5×5 Live
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Simple Minds
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 2012
Durata: 138:07
Voto: 5/5
Arriva il momento… Semplicemente te lo compri. Il momento di goderti i frutti di quanto seminato in passato. Da signore. In grande stile. Con l’unico scopo del puro piacere e del divertimento. E decidi di condividere tutto questo con i tuoi fan più fedeli. Con quindici album in studio in saccoccia e una carriera di grande successo commerciale che va avanti quasi senza interruzioni dal 1977. Signore e signori, i Simple Minds.
Nel 2011 ai ragazzi è venuta l’idea di suonare dal vivo solo brani dei primi cinque album. A confermare questo desiderio è arrivato l’annuncio di un nuovo tour intitolato »5×5 Live«, partito nella terza decade di novembre 2011. Siccome alla EMI Records, già che ci sono, a far soldi non si dice mai di no, nella primavera del 2012 hanno sfornato un bel cofanetto con sei CD, dentro i primi cinque lavori in studio della band. Accidenti. Gli album sono cinque, ma i dischi sono sei. Qualcosa non torna. Gli album »Life in a Day«, »Real to Real Cacophony«, »Empires and Dance«, »New Gold Dream (81–82–83–84)« escono ciascuno sul proprio supporto, mentre stavolta l’album »Sons and Fascination« e »Sister Feelings Call« è spalmato su due dischi, il che fa sei in tutto. »Sons and Fascination« e »Sister Feelings Call« erano usciti nel 1981 insieme su un doppio vinile, e in seguito su un unico CD, per questo vengono considerati come il quarto album in studio. Un album solo, insomma.
Di questi album si può dire che, a cavallo tra la fine dei Settanta e l’inizio degli Ottanta, hanno avuto un peso enorme nello sviluppo, anzi nella graduale muta del punk, che attraverso la retorica dell’elettronica e dei synth si trasforma in una cultura rock unica, dalle sonorità new wave, e che ha presto fatto dei Simple Minds uno dei pilastri del post punk sulla scena. L’arrivo dei Simple Minds, come una delle band portanti del post punk rock, ha portato proprio in quel periodo una vera e propria mini rivoluzione nella musica rock, ha aperto nuovi orizzonti musicali e ha ispirato tantissime band più giovani, che hanno raccolto quel suono e l’hanno trasferito nel proprio linguaggio musicale.
È una mossa ambiziosa quella della band scozzese di punta del movimento new wave / post punk, oggi considerata tra i saggi della tradizione art rock più originale: decidere di suonare cinque brani da ciascuno dei primi cinque album in ogni data del tour europeo, tra il 14.02.2012 e il 04.03.2012. In totale quindi 25 brani a serata. I brani però sui due CD sono trenta in tutto, il che significa che i dischi contengono cinque pezzi extra, visto che il repertorio dal vivo cambiava un pochino da una sera all’altra.
Vecchi pezzi in una veste nuova, più matura, fresca e aggiornata. Non negli arrangiamenti. Solo in una colorazione più matura della forma esistente degli arrangiamenti, quella che conosciamo dai lavori in studio. I Simple Minds sono un quintetto. Cinque mattoni del suono, cinque entità. I contrasti tra loro sono messi in risalto in modo paritario, fortemente marcati, e alla fine dei conti compongono uno scenario sonoro ricchissimo, uno sfruttamento eccezionale del paesaggio sonoro. Che è scolpito rigorosamente alla »Simple Minds«. Soluzioni musicali brevi, semplici, ma di grande efficacia, che nel loro minimalismo di partenza raggiungono la massima portata espressiva secondo il principio del »meno è più«.
