Whitewater
Izvajalec: California Guitar Trio
Založba: Inside Out Records
Izid: 2004
Ocena: 4.5/5
L’album si apre con una fragile carezza, un brano dal titolo delicato pieno di gocce di rugiada, ranocchie gracidanti e canne che ondeggiano: The Marsh. Che i ragazzi siano andati alla scuola di Fripp lo fanno capire in modo lampante già nel secondo pezzo, Atlantis, con un intreccio eccezionale di acustica delicata; poi, intorno ai tre minuti, ti spiazzano subito con un motivo che sa esattamente di quello che facevano i King Crimson negli anni Ottanta (l’inserto richiama il brano dei King Crimson Frame By Frame). Una delle tentazioni galattiche più belle è nascosta nel pezzo sognante e fluttuante Mee-Woo, con un “slide” spaziale aggiunto lungo un basso “fretless” suonato niente meno che da Tony Levin (Peter Gabriel, King Crimson). La produzione è straordinariamente nitida e chiara. Levin ci ha messo solo quattro giorni. Questo la dice lunga sull’eccezionale affiatamento in studio dei CGT. Si sente davvero il vero suono metallico delle corde acustiche nude, che a volte suonano sottili e sofisticate, e un attimo dopo sferragliano come fulmini. Ma già che siamo in tema King Crimson, voglio dire anche che i CGT dominano con abilità i sintetizzatori per chitarra, che si avvicinano molto al “modulo lunare” di Fripp. Lo conferma soprattutto il brano Cosmo Calypso, che si apre con una vivacità piena di temperamento, e poi i CGT ci portano dritti sopra le nuvole.
Prelude Circulation BWV 998 fa rivivere i tempi barocchi, ed è incredibile come suonino le chitarre, come un clavicembalo barocco. Tre chitarre che suonano di fatto come un’orchestra. Per tutto il tempo. Ed è proprio questo il vero fascino di tutta la storia dei CGT. Nel ruolo delle linee ritmiche di basso i chitarristi se la cavano da dio, perché spesso suonano come un violoncello su cui poi viene steso il motivo di base, creando così una profondità straordinaria nell’immagine sonora. Il culmine del disco è la sesta traccia, la drammatica Cantharis, la più sperimentale, che unisce con grande ironia una tavolozza pittoresca di stili musicali diversi. Per questo il pezzo, nella sua esplorazione progressiva, gira in modo emozionante e ondeggia imprevedibile avanti e indietro (dalle melodie folk celtiche al flamenco spagnolo). E perché il tutto non suoni per caso troppo acustico, i ragazzi condiscono il disco con Red Iguana, un’altra deviazione sperimentale tutta particolare accanto a Cantharis, con una parte heavy distorta che si snoda pigra ma imponente attraverso il pezzo.
Ovviamente nemmeno stavolta si è fatto a meno delle cover. Se nel disco precedente i ragazzi si erano concessi di rifare Yes e King Crimson, stavolta si sono “buttati” su un classico country, Ghost Riders In The Sky, in cui a metà hanno innestato Riders On The Storm (The Doors). Il passaggio è arrangiato in modo magistrale: non te ne accorgi nemmeno, e all’improvviso ti ritrovi in mezzo ai The Doors.
Insomma, un gruppo il cui obiettivo di fondo non è affatto fare pesantezza. La musica è abbastanza complessa, ma al tempo stesso molto ascoltabile. La giusta misura di entrambe le cose in un colpo solo. Lo scopo del gruppo è soprattutto quello di mostrare, con il suo fenomeno tutto suo, quante cose si possano ottenere con soli tre chitarre folk. I CGT mettono insieme un sacco di roba: dal barocco al jazz, a vari elementi etno folk, approcci neoclassici, fino alle gite “surf” californiane. Insomma, “White Water” è una leccornia per tutti i buongustai della musica. La musica strumentale è estremamente rilassante, ma allo stesso tempo piena di particolarità uniche e di freschezza, perché nessun altro su questo pianeta suona come i CGT. Complesso, ma allo stesso tempo, sfacciatamente “invadente” per le orecchie! Un mix acustico perfetto!
Formazione
Hideyo Moriya – chitarra
Paul Richards – chitarra
Bert Lams – chitarra
Tracklist
1. The Marsh (4:59)
2. Atlantis (4:13)
3. Skyline (4:22)
4. Mee-Woo (3:18)
5. Prelude Circulation BVW 988 (2:52)
6. Cantharsis (3:10)
7. Cosmocalypso (3:53)
8. Whitewater (3:57)
9. Led Foot (4:17)
10. Relative Illusion (3:39)
11. Red Iguana (3:12)
12. Ghost Riders On The Storm (3:22)
Trajanje albuma: 43:34