Waking The Fury
Artista: Annihilator
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2002
Voto: 3/5
È passato appena un anno e il loro nuovo lavoro è già fuori. Per questo i miei dubbi erano più che legittimi. Come diavolo faranno a rifinire i pezzi? Mi toccherà assistere all’ennesima fotocopia di “Carnival Diablos”? Queste e altre domande mi frullavano in testa. E cosa ci hanno servito i ragazzi con il nuovo disco? Lo stacco tra il precedente “Carnival Diablos”, un po’ sognante, e “Waking The Fury” è più che evidente. Tutti i pezzi sono spietatamente tosti, niente inserti acustici, niente intro o outro acustici, e nemmeno uno strumentale. L’intero disco è solo gas a tavoletta fino alla fine, e la ferocia con cui la band ci aveva viziati nei primi due lavori torna a farsi sentire, in un equilibrio unico con gli elementi classici dell’heavy metal (influenze Judas Priest, Iron Maiden).
Per i miei gusti questo è, tra tutte le creature degli Annihilator, quello prodotto di gran lunga meglio da Jeff, soprattutto per quanto riguarda la vitalità del disco. Le chitarre stanno davanti, tiratissime sotto la bacchetta di un compressore scatenato. Ci sono stop sugli accordi e piccole pause da urlo, che alzano l’atmosfera del disco, mentre la linea ritmica li segue “ciecamente”. Il suono dei piatti si perde nelle pause chissà dove, nell’infinito, e viene fuori anche il riverbero sulle chitarre (“Striker”). Evidentemente Jeff è riuscito finalmente a mettere insieme la squadra giusta: una formazione che respira freschezza, ribolle di idee nuove e ha una gran voglia di creare.
L’intero album è impreziosito da un continuo cambio di ritmi e tempi, da passaggi di batteria variegati e da un uso ricchissimo dei piatti da parte del ritrovato Randall Black, la cui combinazione con il maestro del basso Russ Bergquist riporta la band alla fama di una delle linee ritmiche più spavalde e rifinite della storia del metal. L’ancora “fresco” Joe Comeau alla voce ci mostra di nuovo tutte le sue doti. Ovviamente c’è anche l’effetto di voce distorta, che si sente in “Fire Power”, ed è una gran cosa: il riff iniziale “celeste”, rinforzato dalla classica melodia a terzine degli Annihilator, con l’entrata della voce ritorna con i piedi per terra. Di nuovo un equilibrio unico.
Jeff ha di nuovo decorato tutti i pezzi con un sacco di diavolerie chitarristiche, di quelle che possono crescere solo nel suo orticello. E gli assoli? Fantastici, non c’è bisogno di sprecare parole. Mi piace un sacco l’assolo di “My Precious Lunatic Asylum”, per citare solo il mio preferito. Tutto suonato con i attributi, zero compromessi, la band dimostra una dedizione totale al fare musica. Libertà creativa, ecco!
L’unico trucchetto un filo più commerciale (immaginatevi un riff degli AC/DC più aggressivo) sul disco è “Nothing To Me”, che in sostanza è uno “Shallow Grave” (dal disco precedente) accelerato, ma senza gli stop sul riff principale. Il ritmo iniziale a medio tempo fa pensare a un altro pezzo nello stile di “Carnival Diablos” del disco scorso. Ma il passaggio al riff veloce rimette le cose a posto. Qui il canto di Joe ricorda di nuovo molto il buon vecchio Bon Scott. L’album si chiude con “Cold Blooded”. Come ritrovarsi con la testa in un alveare di api. Questo pezzo accontenterà anche tutti quei thrasher incalliti che vorrebbero a tutti i costi ribattezzare gli Annihilator come band thrash “purosangue” e “moderna”.
Questo è un disco con cui è impossibile annoiarsi. Gli Annihilator non vi lasciano uscire dal loro abbraccio nemmeno per un attimo. Basta filosofeggiare. Il piccolo diavoletto Jeffrey, con la sua originalità e il suo genio nel creare riff, torna più vivo che mai. Ancora una volta assistiamo a una collisione unica tra thrash e heavy metal classico. Così si fa, ragazzi: gas a tavoletta fino alla fine!
Formazione
Joe Comeau – voce
Jeff Waters – chitarra
Curran Murphy – chitarra
Russ Bergquist – basso
Randy Black – batteria
Produzione
Jeff Waters
Tracklist
1. Ultra Motion
2. Torn
3. My Precious Lunatic Asylum
4. Striker
5. Ritual
6. Prime Time Killing
7. Blackest Day
8. Nothing To Me
9. Fire Power
10. Cold Blooded
11. Shallow Grave
12. Nothing To Me
Durata dell’album: 58.07