War Eternal

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Autore: Primož Novak

Artista: Arch Enemy
Etichetta: Century Media
Uscita: year_month
Durata: 47:29
Voto: 3.5/5

Negli ultimi anni in casa Arch Enemy le acque sono state parecchio agitate. Nel 2012 il chitarrista Christopher Amott, presente fin dagli inizi, ha lasciato di nuovo la band (la prima volta l’aveva mollata dopo l’album Doomsday Machine nel 2005). Al suo posto è arrivato Nick Cordle, che si era fatto le ossa negli Arsis, una formazione più tecnica, quindi il posto di Chris è stato rimpiazzato come si deve. In questo periodo la band ha messo insieme un bel po’ di tour, e l’anno scorso è partito il processo di scrittura del nuovo album, War Eternal, successore di Khaos Legions (2011).

A marzo di quest’anno, però, gli Arch Enemy hanno lasciato tutti di sasso: dopo 14 anni se n’è andata la carismatica cantante Angela Gossow, la voce che aveva dato alla band la sua riconoscibilità. Angela è comunque rimasta nel giro degli Arch Enemy come manager, mentre la band ha annunciato di aver arruolato una nuova cantante, la giovane e sexy Alissa White-Gluz, che prima si guadagnava da vivere nei The Agonist, di stampo metalcore. Al momento dell’annuncio l’album era già stato registrato. Le speculazioni non sono mancate, ma dopo il primo pezzo svelato, War Eternal, il quadro era chiaro: la band ha trovato una sostituta all’altezza, nonostante Alissa abbia un timbro (e un colore di capelli) diverso dalla predecessora.

Pare che Alissa abbia portato una ventata d’aria fresca negli Arch Enemy. Con ogni album, infatti, Angela suonava sempre più sfiatata e a corto di idee. Però bisogna chiedersi: il problema era solo la voce o c’era dell’altro? Gli Arch Enemy ci hanno guadagnato qualcosa con il giovane Nick Cordle alla chitarra? In sostanza, no. A tenere ancora in mano la scrittura della musica è sempre Michael Amott.

War Eternal parte bene. Dopo l’intro la band attacca con il pezzo veloce Never Forgive, Never Forget, dove spiccano la batteria a mille e, ovviamente, gli assoli del duo Amott/Cordle. La voce di Alissa non è nemmeno un gran shock: si incastra bene nella musica degli Arch Enemy. Poi la band rallenta e piazza il primo singolo War Eternal, che con una voce più melodica avrebbe il potenziale per diventare un inno power metal, a giudicare dal ritornello in evidenza, dalle melodie e dagli assoli virtuosi dei chitarristi. Pezzi costruiti più o meno così si trovano praticamente lungo tutto il disco.

Anche stavolta gli Arch Enemy dimostrano un senso della melodia fuori dal comune. Il problema è soprattutto che Amott si attacca ancora agli stessi schemi di scrittura. Alissa avrà forse portato un po’ di freschezza nella band, ma il principio con cui si scrive la musica è rimasto quello di prima. I pezzi sono prevedibili e nelle strutture non ci sono sorprese degne di nota. In molti brani si sente che i ritornelli sono pensati per i palazzetti. A salvare la baracca sono i pezzi dove ci sono anche le orchestrazioni, che danno più peso agli assoli neoclassici. Gli esempi migliori sono Time Is Black e Avalanche, mentre gli altri brani sono solo nella media, con una batteria solida (power metal) e un basso anonimo e noioso di Sharlee D’Angelo, e con assoli a non finire che col tempo diventano generici per via dei troppi schemi ripetuti di Amott. Una menzione speciale va ad Avalanche, che con le sue orchestrazioni epiche, quasi cinematografiche, e perfino una voce melodica di Alissa raggiunge il picco dell’album. Dopo, però, non succede più nulla di decisivo. Si potrebbe dire che il disco ha parecchi filler. Ma in qualche modo un risultato del genere era prevedibile, visto il numero di album che la band ha pubblicato finora.

Di certo va lodato il sound del disco. War Eternal è il sinonimo del prodotto moderno, con il suo suono massiccio e lucidato a specchio e gli altri strumenti inseriti con criterio.

Nonostante il sangue fresco, gli Arch Enemy non sono usciti dalla media. War Eternal, a parte un paio di eccezioni, non porta nulla di nuovo che possa farne un prodotto innovativo nell’attuale diluvio di album. L’album accontenterà i fan e probabilmente comparirà in molte classifiche »Best of metal 2014«, ma rispetto ad alcuni album precedenti va detto che gli Arch Enemy semplicemente non hanno più vere idee. O forse hanno solo bisogno di più tempo. Magari tanto quanto i Metallica.

Formazione

Michael Amott – chitarra

Nick Cordle – chitarra

Alissa White-Gluz – voce

Sharlee D’Angelo – basso

Daniel Erlandsson – batteria

Produzione

Jens Bogren

Tracklist

01. Tempore Nihil Sanat (Prelude In F Minor)
02. Never Forgive, Never Forget
03. War Eternal
04. As The Pages Burn
05. No More Regrets
06. You Will Know My Name
07. Graveyard Of Dreams
08. Stolen Life
09. Time Is Black
10. On And On
11. Avalanche
12. Down To Nothing
13. Not Long For This World
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