Wassail
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Big Big Train
Etichetta: English Electric
Uscita: 2015
Durata: 25:17
Voto: 4.5/5
I prog britannici Big Big Train, negli ultimi dieci anni, sono passati da collettivo musicale piuttosto instabile, che dopo un inizio promettente sfornava album altalenanti per stile e qualità, a band solida, con il cuore al posto giusto, un nucleo granitico e una visione artistica chiarissima. Il salto di livello è cominciato con l’ottimo album »The Difference Machine« (2007), proseguito con il suo naturale upgrade »The Underfall Yard« (2009) e culminato nei due capolavori concept »English Electric (Part One)« (2012) e »English Electric (Part Two)« (2013), che segnano il picco della loro carriera finora. Si può dire che con questi due dischi siano entrati definitivamente in ‘serie A’ nella scena prog rock di oggi.
Il chitarrista/tastierista Gregory Spawton e il bassista/tastierista Andy Poole negli ultimi anni sono riusciti a riunire attorno a sé musicisti eccezionali, tra cui spiccano l’ex batterista/cantante degli Spock’s Beard Nick D’Virgilio, il chitarrista Dave Gregory e il cantante/flautista David Longdon. Ma non finisce qui. Negli ultimi anni l’ambizione dei Big Big Train non conosce davvero confini. Ancora prima di entrare in studio per il nuovo album, che dovrebbe uscire nel 2016 con il titolo »Folklore«, si sono aggiunti due nuovi membri: la violinista Rachel Hall (Stackridge) e Rikard Sjöblom dei Beardfish, che molti chiamano lo Mike Keneally svedese, perché non è solo un ottimo chitarrista, tastierista e cantante, ma anche un compositore brillante, che ha imparato parecchio dal leggendario Frank Zappa. All’orizzonte c’è un altro album che potrebbe far sobbalzare ancora una volta anche i palati prog più esigenti e consolidare la band ambiziosa nella cerchia ristretta dei gruppi più entusiasmanti della scena prog contemporanea.
Ebbene, ancora prima dell’arrivo e della presentazione dei due nuovi membri, i Big Big Train hanno registrato un EP intitolato »Wassail« ai Real World Studios, di proprietà di Peter Gabriel, come una sorta di ‘riscaldamento’ prima di mettersi al lavoro su »Folklore«. Il termine ‘wassailing’ viene dal folklore inglese: è un’antica usanza, diffusa soprattutto nell’Inghilterra occidentale, in cui i bambini ‘benedicevano’ i meli perché dessero frutti il più abbondanti possibile. »Wasssail« contiene tre brani completamente nuovi e una nuova versione di »Master James of St. George«, classico di »The Underfall Yard«, suonato ‘dal vivo’ in mezzo allo studio, senza chissà quali preparativi. A differenza di operazioni simili, che spesso rovinano l’equilibrio d’atmosfera di un disco, qui il pezzo in compagnia degli altri brani fa un figurone ed è del tutto all’altezza della versione originale.
La title track, che piacerà a tutti gli amanti di Genesis, Yes e Jethro Tull, ha splendidi arrangiamenti folk prog di flauto, armonie vocali eteree e un succoso sottofondo sinfonico con grandi strati d’organo, mentre il punto più alto è un ritornello epico e melodico, piuttosto atipico per i Big Big Train e come fatto apposta per scaldare il pubblico dei concerti e farlo cantare in coro: una vera leccornia per chi ama il lato melodico del prog.
La nostalgica »Lost Rivers of London« è un episodio molto più malinconico, con deliziose armonie sinfoniche e interventi vocali drammatici sotto la regia teatrale di Longdon. Gli arrangiamenti da trovatore al flauto ravvivano ulteriormente l’atmosfera vittoriana e pastorale. Nella variopinta sezione strumentale, dominata da vivaci improvvisazioni d’organo, si sente chiaramente che Gregory, con la sua tecnica chitarristica, è un grande fan di Steve Howe (Yes). Su »Folklore« sarà sicuramente interessantissimo sentire come Longdon e Sjöblom si divideranno le parti vocali, visto che sono entrambi cantanti estremamente carismatici.
Nello strumentale »Mudlarks«, di taglio un po’ più jazzistico, si sentono tanti strumenti tradizionali, a partire da mandolino e glockenspiel, suonati da Longdon, con cui i Big Big Train, oltre agli elementi ritmici di jazz rock fusion e symphonic prog, imprimono a questa splendida composizione anche un lieve marchio folk. Le armonie vocali sullo sfondo stavolta sono forse prese in prestito dagli Yes in modo fin troppo evidente, impressione che si rafforza con l’assolo di chitarra di Gregory, sotto l’influsso del ‘signor gufo’ Howe.
L’EP »Wassail« è un riscaldamento davvero interessante in vista del nuovo album dei Big Big Train e, ovviamente, è pensato prima di tutto per i fan più fedeli, che già non vedono l’ora di mettere le mani su »Folklore«. »Wassasil« è dunque un’ulteriore prova che la band è in forma strepitosa e che tutti gli amanti del prog rock melodico, di sicuro entusiasti dell’evoluzione sonora dei Big Big Train negli ultimi dieci anni, possono prepararsi nel 2016 a un altro capolavoro.
Formazione
Andy Poole – basso, tastiere
Greg Spawton – chitarra, tastiere, basso
David Longdon – voce, flauto, banjo, mandolino, organo, glockenspiel
Dave Gregory – chitarra elettrica
Nick D’Virgilio – batteria
Danny Manners – contrabbasso
Produzione
Big Big Train
Tracklist
1. Wassail (6:48)
2. Lost Rivers of London (6:02)
3. Mudlarks (6:13)
4. Master James of St George (Live At Real World) (6:14)