Bernard Fowler scaccia il cane cattivo a colpi di funk (2007)
Luogo: Bluesiana Rock Caffee / Velden am Wörthersee / Austria
Data del concerto: 04.03.2007
Numero di spettatori: 120
Prezzo del biglietto: 28,00€
Capita, di tanto in tanto, di venire a sapere di una cosa all’ultimo minuto. Oppure un filino prima dell’ultimo minuto, e allora ti dici: “Vediamo come mi gira verso sera.” Tutti quelli che provi a tirare dentro per una serata a zonzo nella Carinzia austriaca, a Velden am Wörthersee (da noi semplicemente Vrba, in Carinzia), non sanno dirti chiaro e tondo se ci stanno o no. Ma non è certo un ostacolo, perché se le stelle e la luna si allineano come si deve e la noia ti mangia vivo senza pietà, non c’è nessun motivo valido per restartene a casa a rimuginare e a ripiombare di nuovo nelle solite abitudini (e nei soliti vizi). In poco più di un’ora di macchina (dritta: passa dal valico del Loibl, così non paghi il tunnel delle Caravanche!) da Lubiana arrivi a Velden, in Carinzia.
Il motivo principale era senza dubbio l’evento live! L’esibizione di Bernard Fowler e dei Bad Dog! Il secondo motivo, di sicuro, il localino adorabile – il Bluesiana Rock Caffee, la vera meta per tutti i fedelissimi del vero Blues!
Bernard Fowler è un musicista stimatissimo e riconosciuto, che in passato ha prestato la voce ai dischi di nomi altisonanti come Ryuchi Sakamoto, Gill Scott-Heron, Sly & Robbie, Material, Bootsy Collins, Duran Duran, Herb Alpert, Paul Carrack, Yoko Ono e, tra tutti, il nome più altisonante in assoluto: The Rolling Stones. Bernard ha inoltre collaborato, come corista o come voce principale, ai dischi solisti di praticamente tutti i membri dei The Rolling Stones.
Ma il tipo non ha soltanto una voce straordinaria: è anche un polistrumentista, che se la cava col trombone, con le percussioni e con le tastiere. Questi suoi talenti sono stati sfruttati a dovere nei loro dischi da Ron Wood, Stevie Salas, The Rolling Stones, Living Colour e Herbie Hancock.
Il carismatico Bernard è arrivato a Velden insieme ai Bad Dog, formati da Skip McDonald aka “Little Axe” (Little Axe) alla chitarra, Keith LeBlanc (Little Axe) alla batteria e dal sempre spettacolare e focoso bassista Doug Wimbish, membro dei Living Colour, che nella sua carriera ha collaborato anche con nomi come Madona e Mick Jagger (The Rolling Stones). Questi tre, insieme a Fowler, nel tour europeo del marzo 2007 hanno presentato l’ultimo album solista in studio di Fowler, intitolato “Friends With Privileges” (2006).
Detto per inciso, “Friends With Privileges” è già di per sé una vera leccornia, con una sfilza di nomi interessanti che ci hanno messo del loro: Stevie Salas, Ron Wood, Steve Lukather, Ivan Neville, Doug Wimbish, Will Calhoun, Darryl Jones, Simon Phillips, Lisa Fischer, Weddy Wachtel, Kid Rock.
Se qualcuno se lo ricorda, il trio Little Axe, con Skip “Little Axe” McDonalds, Doug Wimbish e Keith LeBlanc, l’avevamo già potuto vedere all’Orto Bar di Lubiana a metà maggio di due anni fa! Wimbish, poi, in Slovenia era già passato due volte con i Living Colour (Hala Tivoli, giugno 1993 e Rock Otočec, luglio 2001). E ovviamente stavolta, con Fowler, hanno suonato tutt’altra musica. Soprattutto meno esperimenti alla Little Axe (in particolare meno cortine sonore di delay da parte di Wimbish) e più audacia diretta, erotismo e arroganza, quelli che portano con sé funk, R&B e rock.
Il concerto di Bernard Fowler & Bad Dog al Bluesiana Rock Caffee aveva poi un peso tutto particolare, perché segnava il 20° anniversario della Bluesiana!
Scocca l’ora delle 21:30 e sul palco il quartetto attacca. Un’essenza di funk carica di dinamite, a tutto spiano. La temperatura sale in fretta, il pubblico si dimentica sempre più della birra e dei strukli al formaggio conditi col pangrattato, e la magia di un funk beat che spara a cannonate prende piano piano il controllo totale del locale. Il signor Fowler ha messo in ombra con la voce tutti gli altri.
