Zoom
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Electric Light Orchestra
Etichetta: Epic Records
Uscita: 2001
Durata: 43:36
Voto: 4.5/5
»Zoom« è la storia di una resurrezione breve ma comunque felice delle leggende dell’art rock Electric Light Orchestra (ELO per gli amici). Il loro dodicesimo e ultimo album in studio è uno dei ritorni più strani nella storia del rock, perché »Zoom« era nato come secondo disco solista del capo degli ELO, cantante di culto, polistrumentista e produttore Jeff Lynne. Dopo »Balance of Power« (1986), se non si contano i progetti di ex membri come Electric Light Orchestra Part II, gli ELO sotto la guida di Lynne avevano chiuso con l’attività, e il loro carismatico boss, dopo l’avventura col supergruppo Traveling Wilburys, si era buttato su una carriera da autore e produttore in proprio. Quando il suo solido esordio solista »Armchair Theatre« (1990), in cui aveva unito le forze con due vecchi compagni di merende, l’ex tastierista originale degli ELO Richard Tandy e il leggendario Beatle George Harrison, suo fratello d’armi ai tempi dei Traveling Wilburys, non ha centrato la svolta commerciale sperata, per il disco successivo si è preso ben dieci anni e in quel periodo ha cambiato parecchio i piani originali.
Il risultato finale è stato »Zoom«, che si è trasformato nel primo album degli ELO dopo quindici anni solo quando Bev Bevan (ex batterista di ELO, ELO Part II e Black Sabbath), ormai in pensione, ha venduto a Lynne il 50% dei diritti sull’uso del nome ‘Electric Light Orchestra’. Il maestro Lynne ha rimesso insieme per poco le forze con Tandy, qui come musicista ospite, e i fan di lunga data si sono presi a sperare che i due avrebbero portato avanti con successo la leggendaria tradizione sonora degli ELO, quella che univa l’energia del rock della buona vecchia scuola ‘beatlesiana’ a raffinati arrangiamenti d’archi. L’unico membro ‘vero’ della band su »Zoom« era però soltanto Lynne: tutti gli altri collaboratori erano musicisti ospiti, e a spiccare più di Tandy erano il leggendario ‘Scarafaggio’ George Harrison alla slide e Ringo Starr alla batteria. Tra gli ospiti vale la pena citare anche la cantante e modella americana dai capelli ricci Rosie Vela, all’epoca l’amante di Lynne, che su alcuni brani si è fatta notare con i cori.
La sezione d’archi, che un tempo era il grande asso nella manica dei classici ELO, c’è solo su alcuni pezzi, e vale la pena ricordare che il polistrumentista Lynne si è cimentato in qualche punto anche col violoncello. »Zoom« richiama in modo curioso il suono dei classici ELO, ma allo stesso tempo, per via delle frequenti assenze degli archi, si distacca parecchio dai loro standard sonori del passato. Alcuni arrangiamenti sono un po’ meno pomposi e solenni di quanto fosse tipico delle imprese passate di questi campioni dell’art rock, mentre la splendida capacità di Lynne di tessere melodie magiche e ritornelli incredibilmente gustosi è rimasta intatta, ed è per questo che »Zoom« contiene alcuni dei momenti più ipnotici della carriera del leggendario musicista e produttore. Non solo per la presenza di Ringo e George (per quest’ultimo »Zoom« è stato una delle ultime avventure musicali prima della morte), ma soprattutto grazie alle maniere di Lynne come autore e cantante, il disco ha un colore smaccatamente ‘beatlesiano’ e propone un’ipotesi divertente su come avrebbero potuto suonare i leggendari Fab Four all’inizio del XXI secolo.
Comunque sia, per quanto certi fan continuino a sostenere che sia un album degli ELO solo di nome, »Zoom« è sotto ogni punto di vista un risultato eccellente e trasuda la perfezione di Lynne negli arrangiamenti, nella scrittura, nel canto e anche alla chitarra. Non tutti i pezzi del disco sono allo stesso livello per qualità e fascino, ma quando al signor Lynne riesce di trovare il giusto equilibrio tra melodia ipnotica, linee vocali sottili e spesso a più voci e arrangiamenti eterei, siamo ai livelli migliori di tutta la sua carriera. L’ottimista »Alright«, primo singolo da »Zoom« e unico brano del disco con Richard Tandy alle tastiere, con le sue armonie vocali ‘beatlesiane’ e una fraseologia chitarristica energica convince subito i fan di lunga data che su »Zoom« potranno godersi la giusta dose di continuità sonora ELO, unita a una produzione moderna ma eccellente.
Il romantico »A Moment in Paradise«, secondo singolo da »Zoom«, con il buon vecchio Ringo alla batteria, grazie alla melodia ipnotica e a un ritornello sfacciatamente contagioso può tranquillamente iscriversi tra gli evergreen degli ELO, tanto che è difficile credere che »Zoom« all’uscita non abbia sfornato nessun successo radiofonico. Lo stesso potenziale da hit, se non addirittura maggiore, ce l’aveva anche »State of Mind«, che oltre a ricchi arrangiamenti di tastiere e seducenti armonie vocali aveva un retrogusto ritmico boogie, e quindi ricordava parecchio certe cose degli ELO a cavallo della fine dei Settanta. »Just For Love« è una ballad ELO tradizionalissima, costruita secondo le collaudate maniere compositive di Lynne, cioè con un ritmo scanzonato, un bellissimo arrangiamento di chitarra e potenti armonie vocali dirette da un Jeff in ottima forma. L’unica cosa che qui manca un po’ sono gli arrangiamenti d’archi, che su »Zoom« spesso rimpiangeranno tutti i tradizionalisti ELO più incalliti.
