Sbarco canadese-tedesco al VPK Mediapark: Quo Vadis/Fear My Thoughts/Neaera/Kataklysm
Autore: Rok Klemše
Luogo: Lubiana
Data del concerto: 16.01.2007
Numero di spettatori: 300
Prezzo del biglietto: 20 euro (4792.80 SIT)
La stagione dei concerti 2007 è partita anche da noi, almeno dalle parti del metal! E già in apertura d’anno ci aspettava una vera delizia death metal. Master of Metal ha portato nelle nostre lande il tour, di cui si è parlato un sacco, delle leggende canadesi del death metal Kataklysm, accompagnate da ben tre band di supporto – Quo Vadis, Fear My Thoughts e Neaera. Personalmente non vedevo l’ora di vedere i campioni del death metal tecnico Quo Vadis, ma ero curioso anche dei Kataklysm. Ma andiamo con ordine.
Quo Vadis:
Sul palco sono saliti per primi, qualche minuto dopo le otto, i tecnicissimi Quo Vadis da Montreal. E hanno più che giustificato la loro fama di una delle migliori band di death metal tecnico! Peccato che, vista la scarsa popolarità della band da queste parti, la sala fosse praticamente vuota, ma i Quo Vadis hanno tirato fuori un’esibizione senza compromessi, di altissimo livello, sicura, FANTASTICA!!! Nonostante la sala semivuota, i canadesi hanno fatto impazzire la scena metal slovena. Nelle prime file non c’era un metallaro che non facesse headbanging, e i Quo Vadis suonano proprio la musica giusta per farlo. Un’esibizione tecnicamente cesellata fino all’ultimo dettaglio (anche se il chitarrista e leader della band Bart ha poi ammesso di aver fatto una piccola cappellata 🙂 e la giusta dose di comunicazione col pubblico da parte del cantante Stephan Pareja sono rimasti, almeno per i miei occhi e le mie orecchie, il punto più alto della serata. Ma i Quo Vadis non si fermano al growl brutale ma eccellente e ai riff e agli assoli incredibili che sprizzano dalle dita di Bart Frydrychowicz e MAG (Marc Andre Gingras)! No, una parte assolutamente alla pari la fa una delle migliori sezioni ritmiche del genere, se non addirittura di tutto il metal. Quello che il batterista Yanick Bercier combina sul suo drum kit sfiora i limiti delle capacità umane. Tecnicamente è senza dubbio uno dei migliori batteristi del metal, e coi Quo Vadis si è rivelato anche un ottimo autore, visto che è responsabile di alcuni dei testi migliori del gruppo. L’altra metà della sezione ritmica è la macchina da basso Dominic Lapointe, al basso fretless! Anche se sull’ultimo disco dei Quo Vadis, Defiant Imagination, il basso l’ha suonato il grande Steve DiGiorgio, Dominic non si fa certo spaventare e porta avanti linee di basso difficilissime come se niente fosse. Un piccolo neo, forse, va all’audio della voce, un po’ scarso: a tratti si sentiva troppo poco. In termini di qualità, i Quo Vadis meritavano il posto da headliner, perché una mezz’oretta e cinque pezzi suonati sono decisamente troppo pochi per una band come i canadesi Quo Vadis! Però posso dire che per quella mezz’ora è stata una vittoria totale e uno dei migliori concerti che mi sia capitato di vedere alla Kokoška! (L’intervista ai Quo Vadis la potrete leggere tra pochissimo su Rockline)
Fear My Thoughts:
I cinque tedeschi hanno da poco pubblicato il disco Vulcanus (la recensione la trovate anche sulle pagine di Rockline) e un tour così grosso gli è capitato proprio a fagiolo. Non potevano desiderare una promozione migliore. Personalmente Vulcanus mi aveva lasciato piuttosto ottimista e speravo che i ragazzi se la cavassero altrettanto bene sul palco. In parte ci sono riusciti. Perché in parte? La voce di Mathias Ockl ha deluso un po’. Se su disco sfoggia un ricco arsenale di tecniche vocali, dal growl profondo agli scream fino al canto pulito, dal vivo ha offerto di tutto questo solo uno scream nella media, e anche le voci pulite si sentivano malissimo. L’audio degli strumenti era buono, le linee di chitarra e la sezione ritmica si sentivano bene. Personalmente a farmi ribollire il sangue sono stati i pezzi nuovi, soprattutto Accelerate or Die e Accompanied by Death, mentre i pezzi più vecchi mi hanno lasciato piuttosto freddo. I Fear My Thoughts, infatti, sono partiti come band hardcore, sono passati dalle parti del metalcore e ora sono quanto di più vicino al suono gotemburghese del death metal melodico, e secondo me sono proprio i pezzi più recenti i favoriti dal vivo. Capita spesso che una band convinca davvero solo dal vivo dopo aver lasciato un retrogusto amaro con il disco, ma stavolta, almeno per me, è andata esattamente al contrario. Tutto sommato è stata comunque un’esibizione del tutto corretta: i ragazzi sono ancora all’inizio del loro percorso e hanno tempo per limare i loro show. Anche i Fear My Thoughts, dopo mezz’ora, hanno chiuso il loro primo concerto da noi.
