Zoot Allures

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1976
Durata: 41:32
Voto: 4.5/5

Su “Zoot Allures” Frank ha fatto parecchie mosse piuttosto radicali, che hanno segnato in modo decisivo buona parte dei suoi lavori della seconda metà dei ’70. Prima di tutto, dopo dieci anni di collaborazione e dopo aver vinto la causa contro l’ex manager Herb Cohen, ha (temporaneamente) rotto il contratto con la sua etichetta di sempre, la DiscReet Records, e si è trasferito alla Warner Bros. Un sodalizio nato solo per potersi togliere di torno Cohen e per questo durato poco, visto che l’unico album di Frank uscito per Warner Bros è stato proprio “Zoot Allures”. Frank è tornato presto alla sua vecchia etichetta indipendente, ma gli strascichi del rapporto con il gigante discografico, che in un modo o nell’altro gli ha messo i bastoni tra le ruote e ha cercato con mezzi poco nobili di mettere il naso nel suo lavoro, se li è portati dietro fino alla fine dei ’70, quando ha finalmente chiuso tutti gli obblighi contrattuali (soprattutto bloccando l’uscita del progetto quadruplo “Läther” (1996), i cui “prodotti collaterali” sono stati gli album “Studio Tan” (1978), “Sleep Dirt” (1979) e “Orchestral Favourites” (1979)).

L’altra mossa importante è stata questa: a parte il sassofonista/flautista e cantante Napoleon Murphy Brock e la percussionista Ruth Underwood, ha cambiato tutta la band e ha seppellito una volta per tutte il leggendario nome The Mothers Of Invention. La nuova formazione l’ha costruita soprattutto attorno al batterista prodigio e innovatore Terry Bozzio (poi in UK, Missing Persons, Jeff Beck), che si era presentato al mondo della musica per la prima volta sul disco dal vivo “Bongo Fury” (1975). Gli altri membri li ha poi cambiati più o meno di continuo fino alla fine del decennio. Be’, su “Zoot Alures” a portare un pizzico di nostalgia ci hanno pensato un leggendario ritorno, l’amatissimo bassista/cantante  Roy Estrada, membro originale dei The Mothers Of Invention (l’unico che, alla fine dei ’60, quando Frank buttò fuori dal gruppo la maggior parte dei membri, se ne andò di sua volontà) e un ospite di prestigio, Captain Beefheart, che suona l’armonica in “Find Her Finer”. Per lui fu l’ultima collaborazione con Frank, perché il rapporto di amicizia tra i due si congelò del tutto per parecchi anni. Quanto al leggendario polistrumentista britannico Eddie Jobson (ex-Curved Air, Roxy Music, poi UK, Jethro Tull), lo si vede in posa sulla copertina “da modello” dell’album, ma su “Zoot Allures” non suona nemmeno un secondo. L’androgino maestro Jobson era un grosso acquisto, che Frank sapeva apprezzare come si deve (lo dimostra anche la sua presenza in copertina), ma come musicista in studio si è fatto sentire solo su “Studio Tan” (1978), che fu anche la sua unica collaborazione in studio con Frank. “Zoot Allures” rappresenta inoltre una tappa importante per i primi esperimenti di Frank con i sintetizzatori.

Lo strano titolo dell’album non è stato né il primo né l’ultimo nella variopintissima carriera di Frank. È una versione storpiata della frase francese “Zut alors”, che in soldoni significa qualcosa come “accidenti” o “cavolo”. Musicalmente è uno dei lavori più accessibili di Frank, che certo non è pensato per il grande pubblico (come, guarda un po’, il 99% della sua discografia), ma può tranquillamente conquistare anche quelle teste musicalmente aperte che non fanno parte dei suoi fan più fedeli. Al centro c’è, come sempre, il solito, unico e imprevedibile comic rock zappiano, fatto di strutture non convenzionali e cambi di ritmo, ma stavolta i consueti elementi di avanguardia e improvvisazione jazz sono ridotti quasi al minimo, mentre nella maggior parte dei pezzi il peso cade soprattutto sugli elementi hard rock. Questa tendenza (di passaggio) a mettere in primo piano passaggi melodici hard rock, soprattutto attraverso le sue geniali acrobazie chitarristiche, Frank aveva iniziato a portarla avanti già nei lavori precedenti del periodo ’73-’75, ma su “Zoot Allures” raggiunge il suo apice. “Zoot Allures” era nato come doppio album, ma per motivi sconosciuti Frank decise di riarrangiare tutto da capo e di accorciare la durata dei brani.