»Stranger On a Quiet Street« è uno dei momenti migliori di »Zoom«, un pezzo contagiosissimo, se non addirittura magico, che con il suo ritornello ipnotico, dove si mescolano potenti armonie vocali e arrangiamenti eterei di chitarre e tastiere, si merita un posto speciale tra i classici degli ELO. »In My Own Time«, grazie a lussuosi arrangiamenti orchestrali e a un romanticismo lirico guidato dal verso che contiene la frase »Blue Sky«, è un pezzo ELO tradizionalista fino al midollo. In mezzo si sente anche un breve parlato di Rosie Vela. Un momento un po’ meno ispirato è il divertissement blues/boogie »Easy Money«, dove alla batteria si ritrova, a modo suo inconfondibile, ancora una volta il signor Ringo. Gli eterni romantici degli ELO torneranno a sorridere con la commovente e smaccatamente nostalgica ballad »It Really Doesn’t Matter«, dove il maestro Lynne, in mezzo a un canto da fuoriclasse, si dimostra anche un solista di chitarra fantasioso e per nulla pretenzioso. »Ordinary Dream«, coi suoi arrangiamenti orchestrali sontuosi e una melodia seducente, ‘beatlesiana’, in cui il ruolo da protagonista spetta ancora una volta alla voce magica di Lynne, ricorda perfino un po’ qualche classico perduto di »Out of the Blue« (1977).
La ballad contemplativa »A Long Time Gone« vede la presenza del maestro George alla slide, il che vuol dire che ci si bagna in onde eteree di atmosfera magica. Le melodie vocali ipnotiche sono ancora una volta intrecciate in maniera superba, e non è una sorpresa, visto che Lynne è stato uno dei più grandi maestri musicali di questa ‘disciplina’. »Melting in the Sun«, condito con arrangiamenti orchestrali esuberanti e una melodia di chitarra burlona, crea un contrasto interessante, perché è un pezzo giocoso fino in fondo e dal taglio positivo, in cui l’ossessione decennale di Jeff per i Beatles e per l’orchestra torna a brillare a piena potenza. »All She Wanted«, intriso di atmosfera da bar e con George di nuovo alla slide, è un ‘boogie-woogie’ meno interessante che, nelle mani di musicisti di questo calibro, resta comunque abbastanza buono da non rovinare la forma complessivamente entusiasmante di »Zoom« nel suo insieme. Il malinconico »Lonesome Lullaby«, ibrido tra blues e pop rock, è il pezzo di chiusura e, con i suoi poco più di quattro minuti, anche il più lungo di »Zoom«. A dirla tutta è uno dei rari momenti meno ispirati: nonostante le melodie gustose, ha un ritornello un po’ troppo da amore infelice, in parole povere ‘pesantuccio’, rispetto a quello a cui il maestro Lynne ci ha di solito abituati.
La riedizione di »Zoom«, uscita nel 2013, contiene due bonus track. Il solido »One Day«, mai uscito prima, è stato registrato nel 2004, mentre la versione live del classico »Turn to Stone« viene dall’unica esibizione dal vivo della formazione di »Zoom«. Si è svolta in due serate nel cuore di Los Angeles ed è stata ripresa da CBS Television City. Questa versione si trova sul DVD live »Zoom Tour Live« (2001) e sul CD live »Electric Light Orchestra Live« (2013).
Il ritorno degli Electric Light Light Orchestra sulla scena musicale nel 2001, con tanto di tour annullato, purtroppo non è andato bene, ma il loro ultimo album in studio, il meraviglioso »Zoom«, è stato un addio come Jeff Lynne poteva sognarlo solo nei suoi sogni più belli.
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Formazione
Jeff Lynne – voce, cori, chitarra elettrica, basso, tastiere, violoncello, batteria
MUSICISTI OSPITI:
Richard Tandy – tastiere (“Alright”) (membro originale)
George Harrison – slide (“A Long Time Gone” e “All She Wanted”)
Ringo Starr – batteria (“Moment in Paradise” e “Easy Money”)
Marc Mann – chitarra ritmica (“Moment in Paradise”), arrangiamenti orchestrali (“In My Own Time” e “Melting in the Sun”)
Suzie Katayama – violoncello (“Just for Love”, “Stranger on a Quiet Street” e “All She Wanted”)
Roger Lebow – violoncello (“Lonesome Lullaby”)
Dave Boruff – sassofono (“A Long Time Gone”)
Laura Lynne – cori (“All She Wanted”)
Rosie Vela – cori (“Alright”, “All She Wanted”), parlato (“In My Own Time”)
Kris Wilkinson – arrangiamenti orchestrali (“Ordinary Dream”)
Produzione
Jeff Lynne
Tracklist
1. Alright
2. Moment in Paradise
3. State of Mind
4. Just for Love
5. Stranger on a Quiet Street
6. In My Own Time
7. Easy Money
8. It Really Doesn’t Matter
9. Ordinary Dream
10. A Long Time Gone
11. Melting in the Sun
12. All She Wanted
13. Lonesome Lullaby
Bonus track della riedizione del 2013:
14. One Day (registrata nel 2004, mai uscita prima)
15. Turn to Stone (versione live del 2001)