Where Have I Known You Before

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Return To Forever
Etichetta: Polydor Records
Uscita: 1974
Durata: 41:27
Voto: 5/5

“Where Have I Known You Before” è il quarto album uscito dalla bottega perfezionista dei leggendari re del jazz rock fusion Return To Forever, che negli anni Settanta, sotto la guida del gran maestro delle tastiere Chick Corea, hanno sfornato un bel po’ di perle da studio ad alto tasso di jazz elettrificato. Questo disco è entrato negli annali delle uscite jazz più importanti della seconda metà del Novecento soprattutto perché è qui che si è presentato per la prima volta al pubblico mondiale l’allora appena diciannovenne enfant prodige della chitarra Al Di Meola. Al è subentrato al posto di Bill Connors, che, per via del suo amore inconsolabile per la chitarra acustica e di un rapporto piuttosto sbrigativo con la sua sorella elettrica, aveva deciso di scendere dal treno RTF per dedicarsi alla carriera solista. La formazione classica degli RTF, che oltre a Corea e al giovane Di Meola comprendeva anche l’innovatore del basso Stanley Clarke e lo stregone della batteria Lenny White, era nata.

Il loro stile fusion, rispetto all’ottimo album precedente “Hymn of the Seventh Galaxy” (1973), non è cambiato granché, mentre il suono in gran parte dei brani si è fatto più mirato e più pulito, merito sia di qualche nuova tecnologia sia di nuovi approcci strumentali. Né si possono trascurare le tecniche di produzione più raffinate. Chick Corea qui ha cominciato a usare per la prima volta il mini moog e i sintetizzatori ARP, sviluppando un approccio strumentale e sonoro tutto suo. Anche Clarke, grazie a uno stile di gioco ormai riconoscibile a chilometri di distanza, su questo disco è diventato definitivamente uno dei bassisti jazz più influenti di tutti i tempi. Il modo di suonare di Di Meola, dal canto suo, non era ancora così avventuroso, né si spingeva a quelle velocità “supersoniche” che avrebbe toccato nel resto della carriera, ma gli è comunque bastato lo spazio per mettere in mostra in assolo il suo talento straordinario e la sua morbidezza particolare nel pizzicare con delicatezza le corde. Su “Where Have I Known You Before” gli RTF, ormai un collettivo affiatato, sono diventati molto più compatti e quindi ancora più convincenti nel costruire i singoli motivi e nell’improvvisare in assolo.

L’album nel suo complesso offre uno spettacolo di altissimo livello, fatto di fluidità strumentale eccezionale, interplay di prima qualità e carica ritmica dinamica, con una chimica incredibile tra i membri della band che si sente in ogni momento. I brani centrali sono legati tra loro da tre brevi improvvisazioni pianistiche di Chick, accomunate dal titolo “Where Have I Known You”. Tutte e tre riescono a infilare nel mezzo un po’ di sottigliezza melodica e a calmare le improvvisazioni, spesso scaldate fino al punto di ebollizione, di cui i pezzi principali abbondano, oltre a far risaltare il talento solistico del maestro.

L’apertura con “Vulcan Worlds” contiene un sacco di motivi melodici, per lo più basati su una combinazione di straordinaria raffinatezza tastieristica e passaggi di chitarra di un’arguzia pazzesca. Le linee di basso tutte particolari di Clarke, insieme alla dinamica stupefacente della batteria di White, reggono sezioni ritmiche molto complesse, che però non riescono proprio a tenere a bada gli scatti cinetici della chitarra di Di Meola. Tutti gli strumentisti tranne White si ritagliano ampi spazi solisti, davanti ai quali ancora oggi restano senza fiato anche i buongustai più viziati. “The Shadow of Lo” è una creatura estremamente complessa, piena di cambi di motivo. All’intro romantico al piano segue la costruzione graduale di una melodia drammatica, in cui a fare da protagonisti sono gli interventi eterei di Corea al moog e i delicati ricami chitarristici di Di Meola. Su impulso della batteria di White il brano poi prende un tempo più veloce, e lì si può già ammirare la mano velocissima di Al Di sulle corde, che intanto mantiene intatta una melodia sottile. Col tempo costruiscono insieme, in perfetta armonia, un motivo spiritosissimo, dentro cui il maestro della chitarra infila con abilità un assolo pieno di temperamento.

“Beyond the Seventh Galaxy” è il seguito ideale del classico dell’album precedente, quello omonimo “Hymn of the Seventh Galaxy”, dove a dettare il passo stavolta è Corea con alcuni interventi succosissimi sui sintetizzatori, mentre Di Meola, ancora una volta, non lesina intrecci d’assalto di frasi e assoli chitarristici diabolici. “Earth Juice Jam” è una jam collettiva entusiasmante, di cui ancora oggi si fanno una scorpacciata tutti gli amanti di dinamica e drammaticità ritmica. Mentre i compagni si divertono con spiritosi ornamenti ritmici, Di Meola tesse un assolo di chitarra sottile che porta il brano a toccare atmosfere quasi epiche. “Song to Pharaoh Kings”, il pezzo di chiusura di oltre 14 minuti, un vero poema jazz fusion, occupa la posizione centrale del disco e rientra tra le cose migliori mai fatte dal gruppo di Chick. A una introduzione maestosa e ampia alle tastiere, in cui Chick dimostra con convinzione quanto sa sfruttare le novità dei sintetizzatori, segue la costruzione di un motivo orientaleggiante, a cui si unisce tutta la band. Ogni membro del gruppo, nel corso del brano, suona un lungo assolo. Tra una improvvisazione solista e l’altra non mancano nemmeno per un attimo svolte ritmiche imprevedibili e cambi di motivo. Questo brano regale è una delle migliori vetrine dell’energia reciproca e dello stile di questo indimenticabile collettivo musicale.

“Where Have I Known You Before” è un classico sempreverde del jazz rock fusion, il disco che ha presentato per la prima volta al mondo della musica il talento chitarristico fuori dal comune del giovane Al Di Meola. L’album è l’incarnazione delle qualità tipiche dei Return To Forever nel costruire un jazz rock fusion dal profilo ambientale altissimo, grazie alle straordinarie doti tecniche dei singoli strumentisti e a una coesione di prim’ordine nel costruire, insieme e con grande affiatamento, improvvisazioni e motivi melodici. L’incarnazione degli RTF che ha dato vita a questo album monumentale si è dimostrata senza fatica la loro migliore, e anche quella con la durata più lunga. Quell’incredibile chimica reciproca l’avrebbero poi affinata ancora nel resto della carriera, nei due album successivi, mentre Di Meola, soprattutto dopo aver avviato la carriera solista, sarebbe diventato uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi.

Formazione

Chick Corea – piano elettrico, pianoforte acustico, organo Yamaha, sintetizzatore, percussioni
Al Di Meola – chitarra elettrica, chitarra acustica a dodici corde
Stanley Clarke – basso elettrico, organo Yamaha, campanelli
Lenny White – batteria, percussioni, conga & bongo

Produzione

Chick Corea

Tracklist

1. Vulcan Worlds
2. Where Have I Loved You Before?
3. Shadow of Lo
4. Where Have I Danced With You Before
5. Beyond the Seventh Galaxy
6. Earth Juice
7. Where Have I Known You Before?
8. Song to the Pharaoh Kings

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