Sul disco ci sono parecchi classici di Zappa (“Black Napkins”, “The Torture Never Stops”, la title track, “Disco Boy”) che sono diventati una presenza fissa dei suoi concerti. La burlesque hard rock “Wind Up Workin’ On a Gass Station” è una provocazione sociale di prima categoria, che non vuole assolutamente prendere in giro chi si guadagna regolarmente il pane in una stazione di servizio, ma attraverso metafore intelligenti è dedicata a tutti quelli che su questo pianeta incarnano la stupidità. Armonie vocali in falsetto buffe e grottescamente acute, con un ritornello da giullare, poggiano su un riff di chitarra sbronzo e su massicci colpi di batteria con continui passaggi sui piatti. Un pezzettino spassosissimo, di struttura semplicissima, che piace facilmente anche a chi non ha granché orecchio per le solite acrobazie sperimentali di Zappa, ma è aperto al suo marchio di fabbrica, l’umorismo sociale e dissacrante.

Nello splendido strumentale “Black Napkins”  in primo piano c’è il classico assolo di chitarra di Frank, che, come è tipico per lui, suona disinvoltissimo, come se mentre suona non gliene fregasse niente di niente, e allo stesso tempo emana un perfezionismo tecnico eccezionale e un senso incredibile per il tocco morbido e melodico sulle corde. Sullo sfondo una serie di armonie vocali birichine che rendono il tutto ancora più vivace.

Con “The Torture Never Stops” Frank ha toccato uno dei vertici del suo umorismo sfacciato da gabinetto, che all’uscita non ha spaventato solo i responsabili della Warner Bros e i soliti custodi della pubblica morale americana, ma anche più di un fan ignaro, che per caso non sapeva di cosa fosse capace il maestro. Un pezzo comunque ottimo, costruito su elementi di jazz leggero (con largo uso delle tastiere di Frank, soprattutto i sintetizzatori) e con un testo surreale, ogni tanto interrotto dai suoni laceranti di una donna nel pieno di un orgasmo. La prima volta, e forse la seconda, la cosa fa ridere, ma dopo tanti ascolti comincia a pesare parecchio. Se quel gemito fosse almeno un po’ più breve, secondo me non rovinerebbe una composizione per il resto ottima, che nella versione dal vivo fa senza dubbio parte dei classici di Frank. Spero tanto che quel gemere registrato non venga dalla camera da letto dei coniugi Zappa, cioè che non siano gridolini di entusiasmo dell’ex bellezza, oggi rispettatissima signora Gail Zappa, che ancora si occupa con tanta cura di preservare l’eredità di Frank ed è responsabile di tutte le sue uscite postume. Frank aveva l’abitudine di registrare di nascosto amici e collaboratori ignari e di infilare qualcosa nelle sue composizioni (soprattutto negli anni ’60), quindi non sarebbe sorprendente se anche stavolta avesse piazzato un registratore sotto il letto.

“Ms. Pinky” è un’altra storiella da gabinetto, stavolta su una bambola gonfiabile, giocattolo del sesso al femminile. Anche questa grottesca satira sulla falsa morale di un matrimonio solo apparentemente a posto ha mosso i primi passi verso le successive battaglie “porno” degli anni ’80 con Tipper Gore e le casalinghe americane riunite nell’ordine dei sedicenti custodi della pubblica morale statunitense. Battaglie che toccarono l’apice con l’audizione davanti al Congresso americano e con l’album “Frank Zappa Meets The Mothers Of Prevention” (1985). La sua struttura musicale è interessante soprattutto per gli ornamenti ritmici dispettosi che crescono piano piano, per gli effetti di chitarra scoppiettanti e, ovviamente, per il testo grottesco ma geniale, che Frank snocciola a modo suo, con tono beffardo. Terry Bozzio ha dimostrato di essere già allora un batterista eccezionale, che incantava soprattutto con le sue oscillazioni melodiche sul set di batteria. Non c’è da stupirsi che ancora oggi sia uno degli ex collaboratori di Zappa più amati e più ricercati.

