Wooden Hill

0 5

Artista: Root
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2007
Durata: 59:10
Voto: 4/5

I Root sono nati come una band qualunque, ma il leader David Kendall ha capito presto che non faceva per lui. Così ha deciso di prendere in mano la formazione, componendo e suonando tutti gli strumenti da solo. Va avanti così da più di dieci anni e nel 2007 è arrivato il suo ultimo album, intitolato Wooden Hill.

Qui David Kendall usa soprattutto i classici trucchi da space rock e psichedelia, ma ogni tanto si concede anche un approccio più melodico, che a me suona vicino al neo prog. Si sentono anche influenze più recenti, tipo Porcupine Tree. L’impressione è nel complesso buona, perché il centro di tutto sono composizioni solide e arrangiamenti creativi. Niente di sconvolgente, ma alla fine l’ascolto ripaga.

Nell’album ci sono un po’ di inserti di chitarra emozionanti. Anche se Kendall suona tutti gli strumenti da solo, sembra che dia il meglio proprio alla chitarra. Il suo stile mi ricorda David Gilmour e Steve Hillage. La sezione ritmica (Kendall e Kendall) è solida, ma a brillare è soprattutto Kendall, anche se pure Kendall non è niente male. Anche le tastiere sono suonate benissimo, anche se non allo stesso livello della chitarra.

Di solito il problema con gli artisti meno affermati è la voce e temevo che anche stavolta andasse così, ma David Kendall ci dimostra di essere un cantante molto capace, con un timbro bello e mai invadente.

A me l’album suona freschissimo. Le idee magari non sono del tutto nuove, ma hai comunque la sensazione che Kendall cerchi di costruirsi uno stile tutto suo. L’accento è sulle melodie e sugli arrangiamenti, non tanto sul voler imitare qualcuno. Lo trovo molto più interessante di tante uscite più recenti e più blasonate. Kendall ha qualche idea musicale interessante, ma il suo pezzo forte sono le belle linee di chitarra e le melodie leggere.

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I Root sono partiti come una band qualunque, ma il leader David Kendall ha scoperto presto che quella non era la strada per lui, così ha deciso di prendere i Root in mano e di comporre e suonare tutte le parti da solo. Lo fa da più di dieci anni e nel 2007 è uscito il suo ultimo album, intitolato Wooden Hill.

In questo disco David Kendall usa soprattutto i classici trucchi da space rock e psichedelia, ma ogni tanto sfodera anche un approccio più melodico, che a me suona simile al neo. Ci sono anche tracce di influenze più nuove, come i Porcupine Tree. L’impressione generale è buona, con l’accento soprattutto su un songwriting solido e arrangiamenti creativi. Non è niente di rivoluzionario, ma ripaga comunque parecchio.

In questo disco si sentono parti di chitarra davvero entusiasmanti. Anche se Kendall suona da solo tutti gli strumenti, sembra che sia alla chitarra che dà il meglio. Il suo stile mi ricorda un po’ David Gilmour e Steve Hillage. La sezione ritmica (Kendall e Kendall) è molto solida, con Kendall in particolare che regala parti eccellenti, anche se pure Kendall non scherza. Le tastiere, pur non impressionanti come la chitarra, sono comunque a posto e di solito piacevoli.

Il solito problema con gli artisti meno noti è la voce e temevo che anche qui fosse così. Invece David Kendall ci mostra di essere un cantante molto capace, con un timbro bello e discreto.

Alle mie orecchie i Root suonano molto freschi. Anche se le idee non sono del tutto nuove, hai comunque la sensazione che Kendall stia davvero cercando di creare un proprio stile. L’accento è sulle melodie e sugli arrangiamenti e non tanto sull’imitare qualcuno. Lo trovo molto più interessante di parecchie band più recenti e più affermate. Kendall ha qualche idea musicale interessante, ma il suo punto di forza sono soprattutto le linee di chitarra solide e le melodie che si ascoltano con grande facilità.

 

Formazione

David Kendall – tutti gli strumenti

Produzione

David Kendall

Tracklist

1. Wake Up (7:45)
2. Time Breathes (10:40)
3. So Sorry (5:45)
4. Wooden Hill (instrumental) (5:40)
5. Lifeline (9:20)
6. Hollow (8:50)
7. Find Your Freedom (6:00)
8. Grown (5:10)

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