United
Artista: Dream Evil
Etichetta: Century Media
Uscita: 2006
Voto: 3.5/5
United? Mah,.. Il disco si chiama “Uniti” (Assemblea del lavoro metallaro unito): sarà finalmente l’annuncio di una squadra solida, in cui la line-up non cambia da un disco all’altro? Stavolta l’ottimo ex batterista dei King Diamond Snowy Shaw è stato sostituito sul nuovo album dal batterista Pat Power, mentre Gus G, passato ai greci Firewind, ha trovato un erede in Mark Black.
“United”. Niente di nuovo, nemmeno dopo i cambi di formazione. I Dream Evil continuano a ricordare gli svedesi Primal Fear. Cioè riff di chitarra semplici e aperti, spinti con decisione in avanti nella produzione ma con meno ferocia cruda rispetto ai tedeschi citati; anche la voce, pur essendo limpida, con un piglio rigorosamente autoritario e sicuro di sé, porta più melodia e non è aggressiva come quella dei Primal Fear. Da qui il passo è breve: i pezzi sono di nuovo tutti inni, perfetti per scatenare l’inferno nei palasport, perché le melodie ti entrano in testa da sole. Schemi prevedibili, insomma, eppure con un pizzico di “personalità propria”, come dico io: “i Primal Fear svedesi”. “United” offre quindi ancora una volta musica pensata per il fedele zoccolo duro di fan della band, abituati ai primi tre dischi dei Dream Evil, perché anche con “United” i Dream Evil restano esattamente dov’erano. Power metal dritto “calcio in faccia”, che qua e là – in modo davvero sporadico, nelle linee melodiche – scivola volentieri nella forma del classico hard rock da Padre Nostro. Soprattutto le linee vocali amano fare l’occhiolino a Ronnie James Dio, anche se, come detto, tra tutti i paragoni possibili restano più vicine a quelle scritte dai Primal Fear. Tra i pezzi spicca la potente power ballad Love Is Blind, dove la padronanza tecnica unita all’approccio sentito della band nel suo insieme brilla ancora di più. Per il resto, lasciati andare a un power metal incandescente e ruggente che, lungo tutto il disco, senza momenti deboli, distribuisce schiaffoni metal efficaci già al primo ascolto.
Un’attrattiva speciale del disco è la brillante cover della canzonetta vincitrice dell’Eurovision dell’anno scorso, firmata dalla popstar greca Helena Paparizou, intitolata My Number One, in cui melodie gitane e ritmi orientali si intrecciano in modo accattivante con approcci metal classici. Per i palati fini è troppo prevedibile e troppo morbido, ma per gli amanti del classico e i devoti della melodia power metal condita con forza bruta è un album che merita attenzione. Anche voi fan dei Primal Fear vi sentirete del tutto a casa con “United”.
Formazione
Niklas Isfeldt – voce
Mark Black – chitarra
Fredrik Nordström – chitarra
Peter Stålfors – basso
Pat Power – batteria
Produzione
Fredrik Nordström
Tracklist
1. Fire! Battle! In Metal! (3:10)
2. United (3:33)
3. Blind Evil (4:22)
4. Evilution (4:28)
5. Let Me Out (4:28)
6. Higher On Fire (4:22)
7. Kingdom At War (3:10)
8. Love Is Blind (4:46)
9. Falling (4:01)
10. Back From The Dead (4:23)
11. Doomlord (4:42)
12. My Number One (3:09)
Durata dell’album: 48.55