Walking On H2O
Artista: Mind's Eye
Etichetta: Lion Records
Uscita: 2006
Voto: 4/5
“Walking On H2O” è il terzo album dei Mind’s Eye e il primo in quattro anni! Ripassiamo al volo le cose. A guidare la band è il tastierista e batterista Daniel Flores, responsabile anche della maggior parte dei pezzi del nuovo album dei Mind’s Eye. Parliamo di un musicista esperto e probabilmente del batterista “session” più richiesto del momento in Scandinavia: Daniel ha messo le sue bacchette su più di 50 album di artisti diversi. Un veterano abituato a sfoderare una sfilza di trucchi batteristici da applauso, che sfrutta a dovere anche nel nuovo disco della sua band madre. Il bassista storico del gruppo Johan Nieman, che suona anche nei Therion, ha preso in mano la chitarra elettrica, dato che il chitarrista originale Fredrik Grünberger ha lasciato la band (l’assenza di Fredrik è stata tamponata alla grande), mentre alla voce resta Andreas Novak, che anche stavolta incanta l’ascoltatore senza sforzo con la sua voce pulita e potente. Ed è solo la ciliegina sulla torta di un senso della melodia che questa band si porta evidentemente nel DNA.
Il concept album non offre niente di nuovo. Oggi la stragrande maggioranza delle band che nei testi vogliono un po’ più di profondità e intelletto sembra voler mettere nero su bianco la propria opinione sull’influsso nefasto dell’umanità sul pianeta Terra. Così il disco si apre con il tipico “esagerare” sinfonico-bombastico, che cattura l’attenzione di proposito e con efficacia. L’intro non è niente di speciale: è un montaggio sonoro intitolato Earth – The Movie che ti fa subito assaggiare di cosa si parlerà più avanti. Con A Rabbit In The Hat, però, la festa comincia sul serio! Il coniglio salta fuori dal cilindro e ti colpisce dritto “in mezzo alla fronte”, perché ci sono subito melodie impressionanti e passaggi di raccordo conditi con gusto. Gli arrangiamenti orchestrali eccezionali (alle tastiere) riempiono il brano fino all’orlo. Il “riffing” di chitarra in produzione non è spinto in avanti, ma sta in un ottimo equilibrio con gli altri strumenti. La voce è incredibilmente pulita e porta con sé tutta la potenza che una musica così richiede. È decisa in ogni singola sequenza di note, alte e basse. Il disco suona davvero progressivo nella sua essenza. I ritmi cadono di continuo nei contro-ritmi e viceversa. Approccio progressive tipico. Senza dubbio. Quello che però allontana questo album dal solito “tritare prog metal” all’assalto è soprattutto la produzione, che avvicina il nuovo disco dei Mind’s Eye alla classe stilistica e alla limpidezza cristallina delle produzioni dei grandi nomi dell’AOR. I ritornelli sono compositivamente rifiniti e spingono in primo piano dentro i brani, il che è interessante, perché con le band dal marchio “progressive” di solito aspetti l’improvvisazione strumentale che dovrebbe essere il culmine del pezzo, quella che ti “scuote”, e non sei così preso dalla ricerca della compattezza, che nei veri approcci prog tirati per le lunghe di solito è piuttosto povera. Con i Mind’s Eye succede il fenomeno opposto. Insomma, un album adatto sia agli amanti dell’AOR sia a chi di voi ama la complessità progressiva, l’esplorazione e lo spirito che il regno della musica offre ogni volta che ci guardi dentro più a fondo. I Mind’s Eye, evidentemente, lo sanno bene. A dare il tocco AOR contribuiscono più di tutto le splendide multiarmonie costruite su tante linee vocali. Come l’inizio, anche il resto del disco si sviluppa in modo parecchio imprevedibile, ed è uno dei fascini in più che lo rendono accattivante ed eccitante.
