Vojna in mir di Larry Coryell (2014)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Nova Gorica / Velika dvorana Kulturnega doma Nova Gorica / Slovenia
Data del concerto: 06.12.2014
Numero di spettatori: 300

Larry Coryell è considerato uno dei chitarristi più importanti ad aver plasmato il mondo del jazz rock fusion tra i primi anni Settanta e il passaggio dagli anni Sessanta ai Settanta. Oggi settantunenne, nella sua carriera ne ha viste e vissute di tutti i colori. Con la sua visione musicale è considerato uno dei pionieri del genere,  quindi non stupisce che gli siano venuti incontro altri nomi rivoluzionari, giganti del mestiere, che con le loro idee hanno inciso in modo decisivo sull’evoluzione delle varianti jazz, aggiungendo in modo spiritoso e fino ad allora inedito ingredienti presi da rock, blues, folk e neoclassica. Tra gli assi con cui Coryell ha collaborato in passato ci sono stati (e ci sono ancora), tra gli altri, Jimi Hendrix, Miles Davis, Wes Montgomery, Charles Mingus, Gary Burton, John McLaughlin, Al di Meola, Paco de Lucia, Philip Catherine, Carlos Santana ed Eric Clapton.

Larry è andato a cercare l’ispirazione nel romanzo di Tolstoj, Guerra e pace, che ha musicato  creando così un concept di due ore in cui si intrecciano elementi di musica classica, jazz fusion, opera e danza contemporanea. Il progetto, e la sua rinascita sui palchi sloveni, non sarebbe mai stato possibile senza la grande dedizione e l’entusiasmo di Zdravko Balantič, capo dell’associazione culturale Veronikine zgodbe, che si è buttato in questa impresa megalomane coinvolgendo, per realizzare la visione di Coryell, l’Orchestra sinfonica dell’Accademia di musica di Lubiana con solisti donne e uomini (ovvero i cori), ma anche l’Accademia di belle arti e design, l’Accademia di teatro, radio, cinema e televisione e la Facoltà di informatica.

Sul palco della Velika dvorana Kulturnega doma Nova Gorica c’era dunque un’orchestra »gigantesca«, mentre all’estrema destra, in primo piano, era rimasto un po’ di spazio occupato da una mini band jazz rock fusion composta da tre chitarristi, batteria e contrabbasso. Un boccone tosto! Uno avrebbe voluto la sala un po’ più piena, ma in compenso era riempita di un sacco di cuore. Il pubblico si è fuso in un attimo con lo spettacolo, in cui all’inizio abbiamo aspettato parecchio il primo exploit jazz di Coryell, dato che il benvenuto dello show è andato interamente e solo all’orchestra.

Larry si è goduto visibilmente tutto il concerto. Anche quando teneva la chitarra ferma, era facile notare come il musicista se la ridesse soddisfatto e, di fatto, dirigesse da sé tutto quello che gli succedeva intorno. Lo show era caricato in egual misura di classica e figure jazz, oltre che dell’immancabile contributo dei solisti vocali, che mettevano a nudo l’effetto drammatico e davano quel tocco di realtà alla storia di Tolstoj, di cui la sala ha potuto godere per due ore piene.  Coryell aveva al suo fianco due ottimi compagni di chitarra. Nenad Stefanović, maestro della chitarra classica, e Igor Bezget, maestro della scuola jazz fusion, che con qualche escursione solista velenosa, affilata e a tutta velocità ha fatto capire di essersi sciroppato un sacco di vecchi lavori di John McLaughlin negli anni della sua formazione. Proprio questo trio di chitarre ricordava non di rado le jam di Coryell con McLaughlin e con il compianto Paco de Lucia, anche se stavolta il flamenco era del tutto assente dagli arrangiamenti.

Coryell ha creato un paesaggio pittoresco di onde di stati d’animo, in linea con l’eredità del romanzo di Tolstoj, alternando i punti scritti negli arrangiamenti classici alle fughe jazz. Per il gran finale i due mondi musicali si sono fusi completamente in uno solo! A quel punto Coryell è entrato al centro dell’attenzione: sul motivo guida dell’orchestra si è innestato con una figura stilistica di puro jazz improvvisato, creando un momento perfetto di eclettismo musicale che ha fatto sciogliere in modo entusiasmante i mondi della classica e del jazz. Quel momento ha definitivamente conquistato i presenti, che non ne volevano proprio sapere di smettere di applaudire e di salutare i musicisti, anche molto dopo che nella sala era risuonata l’ultima nota dello spettacolo.

»Vojna in mir« nella visione musicale di Larry Coryell è un’opera che, tra scenografie con proiezioni sul fondale, inserti teatrali di danza contemporanea e un uso essenziale di momenti operettistici da parte dei solisti vocali maschili e femminili, è un lavoro magnifico che, nella sua unicità, non ha paragoni nell’universo musicale. Coryell e la squadra di maestri musicali sloveni di cuore hanno portato a termine la loro missione con lode!

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