Quando è stata l’ultima volta che Andrej ha “šifrerato” qualcosa per la prima volta? (2006)

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Luogo: Lubiana (Slovenia), Cankarjev dom
Data del concerto: 17.10.2006
Spettatori: 3000
Prezzo del biglietto: 4.800,00 SIT

Eh già. Nemmeno in sogno! Io, lì? A un concerto di Šifrer? Ehi, qualcuno sta male? Madonna, che strana sensazione prima di entrare in sala. Sellato in “jeans” da capo a piedi. Tutt’intorno un brulicare di papà e mamme infilati nei vestiti più costosi, in perfetta sintonia con le regole sacrosante del sacrosanto bon ton da frequentatori delle sale della Gala hala (mancavano solo i barboncini rasati e i chihuahua). Di solito arrivi, ordini una birra, ti butti in una chiacchierata rilassata con gli amici, la band attacca e la festa parte. Qui invece sedie, divieto di fumo, moquette per terra,…

Non frequento questi giri, quindi prima del concerto mi sentivo solo come non mi capitava da un pezzo. Andrej Šifrer e i suoi 30 anni di carriera musicale! Ne passa di tempo… Non è mica passato tanto da quando un ragazzo barbuto, in maglioni Rašica e jeans Elkroj attillati, strapazzava la chitarra e faceva divertire anche noi, ancora mocciosi! Noi ragazzi negli scout volevamo tutti padroneggiare il suo repertorio e alcuni ci riuscivano pure. Eh sì! Era ancora prima di Pearl Jam, Nirvana e Red Hot Chilli Peppers. Tempi spensierati della defunta Jugoslavia.

Il tipo che rompe il ghiaccio con il suo sorriso contagioso e la sua mente brillante, che sparge rime spiritose nel parlare di ogni giorno, come se niente fosse, ha organizzato una serata davvero speciale per un popolo affamato di pane e giochi. Stavolta niente maglioni Rašica. Scarpe lucide, un’acconciatura simmetrica, ordinata e ormai ingrigita, guance fresche di rasatura, nessuna chitarra in mano, semmai una rosa in bocca. Eppure una cosa è rimasta uguale dopo tutti questi anni. Il sorriso, quel fascino positivo di Andrej, che è riuscito a conservare dentro di sé come un bambino piccolo che spunta sempre fuori per illuminare la folla carica di acciacchi e preoccupazioni quotidiane, per rischiararle e abbellirle la giornata, è rimasto intatto. E anche stavolta è andata così.

Era una sensazione davvero strana, e tuttavia autentica, di solennità. L’ho sentita ancora di più perché ero arrivato “ieri” fresco fresco dall’Ortobar, dove i metallari estremi Wartune e Lycanthrope avevano venerato il diavolo, ma l’occasione si è presentata e ho afferrato il biglietto che mi si è piazzato sulla strada di un nuovo divertimento.

Per condurre un repertorio così fittamente stipato Andrej aveva bisogno di un’assistente speciale, la simpatica Alenka Tetičkovič, che ogni cittadino della Repubblica di Slovenia dignitosamente istruito dovrebbe conoscere dalla serie TV Naša Mala Klinika. La magrissima Alenka a un capo del palco, con la sua figura decisamente (troppo) allampanata, e le due coriste di Andrej all’altro capo, che con la cubatura del loro décolleté disegnavano veri panorami sulle vaste pianure della fertilità, insieme hanno messo in scena in modo perfettamente plastico l’intera tavolozza di contrasti del mondo femminile sloveno.