In tutti i decenni di carriera i Simple Minds si sono temprati fino a diventare musicisti eccezionali e una live band straordinaria, che oggi è indiscutibilmente famosa per la più alta perfezione sonora che un concerto, di una band qualsiasi, possa evocare. Quando la »Gretsch bianca come un falco« di Burchill (una simile la usa anche il chitarrista dei Rush, Alex Lifeson) taglia con un piazzamento sofisticato delle note attraverso un effetto sustain avvelenato, sostenuta dalle navigazioni sui sintetizzatori, tipiche del sound anni Ottanta, di Andy Gillespie, e ti abbandoni alla guida da cannone dei ritmi decisi e spesso ballabili di Mel Gaynor, bilanciati dal rombo tozzo e ruvido delle linee di basso di Ged Grimes, e come ciliegina sulla panna della coppa di frutta si aggiunge lo show vocale di Jim Kerr, l’incontro dal vivo con la statura musicale dei Simple Minds diventa fatale. Puoi solo amarli (o odiarli). Vie di mezzo non ce ne sono. Il loro carattere musicale è così riconoscibile e autonomo. Il centro di gravità di tutta la storia è ovviamente la figura vocale dell’unico Jim Kerr, che con gli anni matura come un buon vecchio vino. Il tipo non ha bisogno di nessun adattamento, tipo accordare più in basso gli strumenti che fanno da cornice all’accompagnamento della sua voce, nessun effetto speciale dietro cui nascondersi. Nessun trucchetto per »spremere« il pubblico e farlo cantare, mentre lui risparmia apposta energie in quei momenti dello show. La sua voce porta semplicemente in piena luce la cosa più elementare, quella che trascina chi ascolta in un’avventura unica con la musica dei Simple Minds. Passione e carica emotiva. E questi due elementi in Kerr con gli anni non fanno che approfondirsi, raggiungono un effetto ancora più grande attraverso l’interpretazione e conquistano in modo ancora più contagioso. Kerr è eccezionale. Voce erotica, a tratti spinta in falsetto in una narrazione sussurrata, che riempie generosamente lo spazio di un senso finemente definito del dare vita all’emozione scelta, come impone il messaggio della musica dei Simple Minds.
I brani sui due dischi sono mescolati tra loro. Non seguono l’ordine cronologico. La sensazione che la band si diverta un mondo a interpretare pezzi che non suonava più da decenni, fino a questo tour, è fortissima. Non le puoi sfuggire. Ti conquista subito con la sua naturalezza e autenticità. Su questo documento live tutto funziona alla perfezione. Senza peli sulla lingua, i brani ti entrano sotto la pelle molto più intensamente di quanto riescano a fare, per effetto atmosferico, gli originali in studio.
»5×5 Live« è un capolavoro dal vivo che può partorire solo una band abbastanza matura, che funziona in modo compatto nella propria missione e dove la simbiosi tra i mattoni della sua cultura musicale è, per così dire, perfetta. Mentre si scrivono queste righe di un’altra recensione, i Simple Minds hanno pubblicato una nuova compilation intitolata »Celebrate: The Greatest Hits«, in un cofanetto simile a quello di »X5«, con due brani completamente nuovi, hanno inoltre confermato un nuovo tour britannico, seguito da uno europeo, e da lì partiranno alla volta di qualche altro continente. E ci mancherebbe altro che le aspettative dei fan della band per l’uscita di un nuovo documento live non fossero più che giustificate. Vista la forma eccezionale dei Simple Minds, che irradia dal manifesto intitolato »5×5 Live«, è chiaro che per una mossa del genere il momento giusto è adesso! Difficile trovare una tale raffinatezza in un documento live, per come crea contrasti sonori straordinari tra i cinque mattoni della cultura musicale della band, capace di accendersi con un raccolto così pieno! I Simple Minds sanno farlo e basta!
Quelli di voi più »modesti« e solo »curiosi«, o a cui mancano i primi album in studio della band, sappiate che « 5×5 Live« è il cerotto giusto per le crepe nelle vostre collezioni di CD. E se poi i Simple Minds serviranno anche un altro album dal vivo, dedicato all’esecuzione del repertorio »Greatest Hits«, non dovrete più rimpiangere né gli album in studio mancanti né le compilation »best of«.
Formazione
Jim Kerr – voce
Charlie Burchill – chitarra, tastiere
Andy Gillespie – tastiere
Ged Grimes – basso
Mel Gaynor – batteria, percussioni
Produzione
Simple Minds
Tracklist
CD 1:
1. Intro
2. I Travel
3. Thirty Frames A Second
4. Today I Died Again
5. Celebrate
6. Life In A Day (bonus track)
7. Calling Your Name
8. Scar
9. King Is White And In The Crowd
10. Hunter And The Hunted
11. Wasteland (bonus track)
12. Love Song
13. This Fear Of Gods
14. Pleasantly Disturbed (bonus track)
15. Room
CD 2:
1. The American
2. 70 Cities As Love Brings The Fall
3. In Trance As Mission
4. Sons And Fascination
5. Sweat In Bullet
6. Changeling
7. Factory
8. Big Sleep
9. Premonition
10. Promised You A Miracle
11. Someone Somewhere In Summertime
12. Theme For Great Cities
13. Glittering Prize
14. Someone (bonus track)
15. Chelsea Girl (bonus track)
16. New Gold Dream (81-82-83-84)