Victory Songs

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Autore: Rok Klemše

Artista: Ensiferum
Etichetta: Spinefarm Records
Uscita: 2007

Dopo l’uscita del secondo disco Iron (2004), nubi nere si sono addensate sugli Ensiferum. A lasciare la band è stato per primo il padre di tutte le idee, geniale autore, cantante e chitarrista Jari Mäenpää, che ha fondato i Wintersun. Poco dopo hanno detto addio anche il bassista Jukka-Pekka Miettinen e il batterista Oliver Fokin, così l’unico membro fondatore rimasto in formazione era il chitarrista Markus Toivonen. Per Jari, con i Wintersun, è andata di lusso; gli Ensiferum, o meglio Markus, si sono invece trovati davanti a un compito durissimo: riempire il vuoto enorme lasciato dalla partenza di Jari. Markus comunque non è rimasto a guardare a lungo e ha presto messo insieme una nuova formazione, con Petri Lindroos (Norther) in prima linea. Petri doveva restare nella band solo per le date dal vivo, ma in men che non si dica è diventato membro a tutti gli effetti dei Portatori di spada (ensis significa spada, ferum è invece il verbo irregolare per portare).

Tutti i fan della band, io in testa, dopo l’addio di Jari hanno guardato gli Ensiferum con un certo sospetto, aspettando di vedere cosa avrebbe portato la nuova formazione. E abbiamo aspettato ben tre lunghi anni. Prima Markus ha buttato i nuovi arrivati ai leoni, per vedere come suonavano dal vivo davanti al pubblico. Nel 2006 è uscito l’EP Dragonheads, che non conteneva pezzi nuovi e quindi non ci ha ancora fatto capire niente dei nuovi Ensiferum. Lo stesso anno è uscito il DVD 10th Anniversary Live, che celebrava i dieci anni della band, e adesso finalmente abbiamo tra le mani il nuovo lavoro. Se temete che Petri si sia portato dietro il sound dei “Children of Bodom”, state tranquilli: fin da subito vi dico che non è così. Gli Ensiferum mantengono il loro suono inconfondibile.

Vediamo allora cosa portano gli Ensiferum nel 2007. Prima però girate la manopola del volume a tutto e spostate i mobili. Gli Ensiferum continuano la loro tradizione degli intro: stavolta il disco si apre con la cinematografica e atmosferica Ad Victoriam, che fa apparire davanti agli occhi i drakkar vichinghi che scivolano lenti verso la costa, ma Blood is the Price of Glory spezza subito il quadretto idilliaco e le orde di vichinghi assetati di sangue già risalgono la riva. Gli Ensiferum chiariscono fin dall’inizio che anche senza Jari sono più che mai potenti. Le canzoni epiche ci sono ancora, di ottimi riff melodici ce n’è a pacchi, di elementi folk pure… Eppure qualcosa manca. Petri Lindroos fa il suo lavoro con sicurezza e correttezza, ma purtroppo, almeno a me, fa venire una gran nostalgia per la fantastica voce di Jari, che brillava sia nel growl death metal sia nelle parti epiche cantate in pulito. Certo, Petri non si discosta poi così tanto e riesce a calarsi in fretta nell’insieme della band. Resta comunque un leggero retrogusto amaro… Per fortuna gli Ensiferum sanno ancora caricare il disco di un’energia rigenerante! I brani di Victory Songs, epici, corali, al galoppo e adrenalinici, sono un po’ più veloci di quelli di Iron, ma ancora abbastanza possenti. Deathbringer From The Sky è un attacco fulmineo che include elementi classici dell’heavy metal. Gli Ensiferum non sono il tipico viking metal innestato sul black metal: lo intrecciano con un power metal dal suono fantastico e con elementi folk. Questi vengono fuori soprattutto nel primo singolo del disco, per cui è stato girato anche un video, Ahti. Un pezzo energico per notti vichinghe a base di birra, ballate attorno al fuoco. Dato che la mattina dopo può essere dura, a rallentare il disco ci pensa One More Magic Potion. Roba per veri bardi! Gli elementi folk degli Ensiferum non sono etnici come quelli dei Finntroll, sono più fantasy, quasi parti da “colonna sonora”, che la tastierista Meiju Enho ravviva e incastra alla grande nel suono più ruvido delle chitarre. Un bell’esempio è Wanderer, cantata per intero in voce pulita. Nella foga della battaglia non c’è molto tempo per riposare, e a gettarci nella lotta per la sopravvivenza ci pensa subito un inno di guerra bello tosto, possente ed epico: Raised By the Sword. Gli Ensiferum sono sempre riusciti a creare, mescolando metal ed elementi folk, un impasto naturale e caldo, e in questo pezzo li fondono con tanta bravura che sembra non abbiano fatto altro in vita loro. The New Dawn è il mio preferito, soprattutto per il tempo infernalmente veloce e le fantastiche parti di chitarra, che toccano il culmine in un assurdo passaggio armonico e in un assolo shred. Ma The New Dawn è solo un biscottino rispetto alla ciliegina sulla torta, il magnum opus del disco, il capolavoro di dieci minuti Victory Song, che riassume tutti gli elementi della band. Un lento intro acustico, che piano piano scivola in un ottimo pezzo viking metal, si placa prima di sgozzarci definitivamente.

Victory Songs non è il miglior disco degli Ensiferum, Jari continua a proiettare una lunga ombra su di loro e probabilmente sarà così ancora per un bel po’. Nonostante questo, però, è un disco ottimo e gli Ensiferum combattono fino all’ultimo uomo. I drakkar sono carichi fino all’orlo di tesori saccheggiati, i corni colmi di idromele già tintinnano insieme, Helge e Hilde attendono ben disposte i loro guerrieri, e i canti della vittoria echeggiano nella notte!

Formazione

Petri Lindroos – growl, chitarra
Markus Toivonen – chitarra, voce pulita e cori
Meiju Enho – tastiere
Sami Hinkka – basso, voce pulita e cori
Janne Parviainen – batteria

Produzione

Janne Joutsenniemi

Tracklist

1. Ad Victoriam 03:10
2. Blood Is the Price of Glory 05:17
3. Deathbringer from the Sky 05:10
4. Ahti 03:55
5. One More Magic Potion 05:22
6. Wanderer 06:32
7. Raised by the Sword 06:10
8. The New Dawn 03:42
9. Victory Song 10:38

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