“Find Her Finer”, di impronta blues rock, è una burlesque divertente, con testo dedicato al tema satirico preferito di Frank: i rapporti (non sempre riusciti) tra i sessi e i relativi cliché. Un altro pezzo di struttura piuttosto semplice, con l’approccio vocale volutamente smorfioso e pungente di Frank, l’armonica di Beefheart, un ritmo ondeggiante “alla cowboy” e le voci di sottofondo. Segue l’ottimo strumentale “Friendly Little Finger”, un vero bocconcino per chi ama di più gli esperimenti avant-rock di Frank (su questo album se ne trova giusto un assaggio). Dopo un’introduzione con passaggi di marimba dal suono orientaleggiante arriva l’assolo di chitarra orgasmico di Frank, con corse selvagge su e giù per le scale, che annuncia già il futuro mentore di uno dei grandi eroi della chitarra degli anni ’80.

Dopo la chiusura “funebre” del pezzo precedente arriva l’hard rock scatenato “Wonderful Wino”, che Frank ha scritto con un ex collaboratore, Jeff Simmons, ex membro dei The Mothers Of Invention, poi partito per una breve carriera solista. Uno dei pezzi più duri della carriera di Frank poggia su un riff di chitarra tagliente, passaggi di batteria melodici e creativi, sassofono e il canto di Frank, che stavolta è più un recitato con allusioni ad alcuni bizzarri eventi della fine dei ’60.

Poi il classico “Zoot Allures”, la title track, che farà impazzire soprattutto chi ha un debole per il periodo jazz rock fusion di Frank: è un’ottima fusione di elementi jazz e rock, con eleganti passaggi di tastiera, ottime improvvisazioni di basso e chitarra e strepitosi cambi di batteria. Questa squisitezza forse mostra nel modo migliore lo straordinario perfezionismo strumentale di questa incarnazione della band di Frank, perché (cosa stranissima) non contiene nessuna incursione comica.

La burlesque boogie-woogie finale “Disco Boy” è anch’essa un classico di Zappa, ed è allo stesso tempo un’ottima satira sul boom della disco di allora, ma più che sulla musica in sé, sulla cultura disco e sull’esibizionismo eccessivo degli innamorati della disco. Anche se in casi simili Frank usava spesso gli elementi del genere musicale al centro della sua satira, qui non si tratta di una fusione disco rock ma di un rocker boogie burlesco, che senza gli elementi burleschi piacerebbe anche a qualche Status Quo. Sul classico ritmo boogie ondeggiante dell’inizio si innesta un riff spiritoso, che nel ritornello, con i dovuti cori da clown, prende finezze ritmiche molto più creative. Ancora una di quelle creazioni di Frank che possono conquistare senza problemi un pubblico più ampio, e di cui ne ha create molte più di quante in genere se ne rendano conto.

“Zoot Allures”, uno dei dischi più accessibili di Frank, è perfetto per chi non osa affrontare i suoi album più sperimentali e per chi non sa da dove cominciare a scoprirlo, e di solito si tratta di amanti dell’hard rock e del rock classico. L’accento hard rock e le strutture melodiche prevalenti nella maggior parte dei pezzi gli hanno portato, già all’uscita, un’eco non trascurabile fuori dalla solita cerchia dei fedeli seguaci di Zappa. Certo, lontanissimo dai vertici delle classifiche, ma resta comunque tra i lavori commercialmente più interessanti di Frank. Il maestro, ovviamente, non è rimasto a lungo fermo sulle forme hard rock, visto che già nei dischi successivi ha ripreso (di nuovo) la strada verso idee più sperimentali, l’avanguardia, il prog rock e il buon vecchio jazz rock fusion. “Zoot Allures” non è privo di difetti (i nastri registrati in camera da letto si potevano tranquillamente risparmiare), ma resta un disco straordinariamente equilibrato, con un’abbondanza di momenti spassosi del comic rock unico di Zappa.

Formazione

Frank Zappa – chitarra, basso, tastiere, voce, cori
Terry Bozzio – batteria, cori
Davey Moiré – voce (1), cori, ingegnere del suono
Andre Lewis – organo, cori
Roy Estrada – basso, cori
Napoleon Murphy Brock – sassofono, cori
Ruth Underwood – sintetizzatore, marimba
Captain Beefheart – armonica (5)
Ruben Ladron de Guevara – cori (5)
Dave Parlato – basso (8)
Lu Ann Neil – arpa (8)
Sparky Parker – cori (9)

Produzione

Frank Zappa

Tracklist

1. Wind Up Workin’ In A Gass Station
2. Black Napkins
3. The Torture Never Stops
4. Ms. Pinky
5. Find Her Finer
6. Friendly Little Finger
7. Wonderful Wino
8. Zoot Allures
9. Disco Boy

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