Il voler piacere a tutti i costi ai ragazzi del giro rave con questo genere di ritmi affligge parecchi dei lavori più recenti di Jarre, ma »Oxygene 17« fa sperare che Jean-Michel abbia finalmente ricominciato a tornare sulla strada dell’antica gloria e che il prossimo »Oxygene 3« sarà all’altezza della sua magnifica eredità.
foto e video: Klemen Udovč
Scaletta
1. The Heart of Noise
2. Automatic (Part 2)
3. Oxygene 2
4. Circus
5. Web Spinner
6. Exit
7. Equinoxe 7
8. Conquistador
9. Oxygene 8
10. Zero Gravity
11. Souvenir of China
12. Immortals
13. Brick England
14. The Architect
15. Oxygene 4
16. Equinoxe 4
17. Glory
18. The Time Machine
—bis—
19. Oxygene 17
20. Stardust
Galleria fotografica














































