L’ultima lezione di death metal tecnico del 2018
Luogo: Orto Bar, Lubiana, Slovenia
Data: mercoledì 5 dicembre 2018
In scaletta c’era il terzo concerto autunnale per gli amanti del death metal tecnico e progressivo. Il tour ha fatto di nuovo tappa all’Orto Bar di Lubiana. Come headliner erano annunciati gli statunitensi Revocation, thrash/death metal tecnico. Prima di loro si sono esibiti gli estremisti canadesi Archspire, i death metaller tecnici svedesi Soreption e i death metaller progressivi americani Rivers of Nihil. Insomma, un pacchetto fatto solo di dita velocissime e, soprattutto, di band belle selvagge.
Ad aprire le danze sono stati i Rivers of Nihil, che sono venuti in Slovenia per la seconda volta. Nel loro set breve hanno presentato l’album di quest’anno, Where Owls Know My Name, che ha raccolto per lo più ottime recensioni e così è finito in parecchie classifiche dei migliori dischi dell’anno. All’inizio i Rivers of Nihil sembravano un po’ disinteressati, ma più tardi hanno tirato fuori più energia, mostrando allo stesso tempo un’intesa fuori dal comune. La band ha servito un death metal brutale, pieno di momenti progressivi e di tecnica. Ovviamente il gruppo punta molto sull’atmosfera, quindi la musica suona più cupa. L’esibizione era buona, ma per qualcosa in più ci sarebbero voluti un set più lungo e anche un impianto audio migliore, perché il basso si sentiva piuttosto male. Dei Rivers of Nihil non serve nemmeno sottolineare che promettono bene. Con tre album la band ha dimostrato di portare qualcosa di fresco sulla scena e, vista la qualità attuale, ci si può aspettare che continuerà a crescere.
Sono seguiti i death metaller tecnici svedesi Soreption, che per molti sono una vera incognita. La band ha ottenuto un po’ più di attenzione solo quest’anno, con il terzo album uscito per Sumerian Records. In Slovenia si sono fatti sentire per la seconda volta. I Soreption non sono semplicemente l’ennesima band tecnica che mette in primo piano lo stile neoclassico con un sacco di assoli. Il gruppo punta su riff complessi, sincopati a ogni passo. Nel chitarrista si vede chiaramente che ha dovuto affinare parecchio la tecnica della mano destra per suonare veloce con tantissime pause. I Soreption, che quest’anno hanno pubblicato l’album Monument Of The End, hanno servito una musica da capogiro, che metteva in primo piano la varietà ritmica e la brutalità. Di quest’ultima si è occupato in più anche il potente growl del cantante. In ogni caso i Soreption sono un’altra band che è stata ignorata senza motivo, perché nel metal estremo rappresentano qualcosa di più fuori dal comune.
La formazione canadese Archspire si era fatta notare già nel 2011, quando aveva suonato come spalla dei Decapitated a Metelkova. La band giura su chitarre a otto corde, una batteria velocissima e anche un growl velocissimo. Soprattutto funzionano alla grande come insieme. Riuscire a orientarsi in tutto questo caos è davvero ammirevole. È difficile anche dire quale membro renda gli Archspire così speciali. La voce è sicuramente qualcosa che spicca. Ci sono linee vocali rapidissime, che sembrano quelle di un rapper. Le chitarre senza dubbio fanno tanto. I riff sono potenti, ma si esagera anche con riff atonali e assoli in stile Rings of Saturn, che può risultare pure fastidioso. Alla fine il tutto sembra buttato lì e senza una vera forma. Gli Archspire sono preparatissimi come musicisti, ma la loro musica è troppo orientata al virtuosismo tecnico e così perde l’anima. È roba che punta a un pubblico specifico, anche se la reazione è stata comunque la migliore proprio con gli Archspire.
Alla fine sono rimasti i Revocation, per i quali si è visto che l’interesse non era quello che c’era stato per i Canadesi pazzi. La band, che promuoveva l’album attuale The Outer Ones, ha infatti messo in primo piano, oltre ai pezzi nuovi, brani che non sono noti come i loro hit. Così sono mancati parecchi favoriti, e di conseguenza anche il supporto del pubblico è stato adeguato. Sotto il palco c’era un sacco di spazio: i Revocation hanno suonato praticamente davanti a una sala mezza vuota. I Revocation hanno puntato sui brani più death metal, quindi sono mancati quelli con venature thrash. Bisogna riconoscere soprattutto alla band di avere molto coraggio nello scegliere una scaletta non standard e, a quanto pare, di non temere il rischio.
L’intesa dei Revocation è davvero eccezionale. Nonostante la scarsa risposta, la band ha dimostrato di saper salire sul palco con grande sicurezza. Il duo di chitarre Davidson/Gargiulo ha sparato per tutto il tempo riff potenti, assoli precisi e dinamica vocale. Anche il batterista Ash Pearson, entrato nella band qualche anno fa, si è inserito alla grande. Soprattutto il suo modo di suonare era preciso e senza errori evidenti. I Revocation hanno alle spalle parecchi album, ma del materiale vecchio non hanno toccato quasi nulla, a parte la title track dell’album Existence Is Futile. Hanno chiuso il tutto con la contagiosa Witch Trials. Se dopo questo i Revocation torneranno mai in Slovenia, è difficile dirlo. Dal vivo la band è convincente, ma probabilmente, a causa degli schemi old school, non va a genio ai seguaci del death metal moderno.
Nonostante l’affluenza non proprio alta, con il concerto di Revocation, Archspire, Soreption e Rivers of Nihil all’Orto Bar di Lubiana è andata in scena un’altra serata che ha dimostrato quanto possa essere vario e sfaccettato oggi il death metal.