Neaera:
Nelle prossime righe i fan della band tedesca Neaera molto probabilmente non saranno d’accordo con me, ma abbiate un po’ di pazienza 🙂 Cosa diavolo ci facessero i Neaera come spalla dei Kataklysm, e come sia possibile che i Quo Vadis suonino prima di loro, non mi è proprio chiaro. I Neaera starebbero meglio a un concerto hardcore a Metelkova che a un concerto death metal. I Neaera sono la prova lampante di come la produzione possa rattoppare le lacune del materiale scritto: dal vivo i tedeschi suonavano molto confusi, e anche la voce non andava oltre lo strillo. Quella sera i Neaera hanno addirittura girato un video per il programma MTV Headbanger’s Ball, e molto probabilmente anche per questo hanno avuto una risposta ottima dal pubblico. Mi chiedo se il pubblico avrebbe reagito così anche senza. Però va riconosciuto che si vede che i ragazzi sul palco si divertono. Anche il frontman Benjamin ha fatto egregiamente il suo lavoro: ha spronato il pubblico a moshare e a fare crowd surfing, e gli è perfino riuscito di mettere in piedi il famoso “wall of death”. Il pezzo che ha scaldato di più il pubblico è stato la title track del secondo disco (finora i Neaera hanno registrato due album), Let the Tempest Come. Anche per i Neaera va detto che il set l’hanno portato a casa in modo molto corretto, ma spero comunque che chi sceglie le band di supporto in futuro ci pensi due volte prima di prendere decisioni del genere.
Kataklysm:
Verso le undici di sera è arrivato quello che la maggior parte del pubblico stava aspettando, con la sala ormai bella piena. Era il turno degli headliner della serata, i campioni canadesi del death metal, i Kataklysm. I canadesi suonano dal vivo da oltre 10 anni e si sente eccome nella loro esibizione. Allo stesso tempo, a quanto pare tornano molto volentieri in Slovenia. In pochissimo tempo si sono esibiti da noi già per la seconda volta, e il concerto di mercoledì si è rivelato molto meglio di quello al Metalcamp 2006. Stavolta i Kataklysm sono partiti per uno dei loro tour più lunghi: in cinque mesi toccheranno ben 22 paesi, e avevano promesso anche una scaletta con pezzi rari o mai suonati dal vivo. Il tour The Road to Devastation li ha portati anche da noi. Già dopo il primo pezzo si preannunciava una vera festa death metal. Maurizio si è dimostrato un ottimo frontman e ha stabilito un contatto autentico col pubblico sloveno, che ha mostrato perché la Slovenia sta tanto a cuore ai canadesi. I Kataklysm ci hanno offerto un ampio spaccato dell’intera carriera, anche se avrei aggiunto qualche pezzo in più da Epic o The Prophecy. Ciò nonostante, pezzi come Illuminati, Ambassador of Pain, Like Angels Weeping, Serenity in Fire dal vivo ammazzavano letteralmente. I Kataklysm dal vivo sono dei veri demolitori! Ammetto che personalmente non sono proprio un patito del death metal classico, ma i Kataklysm mi hanno convinto.
I Kataklysm ci hanno salutato con il fantastico, tragico ed epico mid-tempo The Road to Devastation, annunciando una sorpresa speciale per la prossima visita. Per scoprire di che sorpresa si tratti, però, dovremo aspettare ancora un po’.
L’esibizione del gruppo in una parola? Cataclismatica!
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