Zaznamovan

0 6

Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Jung, Jernej
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2013
Voto: 5/5

Questo documento mi mette in soggezione, faccio fatica a essergli all’altezza, ammesso che ci riesca. Faccio fatica a scrivere queste righe su un’epoca che non ho vissuto, o per la quale all’epoca avevo troppi pochi anni sul groppone perché gli eventi musicali di quei lontani anni Sessanta e Settanta mi toccassero a fondo, mi segnassero e mi plasmassero come persona. All’inizio di novembre 2013 Jernej Jung, uno dei patriarchi della popevka slovena, se non addirittura dell’intera scena musicale slovena, ha infatti pubblicato il suo doppio disco retrospettivo intitolato »Zaznamovan«! Chi conosce il suo percorso di vita sa di sicuro che questa uscita non poteva avere un titolo più azzeccato.

L’inizio dell’età dell’oro della popevka slovena affonda le radici da qualche parte nei primi anni Sessanta del secolo scorso. Erano i tempi in cui il paese, sotto l’ala della ex federazione, cresceva e si costruiva. I nati tra il 1940 e il 1949 furono tra i costruttori più importanti del rock e della musica leggera. All’inizio il rock era così giovane, così innocente, si andava formando da blues, jazz, gospel, melodie popolari, e in principio tra rock e musica leggera non c’era quasi nessun confine. Mettiamo da parte il rock per un po’, anche se nei primi anni di attività la musica di Jung fu influenzata, tra gli altri, da una tavolozza stilisticamente variopinta di formazioni come The Animals, The Plattters, The Temptations, The Shadows, The Moody Blues, Procol Harum,Jefferson Airplane,  Barclay James Harvest, Cliff Richard e qualcun altro della vecchia guardia dei chansonnier.

La musica leggera a cavallo tra Sessanta e Settanta in Slovenia era vivace e creativa. Tutti i musicisti che spuntavano all’orizzonte portavano con sé una visione propria, erano ognuno una storia musicale a sé, talenti pittoreschi e unici, affamati di creare e di vivere i propri sogni. Stavano uniti, si sostenevano e collaboravano tra loro senza egoismi. E di quel periodo ci dimentichiamo fin troppo spesso, o lo trattiamo proprio da matrigna. Il più delle volte perché lo Stato, ovvero il ministero competente, non si preoccupa di conservare come si deve l’eredità musicale del nostro patrimonio culturale. Quello che usciva in vinile nella defunta Jugoslavia lo tengono ancora negli armadi i nostri padri e i nostri nonni. E i giovani? Magari ingenuamente e a torto, per puro caso, considerano i Siddharta l’origine di tutto.

Jernej Jung ha raccolto gli anni della sua attività in un doppio CD retrospettivo  che attraversa i suoi percorsi in vari gruppi (Helioni, Mladi levi, Delial, Jugoslavija) e in tanti ruoli: cantante, ottimo compositore e arrangiatore, strumentista, produttore e paroliere. I brani dei due dischi non seguono un ordine cronologico, come ci si sarebbe potuti aspettare, ma Jung, nello scegliere il materiale, è stato così scrupoloso da annotare, oltre ai pezzi, anche le date che attestano quando i brani sono stati effettivamente incisi su nastro. La maggior parte dei brani del primo CD appartiene al periodo con l’ensemble vocale Delial, tre sono dei celebri Mladi levi (Zaznanovan, Mila mala, Poljubi me in pojdi) e uno (Ogenj in žveplo) della formazione dalla vita breve chiamata Jugoslavija. Sul secondo disco prevalgono i brani in cui Jung ha collaborato come solista, oppure come autore, paroliere, o spesso tutte queste cose insieme.

Con gli anni è migliorato anche il suono della produzione, e non è difficile accorgersene passando da una registrazione all’altra. Jung è considerato un autore dal profilo ben definito, come testimoniano i classici di questo doppio documento con cui si è inciso per sempre nella storia musicale slovena. Ha collaborato alla creazione dei brani con molti dei sarti che davano il ritmo alla popevka slovena di allora e che, in un modo o nell’altro, hanno segnato la scena musicale slovena: tra gli altri Jože Privšek, Tomaž Domicelj e Janez Bončina Benč – due musicisti con cui Jung ha iniziato la carriera nel 1968 negli Helioni – e poi Jani Golob, Dečo Žgur, Lado Jakša, Jure Robežnik, Janez Gregorc e Tomaž Habe.

Jernej Jung era dunque senza dubbio, in quegli anni, una delle figure centrali della musica leggera slovena. E ha fatto esattamente ciò che avrebbe dovuto fare già da tempo il ministero competente, o, parlando chiaro, la Založba kaset in plošč RTV Slovenija.  Fa quasi ridere, ma è la dura verità: da autore e interprete, alla fine devi prendere in mano la situazione e procurare tu, di tua iniziativa, alla gente un documento musicale che offra uno sguardo autentico su uno dei segmenti più importanti delle origini della musica leggera slovena. Per questo sforzo, che è sfociato nell’uscita dell’album »Zaznamovan«, a Jernej Jung vanno un grande applauso e un sincero grazie. Oggi, in formato CD, non trovi infatti da nessuna parte, per esempio, i dischi di Miha Kralj, dei Kameleoni, degli Hazard, e gli album di formazioni come Izvir, Predmestje, September e via dicendo sono ormai una vera utopia. Esistono, certo, compilation occasionali, sempre che anche quelle non siano sparite da un pezzo dagli scaffali dei negozi.

Nell’autunno 2014 i Mladi levi si sono rimessi insieme e con una serie di concerti (anche nel 2015) hanno bussato al cuore di tutti i nostalgici che vivevano i loro anni da teenager più di 40 anni fa. Da questo punto di vista, l’album »Zaznamovan« va letto come un tacito annuncio della riattivazione dei Mladi levi, che esattamente un anno dopo si sono davvero riuniti per nuove esibizioni . Con Jernej Jung, naturalmente, al centro di tutto. Nonostante siano passati ben 40 anni, volati in un batter d’occhio tra il 1973 e il 2013, Jernej Jung torna sulla scena slovena in grande stile, per completare i suoi sogni musicali e portarci dentro un nuovo episodio della sua storia musicale. Credetemi, evergreen d’autore così speciali, che nel loro fascino genuino e nella loro sincerità creativa definiscono l’età dell’oro della popevka slovena, come quelli creati dalla generazione musicale di Jung, ovvero dalla guardia sua e dei suoi contemporanei, non li creerà più nessuno, mai e poi mai.

Tracklist

CD1.:
1. Zaznamovan
2. Poljubi me ni pojdi
3. O, srečen dan (Oh, happy day)
4. Ogenj in žveplo
5. Riba in rak
6. Glej naokrog (Look around)
7. Praznik
8. When Something Is Wrong With My Baby
9. Zvon ljubezni
10.  Kdor kaj tvega, ta dobi (You can make it if you try)
11. Sejem želja
12. Mila mala

CD2.:
1. Lovec na konja
2. Stara pesem
3. Slikar
4. Posvečeno Heleni
5. Človek in pes
6. Rojstvo
7. Pot v srce
8. Njej
9. Prodajalka cvetlic
10. Povratek prikazni
11. Kdo lahko pove (Who can tell) 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie