When Kaleidoscopes Collide

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Artista: Elevener
Etichetta: AOR Heaven Records
Uscita: 2008
Voto: 3.5/5

Elevener è un progetto che affonda le radici nel 2005, quando due musicisti svedesi esperti e polistrumentisti, Johan Bergquist e Andreas Brodén, si sono annusati a vicenda. La carriera di entrambi risale ancora al pieno dell’età dell’oro degli anni Ottanta. Johan ha suonato come cantante/tastierista con i rocker progressive svedesi Scenario, mentre oggi presta i suoi servigi alle tastiere degli hard rocker svedesi M.ill.ion. Il tizio è noto per le collaborazioni con i nanetti del power metal Hammerfall (album “Crimson Thunder”, 2002), oltre che per quella con Stefan Elmgren, ormai ex chitarrista degli Hammerfall, sul suo album solista “Full Strike” (2002). Andreas ha affinato la sua tecnica chitarristica negli USA e oggi in Svezia è un chitarrista “session” molto richiesto.

“When Kaleidoscopes Collide” è il frutto dell’amore di entrambi per l’AOR e per il rock melodico con cui sono cresciuti. L’album, in pratica, suona come se per loro gli anni Novanta non fossero mai esistiti.

Immagina la forma più morbida di hard rock, bella vicina al pop rock. Tastiere con i tipici suoni da sintetizzatore anni Ottanta e frasi di chitarra ben distribuite che riempiono lo sfondo: in produzione sono perfettamente bilanciate ed espressivamente alla pari. Sopra tastiere e chitarra si staglia, piazzata al centro, la voce di Johan, che non rientra certo tra quelle che ti fanno cadere dalla sedia. È una voce del tutto nella media, tira fuori le linee vocali bella dalla gola e dal naso, ma non importa un accidente, perché è scritta alla perfezione su misura per l’impronta AOR del progetto. È intonata piuttosto in alto e molto sottile, ma ha la fortuna di avere un timbro tutto suo, che regala all’ascoltatore un’esperienza musicale nuova. Nei ritornelli la voce è vestita con cura e coraggio di armonie vocali a più strati, cosa imprescindibile per il genere AOR. La produzione è cristallina, gli strumenti sono ben separati ma contrastati e messi in risalto, e il quadro sonoro ha profondità ed è pieno in ogni angolo.

This Heart Of Mine è un inizio d’album eccellente. Un ritornello malinconico e struggente che ti si pianta sotto la pelle in un attimo, con la sua perfezione melodica. Segue Say If You Want, con un riff di chitarra di base sorprendentemente in evidenza, che porta una delle esperienze più dure del disco. Il ritornello curato conferma ancora una volta che i due musicisti hanno un ottimo fiuto per le melodie contagiose. Anche la power ballad I Still Remember mantiene l’asticella compositiva alta. La ballad è la vera prova del nove. Se scatta, hai vinto, e vinto per davvero se scatta con la perfezione e la pignoleria che l’AOR richiede. Anche andando avanti il disco non cala di qualità. È un album estremamente accessibile, ideale per tutti i curiosi che vogliono scoprire l’AOR. Però si sente che i due sono molto “in fissa con i Journey”, perché il melos dei brani, ovvero le figure melodiche di base, spesso scivolano pericolosamente verso l’opera dei più grandi del mestiere AOR (i Journey, appunto). Tra tutta questa accurata impalcatura di armonie vocali a più strati nei ritornelli del disco, spicca in particolare il melos contagiosamente drammatico del ritornello della seconda power ballad dell’album, cioè del brano All Of My Life.

Visto che si tratta di un progetto e che i due musicisti sono sparpagliati su un sacco di fronti musicali, “When Kaleidoscopes Collide” è una specie di valvola di sfogo attraverso cui hanno realizzato i loro sogni nascosti. L’album in realtà non porta niente di nuovo, perché appartiene a un genere che si è estinto per evoluzione sul far degli anni Ottanta, ma ci regna una grande perfezione che non cede mai per tutta la durata del disco. E siccome oggi gli album che pescano da questo genere sono una rarità di un tipo tutto particolare, gli Elevener portano una bellissima ventata di freschezza sulla scena. Non so dire altro se non che i brani sono pieghevoli estremamente equivalenti, ripiegati a partire dagli ingredienti base dell’AOR, sfruttati magistralmente al punto da poter parlare di “When Kaleidoscopes Collide” come di un album di qualità altissima, che non smetterà di entusiasmare tutti i nostalgici che vanno matti per Journey, Survivor, i Kansas degli anni Ottanta e anche per qualche classico Night Ranger. Insomma, AOR scandinavo, più vicino alla scuola americana che a quella britannica. Sarà interessante vedere se questo progetto resisterà e riuscirà a dare un seguito, perché con una maturità di idee del genere sarebbe un peccato se non crescesse e non si sviluppasse ancora musicalmente. Dopo “Artwork” (2008) degli svedesi Work Of Art, ecco un’altra splendida uscita retro AOR di quest’anno che dovete provare senza esitare.

Formazione

Johan Bergquist – voce, tastiere, basso
Andreas Brodén – chitarra, batteria

Tracklist

1. This Heart Of Mine
2. Say If You Want
3. Shooting Star
4. I Still Remember
5. A Thousand Girls
6. All I Did
7. Her Eyes
8. All Of My Life
9.Waking Up Without You
10.Could It Be You
11. There She Goes

Durata dell’album: 51.39

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