White Lies for Dark Times
Artista: Harper, Ben
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 2009
Durata: 47.17
Voto: 4/5
Ben Harper è noto come musicista dai mille volti, il cui sguardo alternativo sull’arte musicale è una garanzia costante di un’esperienza piena di emozioni e di approcci innovativi. Con Harper non ci si annoia mai, anzi: trotterellando umilmente dietro allo zio ti toccherà sempre un’avventurosa esplorazione musicale. Con White Lies for Dark Times Harper continua a sgangherare lungo i binari consolidati dell’inventiva creativa, incrociando sfumature musicali di ogni colore. Per ricamare il grosso gomitolo di generi dell’album, stavolta Ben recluta un terzetto di pupilli che risponde volentieri al nome di Relentless 7. Si tratta di un trio di musicisti – il bassista Jesse Ingalls, il chitarrista Jason Mozersky e il batterista Jordan Richardson – che hanno cominciato a menare proprio sotto l’ala di Ben Harper, e l’attività del trio e la sua direzione sono ovviamente regolate di conseguenza.
L’ultima avventura musicale di Harper lascia abbastanza spazio per pavoneggiarsi in stravaganze musicali, davanti alle quali la calma attesa di ulteriori sviluppi resta solo un pio desiderio. Il cuore di Ben batte evidentemente ancora fortissimo per i suoni e le costruzioni melodiche del passato, ma dietro le file serrate di queste lo zio stavolta mostra da maestro il potenziale degli interventi dal suono moderno. Ne esce un prodotto musicale dal carattere estremamente mutevole che, incredibilmente, non cede mai alle pressioni dell’incoerenza, perché costruisce con ostinazione su una variopinta componibilità a mosaico.
White Lies for Black Times non si chiude in rigidi schemi espressivi, anzi lascia via libera alla fantasia. Qui gli spunti capaci di ravvivare la tua quotidianità grigia e imparata a memoria sono a pacchi. Ben Harper serve subito un approccio inventivo e singolare, che nel corso degli anni si è trasformato nel suo marchio di fabbrica inconfondibile. Number With No Name è un ibrido stranamente rotondo di blues rock con aromi taglienti di stampo alternativo, costruito su una ritmica funk legnosa. Harper poi non si riposa, anzi allunga le manine fameliche verso i frutti maturi della maggior parte dei rami musicali fondamentali. Una fugace occhiata nel mondo dell’alternative malinconico la offre Up To You Now, mentre un attimo dopo Shimmer and Shine complica ulteriormente il quadro, veleggiando sulle ali di un ritornello contagioso verso le acque del punk rock. Harper è instancabile e la sua fantasia praticamente non conosce confini. Con un incessante serpeggiare di groove contagioso dalle inconfondibili origini paludose e un’ossatura grezza cromata in stile blues rock, Why Must You Always Dress In Black ricorda addirittura una caricatura di qualche pezzo più tardo di Rory Gallagher. Qui Jason Mozersky ha fatto centro con il riff di chitarra. La ciccia e i rimbalzi imprevedibili di quest’ultimo mantengono una gradita sensazione di spontaneità, ma sul piano dei testi il pezzo non riesce a sfuggire alla morsa del solito rovistare blues, farcito di sarcasmo e annaffiato in fretta e furia di succosi rimproveri. Annaffiata di succhi di vita fortemente aromatizzati ci aspetta anche Lay There and Hate Me. Il trend di radicali cambi d’umore dell’album prosegue con Skin Thin, con cui la consegna di Harper si trasforma con raffinatezza in una quiete morbida, vocalmente incline al soul. Verso imprese ambient lucidate a dovere marciano la ballatina alter-rock Fly One Time e un’altra creatura di matrice soul, stavolta anche conclusiva, Faithfully Remain.
Con White Lies for Dark Times Ben Harper ha di nuovo attraversato le acque pericolose del servire sempre a doppio taglio un apparente cortocircuito di generi, e naturalmente è sopravvissuto! È un album che non si sforza di compiacere i gusti delle masse (per la loro viziatezza e la loro natura capricciosa, seguire un’odissea attraverso il pittoresco panorama delle terre musicali è comunque un compito troppo impegnativo). Pare che Harper, reclutando spontaneamente numerosi strumenti espressivi di forme e misure dettate dal genere, faccia da anni proprio il contrario: cioè stuzzichi con nobiltà i sensi sonori dei consumatori di musica più esigenti.
Formazione
Ben Harper: voce, chitarra slide
Jason Mozersky: chitarra
Jesse Ingalls: basso
Jordan Richardson: batteria
Produzione
Ben Harper
Tracklist
1. Number With No Name
2. Up to You Now
3. Shimmer & Shine
4. Lay There & Hate Me
5. Why Must You Always Dress In Black
6. Skin Thin
7. Fly One Time
8. Keep It Together (So I Can Fall Apart)
9. Boots Like These
10. The Word Suicide
11. Faithfully Remain