Way Of The Sun
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Jade Warrior
Etichetta: Island Records
Uscita: 1978
Durata: 41:26
Voto: 4.5/5
»Way Of The Sun« è stato la summa entusiasmante degli album dei Jade Warrior del periodo in cui la band era sotto contratto con la Island. A dirla tutta, parlare al plurale dell’«era Island» di questa mitica formazione prog rock britannica è un po’ scomodo, perché in quella fase della carriera i Jade Warrior erano un duo, composto dal chitarrista/percussionista Tony Duhig e dal flautista/percussionista Jon Field (oggi, insieme a Glyn Havard, l’ultimo membro originale), spalleggiati da un bel po’ di straordinari musicisti ospiti.
Dopo aver esplorato l’Estremo Oriente nei tre album precedenti, con un sacco di influssi diversi della musica tradizionale giapponese e cinese, fino al culmine della trilogia concettuale di album completamente strumentali, »Floating World« (1974), »Waves« (1975) e »Kites« (1976), tutti ispirati alla filosofia, alla mistica e alla mitologia tradizionali d’Oriente, Duhig e Field su »Way Of The Sun« sono andati a cercare ispirazione dall’altra parte del mondo, tra gli antichi popoli dell’America Latina, Maya e Aztechi in testa.
»Way Of The Sun«, che contiene parecchi rilassanti arrangiamenti latini, in cui due culture completamente diverse (quella degli indigeni e quella dei conquistadores spagnoli) si scontrano e si fondono l’una nell’altra, porta con sé il seme di un concept che, attraverso nove composizioni strumentali, racconta lo svolgersi di una giornata maya, dall’alba (»Sun Ra«) al tramonto (»Death of Ra«). I singoli pezzi sono molto accessibili e pieni di ritmi ondeggianti, così l’album dall’inizio alla fine ti conquista con la sua fluidità ambient e ti regala una vera e propria pastura meditativa. Quanto a interesse dei singoli brani, una menzione speciale se la merita la title track, con tantissimi passaggi birichini del flauto di Field, le armonie di chitarra di Duhig, piacevolissime come poche, e un gioco di percussioni coloratissimo, firmato da entrambi i maestri dello strumento, così non ti annoi mai.
Composizioni eteree come »River Song«, dove tra le sfumature ambient è facilissimo immaginarsi le foglie di palma cadute che ondeggiano sulla superficie del fiume, ti cullano in un attimo in una piacevole quiete, ma la vivacità ritmica generale, le linee di chitarra complesse e il flauto scatenato garantiscono il dinamismo necessario. In »Carnival«, dove, come promette il titolo, si respira un’atmosfera di festa, si sentono mescolarsi diversi influssi ritmici latini, con una chitarra elettrica un po’ più aggressiva in prima fila: è un pezzo che ancora oggi farà felici molti fan dei Santana. Il brano di chiusura, »Death of Ra«, invece, contiene improvvisazioni struggenti di chitarra elettrica e flauto, che evocano subito l’atmosfera malinconica di un tramonto.
Jade Warrior alla fine degli anni Settanta, quando il contratto con la Island era ormai agli sgoccioli, toccarono lo zenit della loro fase più creativa. La prova migliore è »Way of the Sun«, che anche dopo quasi quattro decenni resta una delizia per tutti gli amanti della world music con sfumature new age e qualche rara incursione nel jazz fusion. I Jade Warrior sono stati senza dubbio dei pionieri nel fondere rock, world music e primo new age, e non faceva nessuna differenza se pescavano l’ispirazione dall’Asia orientale o dall’America Latina, perché in entrambi i casi riuscivano altrettanto bene.
Formazione
Tony Duhig – chitarra, percussioni
Jon Field – percussioni, flauto
MUSICISTI OSPITI:
Dick Cuthell – corno (1)
John Dentith – batteria (1-7)
Skalia Kanga – arpa (2)
Graham Morgan – batteria (8)
Bill Smith – basso (7)
Godfrey, Kuma e Alan – batteria e congas bassi (5)
Gowan Turnbull – sassofono (7)
Produzione
Jon Field e Tony Duhig
Tracklist
1. Sun Ra
2. Sun child
3. Moontears
4. Heaven stone
5. Way of the sun
6. River song
7. Carnival
8. Dance of the sun
9. Death of Ra