Il tipo è un camaleonte. A tratti tira fuori una voce soul sottile e delicata, da far invidia allo stesso Stevie Wonder, ma soprattutto mi ha lasciato di sasso, tanto che ho dovuto pizzicarmi per assicurarmi di non sognare, quando è riuscito a cavar fuori praticamente una copia identica del timbro di Tina Turner. Fowler è esplosivo. Il minuscolo palchetto della Bluesiana, ovviamente, non bastava a lasciar vivere a pieno tutte le acrobazie e le buffonate di questo istrione scintillante, e neanche quelle della band. Già dalle prime battute il vento ha portato via da sotto il microfono il foglietto su cui Bernard si era appuntato qualche frase in tedesco austriaco per scaldare il pubblico; ha agitato microfono e asta come un Robert Plant a torso nudo nei suoi anni più sfrenati e un paio di volte si è praticamente steso a terra. Un’energia terrificante turbinava per il locale. Fowler è un frontman nato e un attore da palco eccezionale. Little Axe, alla sua destra, se la ghignava soddisfatto per tutto il concerto e, com’è nel suo stile, per buona parte dello show si è limitato a spostare il peso da un piede all’altro. Al contrario suo, alla sinistra di Fowler, Doug Wimbish andava fuori di testa! Il tipo aveva davanti ai piedi un’intera tavolozza di pedali per gli effetti, dietro di sé 4 enormi casse di altoparlanti, con due amplificatori collegati in serie! Doug è Doug. Dove c’è Doug c’è il funk, e dove ci sono Doug e il funk c’è via libera a sperimentazioni uniche e a un divertimento senza briglie, che manda in frantumi ogni rigido confine di genere. Quella notte alla Bluesiana si sono dissolti in un attimo.
Considerando che a tarda ora per le strade austriache regna la quiete e le famiglie se ne stanno buone buone al calduccio accanto alla stufa, guardano il telegiornale, si lavano i denti e se ne vanno a “ronfare” con merito, finché la sveglia il giorno dopo non le richiama alla penitenza, la Bluesiana è l’esatto contrario austriaco di ordine e disciplina, e si risveglia in tutta la sua sfrenatezza nelle ore piccole. E se in un posto così arriva pure il funk, quel funk carico di voltaggio intenso che Fowler e i Bad Dog hanno nel sangue, si sa com’è che va a finire. Un pubblico incandescente, con le rappresentanti del ggentil sesso di vari “gradi di conservazione” che in tutto questo si mescolava alla grande, e dovevi stare molto attento che una di loro, nella sua sfrenatezza, non ti travolgesse mandandoti a gambe all’aria.
Wimbish ovviamente ha usato tutto l’armamentario esposto e il suo basso a un certo punto suonava come una chitarra elettrica, un attimo dopo come una tromba! Wimbish si è occupato anche dei campioni al computer, che completavano il ritmo d’acciaio di Keith LeBlanc, e a fine concerto, con un bicchierino “di ginepro” (0,03 dcl), non si è scordato di strisciare per bene sulle corde del basso. La band non nascondeva di trovarsi alla grande e il concerto è stato, per un’ora e 40 minuti abbondanti, un’eruzione sperimentale di prima classe, il cui climax Fowler e compagnia hanno tenuto magistralmente sempre al punto più alto. Certo, in nome della libertà ogni tanto qualche nota è partita “fuori bersaglio”, ma i ragazzi ne uscivano ancora più carichi. Il concerto è volato via in un lampo. Semplicemente, questa formazione ha confezionato un’esperienza musicale davvero speciale e col suo approccio ha creato una magia tutta sua, che ti risucchia al punto che mi sono scordato del tempo (e dello spazio).
Dopo il concerto ho conosciuto la squisita e simpaticissima signora Gudrun, la titolare della Bluesiana, che letteralmente irradiava energia positiva e buonumore. Tutto il locale splendeva di uno spirito positivo. Evidentemente dipende dal proprietario. La prossima tappa di RockLine alla Bluesiana sarà ovviamente Eric Sardinas, poi lo Scott Henderson band…. Velden custodisce un vero tesoro musicale a due passi dal nostro confine. Per fascino, apertura e ospitalità il Bluesiana Rock Caffee potrebbe fare da vera scuola di formazione per ogni promotore sloveno di questo tipo di eventi live. Ci torneremo di sicuro ancora tante volte.
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