What If…
Artista: Mr. Big
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2011
Durata: 46:38
Voto: 5/5
Nuovo album in studio. Un’altra band che si rimette insieme. Una band hard rock. Una super band. Billy Sheehan, Paul Gilbert, Pat Torpey e il seduttore dal faccino eternamente da ragazzino Eric Martin. I loro documenti d’identità non hanno bisogno di presentazioni. “What If…?” e davvero. E se nel nome Mr. Big sostituisci l’iniziale di “Big” con la lettera “P”? Ottieni la copertina del nuovo album dei Mr. Big con un maialino alato. Nessun allarme. Non è una parodia del celebre album orwelliano dei Pink Floyd, ma un vero nuovo album in studio, a sé stante, del super quartetto rock che torna a farsi sentire.
Gli otto anni di pausa della band non vogliono dire che i suoi protagonisti siano rimasti con le mani in mano. Stakanovisti proverbiali, e questo vale soprattutto per gli iperattivi Billy Sheehan e Paul Gilbert, hanno coccolato i fan per tutto questo tempo con le formazioni più varie, con uscite sosoliste o con le sfide musicali lanciate da progetti di ogni genere. Quando dopo uno stacco così ti ritrovi di nuovo allo stesso tavolo, non è difficile riprendere la storia da dove l’avevi lasciata, soprattutto se sei ben oliato. E fidati. I singoli membri di questo quartetto non conoscono la ruggine, né le forme subdole di artrite. “What If…” scoppia di potenza giovanile e di tutta l’energia traboccante che sprigiona la carica rock n’ roll elementare della formazione.
Immagina di entrare in studio carico di energia e di voglia di dimostrare quanto vali, per registrare il tuo album di debutto. È questa l’energia che incarna “What If…” Né più né meno. Se ci allontaniamo dai due album in studio che i Mr. Big hanno registrato con Richie Kotzen in formazione, “What If…” è il miglior seguito logico possibile della storia rimasta in sospeso dopo l’uscita di “Hey Man” nel 1996. L’unica differenza è che la musica incarnata da “What If…” nel 2011 non è più di tendenza, non è attuale; in compenso, durante gli anni di pausa i musicisti dei Mr. Big sono diventati più saggi, più maturi, più scafati, e la loro motivazione li porta molto prima e molto più facilmente a centrare gli obiettivi che si sono prefissati, rispetto a un tempo.
“What If…” ha un’interpretazione straordinaria, un’esecuzione straordinaria, un modo di suonare straordinario. Sembra registrato al primo colpo, sotto la bacchetta di un “mini” concerto della band in studio, tanto è vivo il suo pulsare. Con il chilometraggio che hanno alle spalle questi musicisti, un approccio del genere per una band del calibro dei Mr. Big oggi è una passeggiata. Non solo ti fa risparmiare un sacco di tempo e di nervi, ma premia il tuo lavoro con la massima autenticità da studio, che si esprime (all’inizio solo sulla carta) negli arrangiamenti dei brani, e in più offre la garanzia al 100% di grande libertà e divertimento in studio, che tra l’altro è l’essenza del sano principio rock n’ roll. Kevin Shirley è riuscito a travasare in modo fenomenale su nastro la chimica di questi quattro elementi, a intensificare ulteriormente il contributo dei singoli e a fonderlo in un collage eccezionale di suono da studio perfetto, che ti afferra per le orecchie fin dal primo secondo e non ti lascia respirare per tutta la durata.
L’apertura dell’album con Undertow è un rotolare ruggente, incarnato dalla valanga distruttiva dell’intreccio di basso a corde grosse di Sheehan. La sensazione, mentre il basso copre l’eccellente riff hard rock di impostazione classica di Paul Gilbert, è che Sheehan e Gilbert non si siano allontanati l’uno dall’altro nemmeno per una frazione di secondo durante il lungo stop della band. L’abbraccio voluminoso, a tratti devastante come un cannone, della batteria di Pat Torpey lungo tutto l’album e la voce carismatica, melodica, autorevole e arricchita da un innato velo soul di Eric Martin si affiancano e la magia nasce (di nuovo). Eric ha lasciato l’anima nell’album. Se non prima, ti incanterà con l’interpretazione vocale straordinaria in Nobody Left To Blame. È interessante vedere come la missione musicale dei Mr. Big imponga un adattamento dei suoi elementi di base, che fuori da questa formazione suonano una musica del tutto diversa, sottoposta a una dose ben maggiore di sperimentazione e di prove.
