Vichinghi alla Cvetličarna

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Lubiana, Cvetličarna VPK
Data del concerto: 08.11.2006
Numero di spettatori: 600
Prezzo del biglietto: 5490,00 SIT (22,90 €)

Dopo una stagione di concerti già incredibilmente ricca da noi, almeno per quanto riguarda il metal, a fine anno è arrivato anche il picco assoluto dell’anno. La sala del VPK Media Park è stata occupata dai guerrieri nordici Tyr, Wintersun e Amon Amarth, con le prime due band come supporto agli Amon Amarth nel loro tour europeo da headliner per presentare l’ultimo disco, With Oden on Our Side. Fin dall’annuncio del tour il line-up faceva sbavare, e posso dire senza dubbio che è uno dei migliori che abbiamo avuto la fortuna di vedere al Media Park. Non solo per il peso dei nomi, ma anche per la somiglianza, almeno approssimativa, di genere e di temi tra tutte e tre le band. Si preannunciava una serata infernale.

La conferma dei ragazzini prodigio delle Isole Fær Øer, che sono forse addirittura il principale prodotto d’esportazione di questo piccolo arcipelago, come gruppo di apertura della tranche europea del tour è stata una bella sorpresa. I Tyr si sono fatti notare già con il debutto del 2002, How Far to Asgard, in cui hanno mostrato un mix tutto loro di heavy metal con inserti progressive e contagiosi elementi folk/viking. A rendere il tutto eccellente contribuiscono la batteria dinamica con i tempi che cambiano di continuo, le incredibili parti di chitarra progressive con riff pazzeschi e assoli “alla Petrucci”, e non ultima la voce unica del frontman Heri Joensen. Ed è proprio quello che abbiamo sentito dai Tyr; ed è stato interessantissimo sentire dal vivo la lingua, o meglio il dialetto, dell’arcipelago faroese, che i Tyr ci hanno servito in pezzi come Regin Smidur, Wings of Time e Ramund Hin Unge. Purtroppo una band ancora poco conosciuta dal grande pubblico si è beccata l’ingrato posto di primo gruppo di supporto, ma di sicuro si è guadagnata un bel po’ di nuovi ascoltatori e, con un tour accanto a un nome grosso come Amon Amarth, un po’ più di attenzione. Soprattutto dopo un’uscita come l’ultimo disco, Ragnarok, uscito quest’anno, da cui abbiamo sentito la title track e l’ottima Wings of Time, se la meritano eccome. In una buona mezz’ora abbiamo sentito pezzi presi da tutta la loro carriera, dall’inizio fino all’ultimo disco, e negli ultimi concerti del tour hanno aggiunto alla scaletta anche la loro versione del canto popolare tradizionale irlandese Wild Rover, più nota nell’interpretazione dei Dubliners. Purtroppo la scarsa notorietà della band ha voluto anche che ci fosse un po’ meno gente sotto il palco, ma l’atmosfera è stata comunque ottima. I ragazzi hanno trovato la giusta dose di comunicazione col pubblico, e in particolare si è distinto il bassista Gunnar H. Thomsen, che si è avvicinato alla folla il più possibile, invitando ad alzare le “corna” e a battere le mani. E già che ci siamo – Tyr è il dio germanico del coraggio, della forza, della vittoria e della guerra, e giovedì era dalla nostra parte.

I Wintersun si erano già esibiti da noi quest’anno, conquistando tutti alla terza edizione del Metal Camp. Nel 2004 il frontman degli Ensiferum, Jari Mäenpaä, ha dovuto affrontare una scelta difficile: partire per un tour europeo con la sua band madre, oppure iniziare a registrare il debutto dei neonati Wintersun, per cui aveva già prenotato uno studio costosissimo. Ha scelto la seconda strada e credo che non se ne sia pentito né lui, né tantomeno i fan, che si sono ritrovati tra le mani un esordio omonimo davvero incredibile. Il fatto che la sala si fosse già riempita per bene prima dell’esibizione di Jari e soci conferma che tanta gente era venuta proprio per i Wintersun; alcuni l’hanno dimostrato persino con le bandiere finlandesi. I Wintersun hanno fatto il loro lavoro con grande sicurezza, il concerto è stato energico, Jari è un frontman eccellente, la comunicazione col pubblico era quella giusta, e a dare ulteriore brio al tutto ci hanno pensato Jukka Koskinen al basso e il giovane e promettente chitarrista ritmico Teemu Mäntysaari. Purtroppo però non tutto è filato liscio: è già successo più volte che al Media Park, per un motivo che mi sfugge, le band di supporto non meritino un audio di qualità pari a quello degli headliner, e purtroppo è successo esattamente così anche ai Wintersun. La voce di Jari era infatti molto poco chiara e troppo bassa, un vero peccato, perché la sua voce è straordinaria, che siano growl brutali o il canto epico pulito con ritornelli melodici che chiamano a gran voce il pubblico a partecipare, cosa che il pubblico ha puntualmente fatto. A tratti anche il basso e la grancassa sparivano chissà dove. La seconda esibizione dei giovani finlandesi da noi ha lasciato quindi un leggero retrogusto amaro, ma non per colpa loro. Ad ogni modo hanno dimostrato che con l’uscita del nuovo album Time, annunciato per agosto dell’anno prossimo, saranno più che maturi per un tour da headliner tutto loro. Li aspettiamo a braccia aperte anche qui da noi.