Subito all’inizio hanno infiammato il pubblico Murat & Jose, che hanno “campionato” alla grande il pezzo di Šifrer To se govori. Tra un nome risonante e l’altro degli artisti ospiti, ciascuno arrivato col suo numero per rendere omaggio ad Andrej nel suo giubileo, e tutti coinvolti in qualche modo in vari progetti della sua carriera o nella realizzazione dell’attuale raccolta di Šifrer “Kdaj si zadnjič kakšno stvar naredil prvič?”, abbiamo assistito a un’atmosfera eccezionale per 2 ore e mezza! Andrej, insieme alla sua assistente, tra un brano e l’altro ha sfoderato parecchie battute argute e più di una volta ha fatto ridere di gusto i presenti. Il culmine del concerto è stato sicuramente l’esibizione di Cristopher Cross, vincitore di cinque Grammy e di un Oscar, che con Ride Like A Wind ha fatto felice forse persino qualche rocker che, come me, quella sera era finito del tutto per caso e senza sospettare nulla nella Linhartova dvorana. Un momento speciale lo ha regalato anche Eugene “Hideaway” Bridges, che per la sua stazza all’inizio ha fatto fatica a mettersi la chitarra a tracolla, ma poi ha entusiasmato la sala padroneggiando quasi alla perfezione Zoboblues in sloveno. Un momento molto carico di emozione l’ha creato anche Andrej in persona, quando ha suonato un medley di classici insieme al produttore dei suoi primi tre dischi, Dave Cook, che lo accompagnava alla chitarra. Purtroppo questi pezzi si sono ritrovati sotto la tortura di un unico schema ritmico e la roba in certi punti suonava piuttosto piatta rispetto agli originali. Andrej avrebbe dovuto mettersi la chitarra a tracolla almeno in quella parte del concerto. Più di una volta, infatti, non sapeva che farsene delle mani, armato solo di un microfono su asta. La sua rigidità l’avrebbe risolta senza dubbio, almeno in parte, dando una chance anche alla sua chitarra, e così avrebbe portato nel concerto quel pizzico di autenticità che aveva un tempo, e il pubblico l’avrebbe accolto senza dubbio con ancora più entusiasmo.

Il suono? Del tutto soddisfacente. Subito all’inizio Zuljan ha avuto problemi con l’amplificazione della chitarra, come se i rapper chitarrofobici Murat & Jose, con l’energia del pensiero, nel pezzo d’apertura “To se govori” avessero messo fuori uso la chitarra togliendole qualsiasi ruolo. Poi però è andato tutto ok. Il succo era qui. Vera energia positiva ovunque. Il lungo repertorio è volato via in un lampo. Alla fine abbiamo riso fino alle lacrime sui versi della divertente Zmigaj telo e spero che il suo testo riduca il numero di anoressiche “fine mivke” in Slovenia. Nel bis è arrivata anche Za prijatelje e noi in sala ci siamo messi le mani sulle spalle e abbiamo ondeggiato tutti insieme durante il brano, mentre sul palco, oltre ad Andrej e alla sua band, salivano anche tutti i musicisti ospiti. Se gli sloveni fossero più spesso così uniti! Il concerto di Andrej Šifrer, dal punto di vista rock, non ha niente di speciale, lui sa bene perché, ma con un cast del genere di ospiti noti e stimati, uno fa fatica a resistere alla tentazione di andare a togliersi la curiosità.

Formazione:
Andrej Šifrer – voce
Katja Koren – cori
Darja Drobnič – cori
Patrik Greblo – tastiere
Aleksander Sašo Gačnik – tastiere, fisarmonica
Bor Zuljan – chitarre
Nikola Sekulovič – basso
Tomi Purič – batteria

Ospiti:
Christopher Cross – voce, chitarra
Beth Wood – voce, chitarra
Steve Wood – voce, tastiere
Dennis Seaton – voce
Eugene “Hideaway” Bridges – voce, chitarra
Gerry Doyle – voce, violino
Gerry O’Connor – voce, banjo
Jem Cook – voce
Dave Cook – voce, chitarra
David Clarke – chitarra
Graeme Hamilton – tromba
Murat & Jose – voce

Scaletta

1. Bučke (To se govori) 2. Kdaj si zadnjič kakšno stvar naredil prvič 3. You Draw Me With Your Scent (Kako mi zadišiš) 4. You Can’t Hurry My God 5. Party Tonight (Na žur) 6. Pass The Dutchie 7. Father (Oče) 8. Ego 2 9. Ride Like A Wind 10. Sailing 11. Arthur’s Theme (Best that you can do) 12. Be The Light 13. All Right 14. Medley: Bil sem mlad / Moje miške / Martinov lulček / Stoj Marija / Vse manj je dobrih gostiln 15. Eva’s Lullaby 16. Keep On 17. Zoboblues 18. In Your Arms Tonight 19. Givin’ Up On Love 20. Dirty Old Town 21. Wild Rover 22. Molly Malone 23. Zmigaj telo —bis— 24. Za prijatelje

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