Waiting In The Wings
Artista: Seventh Wonder
Etichetta: Lion Records
Uscita: 2006
Voto: 4/5
È incredibile! Questi bambini prodigio scandinavi che “maturano troppo presto” e crescono in fretta. Stavolta sono diventati la “settima meraviglia”. I Seventh Wonder piazzano un upgrade perfetto del debutto dell’anno scorso “Become” (2005)! Sotto ogni punto di vista! Composizione, tecnica, produzione e atmosfera! Per registrare “Waiting In The Wings” a questi giovani prodigi ipermbiziosi, o, detta da adulti, progsters metal svedesi, si è unito il cantante Tommy Karevik, uno dei fattori più importanti del salto di qualità evidente nel nuovo suono dei Seventh Wonder. La sua voce è calda, morbida e sensuale. Sa esplodere con energia e sciogliere sempre la tensione, con un senso della sottigliezza fuori dal comune.
Questo è un album progressive metal dalla testa ai piedi. Tecnicamente complessissimo e scritto su misura per chi di voi ama la perfezione impeccabile! Cioè suonato a velocità della luce e allo stesso tempo pulito e melodico al massimo. Totalmente pulito e incastrato “al millimetro”. Scale, arpeggi, mitragliate incrociate tra gli assoli di tastiera e chitarra. Il respiro della sezione ritmica! Niente di meno impegnativo che con i Dream Theater! Date un ascolto all’introduzione e al lavoro della sezione ritmica nella title track! Oppure al finale energico di Walking Tall, dove il basso lampeggia in un delirio solistico estremo. Perché qui assolo li fanno proprio tutti!
Che diavolo vado a dire… Dream Theater? Dipende da chi ascolta! Però la differenza è enorme. Con i secondi a volte devi essere preparato al 100%, magari farti pure una tecnica di rilassamento prima, altrimenti ti ritrovi i nervi annodati in un nodo gordiano senza speranza. Con il nuovo album dei Seventh Wonder nel lettore CD invece non c’è niente da temere. I Seventh Wonder fanno un progressive metal di un gusto eccezionale. Ritmi spezzati, cambi di tempo improvvisi, contro-ritmi, tutta l’esecuzione della band è limata fino all’ossessione. C’è tutto qui. Tutto brilla di un intreccio strumentale di altissimo livello! Tutto respira al cento per cento! È uno di quegli album che puoi rosicchiare e rosicchiare senza mai arrivare in fondo. Ci vuole parecchio tempo per farlo tuo.
Sulla complessità? Qualcuno ha già paura che gli “fumi” la testa? Tranquillo! Il bello dei Seventh Wonder è proprio questo. Ai ragazzi riesce, pur con una complessità tecnica pazzesca, di tenere sempre un filo rosso accessibile all’ascoltatore medio. Insomma, i cambi di tema li intrecciano con una finezza incredibile. Band di questo tipo spesso non ne sono capaci: per voglia di mostrare e dimostrare le proprie abilità manuali sfilacciano la dinamica dei pezzi e ne uccidono la fluidità, e con lei la magia. I Seventh Wonder non sanno cosa sia! Come ci riescono? Un trucco utilissimo è che si infilano volentieri sui binari del power metal, ma attenzione. Non quello dei rozzi tedeschi, bensì i binari su cui viaggiano, per atmosfera e suono, band come Stratovarius o Sonata Arctica. Ma giusto un assaggio fugace! Resta comunque un fattore importante che “ammorbidisce” le composizioni, così che scorrano fluide nelle orecchie. Il secondo fattore è la linea vocale caldissima e sensuale, anni luce lontana dai potenziali striduli “sinusoidali” che ti trapanerebbero i timpani sulle note alte. Il terzo, importantissimo, è che né il chitarrista né il tastierista si azzardano a esagerare nel mostrare quanto sanno. Quindi sì agli assoli! Ma con un tetto massimo ben fissato di compostezza nella struttura dei brani! Il quarto fattore è quello che servirebbe oggi anche ai Dream Theater! Un lavoro compatto di tastiere, l’opposto della fragilità. A volte creano un tappeto sonoro che sembra di avere con noi un’intera orchestra sinfonica (la qualità dei Symphony X), e così “Waiting In The Wings” si prende un tocco di epicità e pomposità.
Se cercate un paragone, un equivalente o, meglio, se mi permettete di buttare lì una band di riferimento che vi aiuti a capire più o meno chi sono i Seventh Wonder (oltre al fatto che sono davvero la “settima meraviglia”) per costruzione dei pezzi e atmosfera, la meno azzardata da nominare sono forse gli americani Symphony X. Ma con una produzione più sofisticata nel taglio dei riff, a differenza dello “shredding” tagliente di Michael Romeo (ascoltate l’intro di Banish The Wicked per confrontare le due band)! Tutto il disco è tagliato a un livello qualitativo eccezionale e ogni brano è un capitolo a sé. In ognuno succedono così tante cose insieme che davvero non ci si annoia nemmeno per un attimo. Per rifinitura tecnica i Seventh Wonder sono letteralmente la “punta” del progressive metal di oggi. Il brano Devil’s Inc. nell’attacco, quando la band si muove su linee “tra le note”, ricorda con coraggio la psicosi dei vecchi, cari Fates Warning. Poi, ovviamente, arriva un ritornello melodico bellissimo!
La chitarra, negli assoli, si avvicina alla raffinatezza di Y.J. Malmsteen. Del resto parliamo della scuola chitarristica scandinava. A volte sembra quasi di aver messo Malmsteen a fare gli assoli per i Symphony X, se capite cosa intendo. La band ha un senso incredibile nel mantenere un’ultra melodicità. I superlativi non finiscono proprio mai. I brani vi faranno saltare il cervello. Perché quando ti metti su “Waiting On The Wings” non riesci proprio a credere a tutta questa perfezione. Su tutti i fronti. Suono, composizione, esecuzione, atmosfera: abbiamo davanti un album dalle dinamiche ondeggianti, che infila una dopo l’altra sensazioni ed emozioni diversissime come se niente fosse. La cosa incredibile è che i Seventh Wonder suonano estremamente autentici. L’aria è scandinava. Cioè un pizzico di cupezza, combinato con il “drive” dei Symphony X, voce “clean” melodica, forte in ogni registro. Un’intensità che non cala mai.
Questo è l’album e questa è la band per chi cerca la perfezione melodica nel modo più bello possibile, combinata con un’altissima carica elettrica nell’uso di giocattoli che nelle mani dei ragazzi dei Seventh Wonder diventano un’arma davvero pericolosa, che sputa incandescente un autentico fuoco progressive metal, scintillando alla perfezione in tutta la bombasticità che offre il fatto di essere “rock”! I Seventh Wonder sono una band che vale la pena mettere sotto la lente e seguire anche in futuro. “Waiting In The Wings” senza scherzi sposta e allarga i confini della portata tecnica fissati dalle band prog degli anni Novanta, con enorme ambizione e senza il minimo rispetto per i modelli blasonati, solo verso l’alto! Chissà cosa porterà il prossimo album.
Formazione
Tommy Karevik – voce
Johan Liefvendahl – chitarra
Andreas “Kyrt” Söderin – tastiere
Andreas Blomqvist – basso
Johnny Sandin – batteria
Produzione
Tommy Hansen
Tracklist
1. Star Of David
2. Taint The Sky
3. Waiting In The Wings
4. Banish The Wicked
5. Not An Angel
6. Devil’s Inc.
7. Walking Tall
8. The Edge Of My Blade
Durata dell’album: 51:27