Alle dieci e mezza di sera la temperatura in sala ha raggiunto il punto di ebollizione, perché è toccato ai vichinghi svedesi Amon Amarth. Ci hanno sorpreso già con una scenografia minimalista ma estremamente efficace, che secondo me è stata una delle migliori mai viste al Media Park. Vista la struttura della sala non ci si può permettere certe prelibatezze pirotecniche, ma l’allestimento del palco ha comunque stregato, con lo sfondo della copertina dell’ultimo disco With Oden on Our Side, una specie di “colonne runiche” ai due lati del palco e i simboli solari di Odino a sinistra e a destra. L’intro ha fatto alzare in piedi il pubblico e, a suon di “Amon, Amon”, abbiamo chiamato i vichinghi sul palco, dove hanno subito attaccato con la botta di apertura del nuovo disco, Valhall Awaits Me. Se i Tyr ci avevano scaldato e i Wintersun fatto salire la temperatura, gli Amon Amarth sono stati una vera tempesta di calore. Dal primo all’ultimo pezzo non ci hanno lasciato respirare nemmeno per un attimo. Un colpo dritto in testa. Il frontman Johan Hegg e soci hanno dimostrato che al loro primo concerto da noi, al Metal Camp di quest’anno, si erano meritati il ruolo di headliner del venerdì sera, e hanno fatto vedere di trovarsi a meraviglia sia davanti a una marea di migliaia di persone, sia nel relativamente piccolo Media Park. Gli Amon Amarth avevano mostrato già prima dell’inizio del tour di tenere molto all’opinione dei fan, dandoci la possibilità di scegliere noi stessi la setlist del tour votando sul loro sito ufficiale. Johan si è rivelato un frontman eccezionale: più volte ci ha proclamati la migliore nazione vichinga del mondo, ha brindato con noi con un bel “na zdravje” (!) e in generale sembrava in grandissima forma, come del resto gli altri membri. In un’ora e mezza abbiamo avuto una panoramica sull’intera carriera dei vichinghi svedesi, ovviamente con l’accento sull’ultimo disco. Finalmente l’audio era all’altezza: si sentivano distintamente i growl di Johan, le melodie delle chitarre e la batteria aggressiva, e a completare il quadro ci ha pensato un lightshow con la scelta giusta dei colori. Adeguata anche la reazione del pubblico, e ancora una volta abbiamo dimostrato di essere uno dei pubblici più bravi e riconoscenti d’Europa.

L’icona del metal, lo straordinario cantante dei mitici Iron Maiden Bruce Dickinson, in un’intervista ha detto che il compito di ogni band è ridurre anche la sala più grande alle dimensioni di uno spillo e suonare in modo che anche chi sta nell’ultima fila abbia l’impressione che lo stiano facendo solo per lui. Ed è esattamente quello che agli Amon Amarth e soci è riuscito al Media Park.

Qualche estratto dal concerto:

http://www.youtube.com/watch?v=IUJK_scSIOI

http://www.youtube.com/watch?v=A72AYhzsffY

http://www.youtube.com/watch?v=pH6QNgXQXyI

Setlist

TYR:
1. Regin Smidur
2. Wild Rover
3. Wings of Time
4. Hail to the Hammer
5. Ragnarok
6. Ramund Hin Unge

WINTERSUN:
1. Winter Madness
2. Beyond the Dark Sun
3. Sleeping Stars
4. Beautiful Death
5. Battle Against Time
6. Starchild

AMON AMARTH:
1. Valhall Awaits Me
2. Runes to My Memory
3. Death in Fire
4. Fate of Norns
5. 1000 Years of Oppression
6. With Oden on Our Side
7. Asator
8. An Ancient Sign of Coming Storm
9. Cry of the Blackbirds
10. Last With Pagan Blood
11. Once Sent Through the Golden Hall
12. Victorious March
– encore –
13. Pursuit of Vikings
14. Versus the World
15. Gods of War Arise

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