Di melodie grandiose e di grandi brani ce ne sono un sacco, e l’osservazione sulle spezie AOR da inno si rivela giusta già in Equally Immortal, dove i cori vocali ci ricordano i Foreigner dei giorni migliori. Pezzi come The Nazca Lines, Out Of My System e Mrs Clair Voyance confermano una coesistenza strumentale eccezionale, in perfetto equilibrio, che la band raggiunge sia in produzione sia nella costruzione stessa dei collage musicali. Lo scontro tra standard progressive ed elementi AOR in questi brani è semplicemente incredibile, ed è questo che rende speciali i Mind’s Eye! Sono spudoratamente facili da ascoltare (i ritornelli ti saltano nell’orecchio da soli). In questi pezzi la band raggiunge un’atmosfera teatrale e drammatica, e allo stesso tempo i brani hanno una compattezza e una presa melodica da far venire i brividi! Sahara In An Hourglass, già dal titolo, è la prevedibile navigazione tra scale arabe, ma il pezzo non è un cliché: i Mind’s Eye, oltre alle “arabeschi” melodiche, hanno addirittura adattato le trame ritmiche agli elementi etno-folk arabi! L’atmosfera è davvero straordinaria e la melodia per questo unica! Umbrellas Under The Sun è il brano dell’intero disco con la deriva più evidente verso gli elementi AOR e, ancora una volta, rappresenta un’ottima fusione di prog rock metal e AOR. Con gli arrangiamenti vocali che in certi punti riportano alla mente E.L.O., Foreigner, Asia. Insomma, pomposità garantita. Ma i ragazzi non restano troppo a lungo nelle “acque tranquille” e da qui in poi salpano senza esitazioni con la strumentale Flight Of The An.Unna.Ki, dove mostrano le loro virtù strumentali con una parata di assoli impressionanti e passaggi fusi alla perfezione, a conferma della loro creatività unica e dell’ottima chimica di lavoro in studio!
Se vogliamo etichettare questo album come prog metal, l’etichetta regge a grandi linee, ma i Mind’s Eye con “Walking On H2O” vanno più in là. È una raffinata fusione di elementi progressive classici, di cui sono pieni i giovani gruppi prog metal moderni, saggiamente incrociata con la classe dell’approccio melodico “pomp” AOR, che per questa bombasticità sinfonica avvicina i Mind’s Eye all’attualità di Ayreon, dei Symphony X più duri o persino dei brasiliani Angra, ma con un riffing di chitarra molto più pacato in produzione e negli assalti solistici. Gli arrangiamenti vocali, l’uso delle tastiere e la compattezza di brani con ritornelli succosi fanno pendere la bilancia verso l’etichetta “prog pomp rock”, così che i Mind’s Eye offrono un’esperienza davvero speciale e qualcosa di fresco e diverso nell’attualità stracolma e prevedibile del “prog metal” e dell'”hard rock” melodico. Forse il disco è un minutino troppo lungo, ma c’è così tanta qualità che semplicemente non può deludere. Varietà e imprevedibilità sono la premessa per l’alta dinamica e i bruschi cambi d’atmosfera che i Mind’s Eye infilano su “Walking On Water” come se niente fosse. È un disco che ripaga in tutto e per tutto anche gli ascoltatori più viziati ed esigenti!
Formazione
Andreas Novak – voce
Johan Niemann – basso, chitarra
Daniel Flores – batteria, tastiere
Produzione
Daniel Flores
Tracklist
1. Earth – The Movie (1:33)
2. A Rabbit In The Hat (6:12)
3. Equally Immortal (5:27)
4. Mrs. Clair Voyance (5:55)
5. Sahara In An Hourglass (5:32)
6. Out Of My System (6:15)
7. Umbrellas Under The Sun (6:00)
8. Sacred Rules (5:04)
9. The Nazca Lines (6:30)
10. Flight Of The An.Unna.Ki (3:20)
11. Heal My Karma (8:06)
12. When I Whisper (3:59)
13. Poseidon Says (11:02)
Durata dell’album: 72:02