War Without End
Autore: Rok Klemše
Artista: Warbringer
Etichetta: Century Media
Uscita: 2008
Che il thrash metal stia vivendo oggi un boom come non se ne vedeva dai gloriosi anni Ottanta lo dimostra un branco di leggende tornate in attività. Gli Exodus hanno appena pubblicato un disco solido, i Megadeth pure, i Metallica con il nuovo album promettono un ritorno alle radici (ma questa non l’abbiamo già sentita una volta…), i Testament dopo quasi dieci anni faranno uscire un nuovo album in studio, si risvegliano anche gli Heathen, i Lääz Rockit stanno mixando il nuovo lavoro, i Forbidden sono in giro con la tanto attesa reunion, e potremmo andare avanti ancora per un pezzo. Ma a portare la bandiera della scena thrash risorta non sono solo i veterani: li affianca egregiamente un bel numero di band giovani e nuove che, quando il thrash metal nasceva e saliva alla ribalta, portavano ancora il pannolino, ma molte delle quali possono tranquillamente giocare alla pari con qualsiasi nome “old-school”. Toxic Holocaust, Evile, Fueled By Fire, Municipal Waste sono solo alcuni, e per finire ci sono anche le nuove speranze di Los Angeles, i Warbringer.
Con l’esordio War Without End, uscito per Century Media, i Warbringer portano esattamente questo: guerra senza pietà, distruzione totale, massacri di riff, vocals thrash psicopatiche e nostalgia pura per gli inizi del thrash metal. Anche se il thrash oggi è così di moda che le etichette si accaparrano qualsiasi band che abbia anche solo vagamente odore di thrash, può essere un’arma a doppio taglio. Ma i Warbringer, pur non inventando l’acqua calda, offrono un lavoro che batte la maggior parte delle formazioni thrash della nuova scuola. Ai ragazzi è riuscito al primo colpo il mix perfetto di suono teutonico e Bay Area, anche se quando uscivano i primi album dei veterani del thrash loro erano ancora a spasso da un testicolo all’altro, visto che i membri della band hanno appena tra i 17 e i 22 anni. I ragazzi dei Warbringer, da veri thrasher “true”, si sono consumati i classici fino all’osso e si sente eccome che più di una linea gli è rimasta in testa da bravi secchioni. Si sente davvero di tutto: dai riff alla “Kreator incontrano Slayer” agli assoli raffinati alla Mustaine, dagli sfoghi dissonanti con la “whammy bar” in stile Kerry King agli assoli melodici in tremolo alla Gary Holt. Ma i Warbringer suonano tutto questo con una passione e un’energia da ragazzini tali che, nonostante l’originalità non proprio al top, ascoltare War Without End è un vero “headbanger’s paradise”. Un tocco di fascino in più lo aggiunge uno dei migliori cantanti della nuova scuola thrash, John Kevill, che suona come un mix mutante tra il giovane psicopatico Mille Petrozza (Kreator), l’angelo della morte Tom Araya (Slayer) e il malato di mente Paul Baloff (Exodus). Non ci si poteva immaginare una voce più perfetta per i Warbringer, soprattutto quando Kevill ti spacca il culo con urla di agonia nel ritornello del pezzo d’apertura: “TOTAAAAL WAAAAAAR!”… e di momenti vocali così ce ne sono a palate. Quando poi i ragazzi ci sparano dentro pure dei gang vocals in stile Anthrax, il colmo è raggiunto. Dimentica le band più recenti tipo Shadows Fall o Killswitch Engage, che si credono il thrash dei giorni nostri: i Warbringer sono il prototipo del nuovo thrash, suonato però alla maniera della vecchia scuola. Un po’ di merito ce l’ha sicuramente anche il produttore del disco, il leggendario Bill Metoyer, che ha lavorato con band come Slayer, Flotsam and Jetsam, D.R.I., Helstar, Dark Angel, Sacred Reich eccetera. War Without End è musicalmente una vera tempesta di guerra: praticamente non c’è un momento mid-tempo, solo inni thrash vertiginosi che ti schiacciano senza pietà come i cingoli del carro armato in copertina. Anche i temi dell’album sono dedicati interamente alla guerra, dallo scontro senza via d’uscita della guerra totale al terrore nascosto dei sottomarini in Beneath the Waves, con un eccezionale grido di gruppo “SHARK ATTACK!” a metà pezzo (che per la verità ricorda sfacciatamente il pezzo Shark Attack dei Negligence, ma pazienza). Ogni tanto sparano qualche riga trita in stile “shoot to kill” o “no remorse”, ma i temi di guerra sono chiaramente tagliati su misura per Kevill, che suona come un generale impazzito che urla ordini in mezzo al campo di battaglia. La sezione ritmica resta per lo più in una grigia mediocrità, ma i due chitarristi Laux/Carroll salvano la situazione con un assortimento variegato di riff e fantastici assoli thrash. Gnam!
Anche se con War Without End i Warbringer non danno il via a nessuna evoluzione nel genere thrash e non portano grandi novità, visto che restano per lo più nelle acque del vero thrash “old-school”, il loro esordio è puro godimento thrash. Strumentalmente e vocalmente sono abbastanza freschi da non poter dire che copino i loro modelli, e a spingerli in un thrash energico, incisivo e crudo è soprattutto l’energia adrenalinica e giovanile. I Warbringer (e le band simili) sono la definizione perfetta del motto “Thrash ‘till Death!!!”, e War Without End è un’aggiunta obbligata alla collezione di ogni thrasher che si rispetti.
Formazione
John Kevill – voce
John Laux – chitarra
Andy Laux – basso
Ryan Bates – batteria
Adam Carroll – chitarra
Produzione
Bill Metoyer
Tracklist
1. Total War
2. Systemtic Genocide
3. Dread Command
4. Hell on Earth
5. At the Crack of Doom
6. Beneath the Waves
7. Instruments of Torture
8. Shoot to Kill
9. Born of the Ruins
10. Combat Shock