Lungo tutto l’album, nella brillantezza della performance strumentale del tandem Sheehan/Gilbert, specie nelle parti strumentali centrali, si sente che il duo si trova sempre in un punto da cui sarebbe possibile la fuga verso escursioni di sperimentazione musicale di taglio progressive, ma i due si tengono diligentemente al filo rosso e, pur nella brillantezza di un suonare vario e movimentato, mantengono sempre compatto il nucleo dell’essenza della carica rock della band. E Undertow? Una Take Cover caricata a molla per il 2011, con molto più soloing e condimento strumentale. Rovente da tutte le parti! Più “alla Mr. Big” di così non si può!
Il quintetto ha preparato una serie di nuovi brani con un tocco di arrangiamento vario e, al tempo stesso, il segno inconfondibile dell’unicità dei Mr. Big. Non smettono di entusiasmare per inventiva e per una scolpitura acuta. All The Way Up è per esempio una ballad di stampo moderno, con quel pizzico di ingenuità innata della band, che si ritrova ancora nell’ultra hit To Be With You. È anche uno dei pochi punti in cui l’album si scrolla un po’ di dosso la sensazione drammatica, il velo vagamente cupo che avvolge i brani. Poi c’è I Get The Feeling, che con la forte seducenza della melodia banale nel ritornello avrebbe potuto senza problemi assumere il carattere di mega hit in uno dei primi album dei Mr. Big, come il commercialmente travolgente “Lean Into It”..I Won’t Get In My Way è un momento di sfruttamento ottimale di tutti gli attributi, del classico pedigree dei Mr. Big. Sensazione cupa, ma ritornello perfettamente scolpito nella melodia, che porta il culmine atmosferico assoluto del brano. Di nuovo in un punto come American Beauty si riversa il carisma dei vecchi classici dei Mr. Big come Addicted To Rush o Shy boy.
Anche se “What If…” è un album scolpito in pieno stile Mr. Big, stavolta non si tratta di nessun revival nostalgico. No. Con il nuovo album i Mr. Big sono riusciti a travasare il fascino dell’essenza dei loro album classici e ad aggiungerci un tocco di tempi nuovi. Allo stesso tempo “Waht If…” contiene più soloing di qualsiasi album finora. L’umorismo e la sfacciataggine innestati sono ovviamente una costante degli album dei Mr. Big, solo che nelle soluzioni stavolta funzionano in modo tanto più sbalorditivo, quando Sheehan e Gilbert a tratti stregano letteralmente l’ascoltatore con la fascinazione dell’abilità manuale di un ricamo solistico eccezionale (Around The World, la stregoneria da “valzer” blues di Nobody Left To Blame) . “What If..” è un album di ritorno unico, di una band unica, che deve trovare posto in ogni collezione di chi ama gli standard dei Mr. Big. Con la veemenza di un’ispirazione creativa e di uno slancio ritrovati, e dopo due tour europei portati a termine nell’arco di due anni, non c’è più un solo dubbioso che oserebbe sostenere che a “What If…” non seguirà presto un nuovo capitolo in studio. “What If..” è dunque un gioiello musicale brillante, emozionante ed entusiasmante della band e, come tale, uno dei vertici delle uscite sulla scena del rock melodico per il 2011.
Formazione
Eric Martin – voce
Paul Gilbert – chitarra, cori
Billy Sheehan – basso, cori
Pat Torpey – batteria, percussioni, cori
Produzione
Kevin Shirley
Tracklist
1. Undertow
2. American Beauty
3. Stranger In My Life
4. Nobody Left to Blame
5. Still Ain’t Enough for Me
6. Once Upon a Time
7. As Far As I Can See
8. All The Way Up
9. I Won’t Get In My Way
10. Around The World
11. I Get The Feeling