Vlatko e soci riesumano a Lubiana il loro piccolo lessico di Leb i soliranja (2006)

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Luogo: Cankarjev Dom / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 12.12.2006
Numero di spettatori: 0
Prezzo del biglietto: 7200, 6000, 4500, 3200, 3000 SIT (30'05; 25, 18'78, 13'35, 12'52 €)

Autore: Klemen Polimac – il leggendario Poli

Le leggende sono di nuovo tra noi. Tre decenni a sferruzzare per le nostre orecchie, e ancora cuciono come una Singer. Sicuro candidato a concerto dell’anno da queste parti. Ci hanno regalato 2 ore e mezza di gioia. Solo classici! Veni, Vidi, zaSoli!

Quest’anno i ragazzi hanno spento 30 candeline (il sale è stato sparso sul pane il 1.1.1976), il loro ultimo concerto insieme prima di questo tour risaliva a 11 anni fa (13.12.1995), insomma, tempo di (ri)unirsi, almeno per un po’!

Hanno preparato un vero piccolo lessico di Leb i soliranja (leggi: la set list), partendo da Aber Dojde Donke e poi, un passo alla volta, uncinettando dalla preistoria fino alla storia più recente della band. Se hai il loro doppio ”best of” ”Anthology”, hai riconosciuto quasi tutti i pezzi, tranne i tradizionali Raspukala Šar Planina (registrato lo scorso settembre allo Studiu Tra, La, La di Skopje) e Ajde Sonce Zajde. Visto l’enorme numero di pirati nella terra di Alessandro il Macedone, i Leb i Sol hanno deciso di vendere il doppio CD e il DVD ”30th Anniversary Tour – Live in Macedonia”, registrati all’inizio di questo tour a Ocrida e a Bitola, solo durante il tour: non lo troverai da Big Bang o da Müller… ”Non fraintendetemi, questo non è un EPP, è solo qualcosa per i nostri fan” ha detto Vlatko, che peraltro registra tutte le esibizioni. Nemmeno il doppio ”Anthology” è una pubblicità per loro da parte mia, ma lo consiglierei a chiunque non conosca ancora la ricca eredità di queste leggende macedoni.

Tutti e quattro hanno avuto i loro immancabili momenti solisti e hanno entusiasmato, peccato solo che Vlatko non abbia soliato un po’ più a lungo, perché mi stava portando in trip… È ancora nella cerchia ristretta dei virtuosi della chitarra, anche se qui la mia dolce metà mi dà una gomitatina nelle costole aggiungendo che ormai sono dei professionisti troppo navigati e che tra loro non si sente la chimica.

Vlatko avrebbe potuto prendersi un po’ più di tempo e cantare certi pezzi con più sentimento, ma dato che i ragazzi hanno in gran parte materiale strumentale, la cosa non ha dato troppo fastidio. Quando verso la fine sono arrivati i pezzi più ”allegri”, Vlatko ha ballato su e giù per il palco, e come ”fazzoletto” gli è servita la set list, che poi ha passato a una giovane ”pioniera” delle prime file del parterre, arrivata di corsa a prendere il testimone (con un sorriso da qui a Tokyo). A quanto pare quella sera aveva davvero un surplus di energia, e anche il pubblico (almeno la parte femminile, che in buona parte si è alzata in piedi e ha cominciato a dondolarsi in modo birichino – scherzo, eh) ha risposto meglio ai pezzi allegri, anche se proprio tutti i brani, dal primo in poi, sono stati accolti da applausi scroscianti e da qualche urlo ”Vlatko, care!”

Il pubblico ha mostrato anche un po’ di iniziativa, e durante uno dei pezzi più tranquilli (Čuvam Noć Od Budnih) nella mia fila si sono accese le ”stelline scintillanti” (sai, quelle di Capodanno). Ma figurati se non arrivavano in un lampo i buttafuori del Cankarjev Dom, e il private party è finito lì (chissà se i Leb i Sol si sono accorti di questo sfogo emotivo).

Non sono mancati nemmeno gli applausi del pubblico nel celebre ritmo ”jen dva tri, jen dva, jen dva, jen dva tri,…” (Jovano, Jovanke). E un ottimo light show, tra cui anche un sole macedone giallo-rosso che ogni tanto girava per la sala.

Al posto dei vecchi accendini old-school, su richiesta di Vlatko abbiamo acceso i cellulari e ci siamo creati un cosmo tutto nostro… Uči Me Majko, Karaj Me. Alla fine, inchino collettivo.

Per tutti i ritardatari c’è ancora una data, davvero l’ultima: Belgrado, 28.12.2006. Chissà se si rimetteranno mai insieme…

P.S. Quando a casa ascolto l’album di questo tour di cui sopra, e considerando che è stato registrato nell’antico teatro di Ocrida e nell’anfiteatro di Eraclea a Bitola, non posso non pensare alla leggendaria eredità dei Pink Floyd di ”Live in Pompei”, una registrazione in un contesto simile, con la differenza che i Pink Floyd lo fecero al loro apice, mentre i Leb i Sol dopo dieci anni dallo scioglimento della band (tra l’altro, qualcuno ha definito i Leb i Sol i Pink Floyd dei Balcani, cosa che a Vlatko fa piacere e con cui si dice d’accordo). Se i Floyd potevano permettersi di suonare in un’arena vuota, ora a quanto pare è il momento della allegra compagnia e del divertimento. Il grande interesse e la risposta a questo tour mostrano che non ci siamo ancora stancati di loro e che la reunion (anche se solo per un tour breve) è la cosa giusta al momento giusto. Chi se l’è perso, si morda pure le orecchie!!!

Scaletta

1. Aber Dojde Donke
2. Devetka
3. Kokoška
4. Nisam tvoj
5. Marija
6. Akupunktura
7. Kako ti drago
8. Talasna dužina
9. Dikijeva igra
10. Ručni rad + assolo di batteria
11. Kumova slama
12. Ajde sonce zajde
13. Živa rana
14. Skakavac
15. Kalabalak
16. Jovano, Jovanke
17. Uči me majko, karaj me
18. Čuvam noć od budnih
19. Mamurni ljudi

— 1° bis —
20. Čukni vo drvo
21. Kao kakao

— 2° bis —
22. Raspukala Šarplanina
23. Skopje

formazione:

Vlatko Stefanovski – chitarra, voce
Garabet “Garo” Tavitijan – batteria
Nikola “Koki” Dimuševski – tastiere, voce
Bodan Arsovski – contrabbasso elettrico, basso, voce

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