Whitechapel: The Valley

0 668

Etichetta: Nuclear Blast
Data di uscita: 29/03/2019
Produzione: Mark Lewis
Durata dell’album: 40:33
Genere: deathcore/death metal

La formazione americana dei Whitechapel è nota come una delle band più operose della scena deathcore. Il gruppo è balzato in primo piano piuttosto in fretta, quando con la sua ricetta, che non si appoggiava solo agli elementi deathcore ma anche al death metal, ha mostrato qualcosa di innovativo e fuori dal coro. Da sempre il gruppo si distingue per una sezione ritmica potente, tre chitarre e un profondo vocione gutturale. Quest’ultimo, nel precedente lavoro Mark of the Blade, si era cimentato anche con il cantato pulito, che è rimasto anche per l’attuale album.

The Valley si apre con When a Demon Defiles a Witch, che dopo un intro calmo e senza distorsioni esplode in una vera brutalizzazione death metal. Ci sono blast beat, doppia cassa a raffica e chitarre veloci di conseguenza. La voce punta sul growl, ma per smorzare un po’ i toni Phil Bozeman si affida anche a parti melodiche, che rendono il pezzo davvero qualcosa di speciale. Con l’assolo di chitarra, poi, la canzone si prende anche la ciliegina sulla torta. Si rivela il brano più vario dell’album.

Con Forgiveness Is Weakness e Brimstone i Whitechapel proseguono sulla loro strada, solo che in Brimstone c’è un po’ più di groove, che a tratti ricorda addirittura un nu metal brutale. Con Hickory Creek esce fuori un’altra faccia della band. Un pezzo calmo e malinconico, cantato interamente con voce melodica, il che per i Whitechapel è parecchio sorprendente, ma soprattutto è un tentativo audace, che può far incazzare i fan. Eppure tutto il pezzo suona naturale e per niente forzato.

Più avanti i Whitechapel non si concedono più deviazioni del genere dal loro stile tipico. Lo conferma già Black Bear, tutta groove, che però non spicca più di tanto. Si rimedia subito con We Are One, che ha più aggressività e velocità. Per trovare un equilibrio, e anche un pizzico di imprevedibilità, i Whitechapel piazzano ancora qualche pezzo con parti melodiche, e qui ci si può ricollegare a Third Depth. Il ritornello in growl regala più atmosfera, e l’effetto morboso è forte.

I Whitechapel chiudono l’album con Doom Woods, che è parecchio cupa e morbosa. Si sente anche una strizzata d’occhio al doom/death metal, anche se come suono i Whitechapel risultano moderni, ma qui dimostrano la loro apertura mentale. Soprattutto con l’outro ottengono un vero effetto di malinconia. I 40 minuti passano in un lampo, non si ha mai la sensazione che qualcosa tiri per le lunghe. I Whitechapel stavolta si sono presi il loro tempo e il risultato è un lavoro fuori dal comune, che può vantare anche brani scritti bene.

Sull’esecuzione in sé non c’è niente da dire. La voce di Phil Bozeman resta brutale, ma ogni tanto se ne sente anche un lato più delicato. Il batterista di studio Navene Koperweis (Entheos, ex-Animals as Leaders) ha fatto il suo lavoro alla grande. Di dinamica ce n’è a sufficienza, e allo stesso tempo è sicuro nelle parti più veloci. Anche le chitarre stavolta sono davvero a posto, e a spiccare è ovviamente Ben Savage, che si occupa di assoli e armonie. The Valley è senza dubbio un lavoro con cui i Whitechapel dimostrano che nel deathcore c’è un sacco di margine di manovra, se si prova a guardare le cose un po’ oltre i soliti schemi.

8,5/10

Tracklist:

  1. When A Demon Defiles A Witch
  2. Forgiveness Is Weakness
  3. Brimstone
  4. Hickory Creek
  5. Black Bear
  6. We Are One
  7. The Other Side
  8. Third Depth
  9. Lovelace
  10. Doom Woods

Musicisti:

Phil Bozeman – voce, testi
Ben Savage – chitarra solista
Alex Wade – chitarra
Gabe Crisp – basso
Zach Householder – chitarra
Navene Koperweis – batteria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie