Neil Leyton alla Menza pri koritu
Luogo: Menza pri koritu, Metelkova, Lubiana
Data del concerto: 16.05.2007
Pubblico: 50
Prezzo del biglietto: /
Neil Leyton è un giovane nato a Lisbona, che oggi vive a Londra e sale sul palco con una backing band scandinava, The Ghosts. Giovedì 17 maggio è tornato a fare tappa a Lubiana, ma c’è mancato davvero poco che saltasse tutto, almeno per quella sera. Da qualche parte tra la Germania e la Slovenia il furgone gli ha tirato un brutto scherzo, e ci è voluta una bella fatica perché i ragazzi riuscissero ad arrivare alla Menza pri koritu di Metelkova, dove ad aspettarli c’erano solo una quarantina di spettatori. Qualcuno è arrivato dopo, a concerto già iniziato, con quasi due ore di ritardo sull’orario previsto, ma quei pochi erano caldissimi, e proprio per questo valevano doppio.
Senza perdersi d’animo, Neil Leyton & The Ghosts si sono buttati a capofitto nel loro mix di punk-rock un po’ più mainstream, praticamente senza soundcheck. Hanno sistemato tutti i problemi nel giro dei primi pezzi, tanto che alla terza canzone, quando anche Neil ha imbracciato la chitarra, erano già quasi del tutto ‘a posto’. Qualche piccolo intoppo c’era ancora con i monitor e con il microfono di Micke, chitarrista solista e seconda voce, ma niente che valga la pena di menzionare, e nessuno si è fatto venire un capello bianco.
In fondo i musicisti erano tutti davvero di buon umore, e i guai di viaggio non li hanno scalfiti neanche un po’. Certo, The Ghosts, ovvero il già citato Micke Ghost alla chitarra, Jan-Eric Olsson al basso e Tommie Riot alla batteria, sono stati un filo più composti, mentre Neil è stato loquacissimo per tutta la serata, anche se non tutte le sue battute si sentivano, perché alcune erano chiaramente rivolte più a se stesso che al pubblico. Si è preso anche un momento per dire che non approva la politica di Bush, a cui però, ha detto, non si deve rispondere con l’aggressività, perché così ti ritrovi nella stessa posizione, se non peggio. D’altra parte ha spezzato una lancia per i Rage Against The Machine, appoggiando il loro modo di fare i conti con l’ingiustizia, anche se la band si è sciolta e i suoi membri oggi non sono più così convincenti nella lotta contro l’assetto capitalistico del mondo, e Neil stesso non porta avanti esattamente la loro tradizione. Per certi versi, anzi, la sua idea di Rock & Roll sembra l’esatto opposto: con pezzi come “Drop Dead Gorgeous” non lascia intravedere chissà quale rivoluzionarismo, nemmeno blando, né altre forme di ribellione, se non quella in stile MTV, basata su look e immagine. E anche se dice di avere radici nella musica (e nell’immagine) creata da Nick Cave, Bob Dylan, MC5, Serge Gainsbourg e così via, come performer è molto più vicino a quello che era, soprattutto un tempo, Axl Rose, o a Dave Pirner quando suona la chitarra.
Il concerto è stato un po’ un pezzo in due tempi: nella prima mezz’ora abbondante (più o meno tre quarti d’ora) Neil ha suonato insieme ai The Ghosts, che poi sono usciti di scena, lasciandolo da solo sul palco. Al posto della chitarra elettrica ha preso quella acustica, raffreddando e calmando un po’ le cose. Dopo il secondo brano è salito sul palco un ospite speciale dal pubblico: come abbiamo scoperto più tardi, era un caro amico sloveno di Neil. Neil gli ha passato la chitarra e si è dedicato al canto. Hanno suonato insieme un pezzo, poi si sono uniti anche The Ghosts e il suono è tornato più elettrico e scatenato. E il più scatenato di tutti è stato senza dubbio il batterista Tommie, che traboccava di energia sul suo sgabello al punto da ‘pestare’ il culmine di un pezzo addirittura in piedi! Ovviamente si è beccato un applauso fragoroso, dal pubblico come dagli altri ‘fantasmi’. Meritatissimo.
“Svezia, Finlandia e Slovenia sono i paesi con i musicisti più dotati… Io non vengo da nessuno di questi.” ha sottolineato Neil sorridendo verso la fine del concerto, un po’ per scherzo e un po’ sul serio. Di sicuro Leyton potrebbe sfruttare di più, oltre al lavoro di chitarra, anche la voce di Micke, che nel bis, strappato dal pubblico a furia di gridare “we want more!” (al che Neil ha risposto “more of what?”), ha dimostrato di essere anche un ottimo cantante, capace con il suo timbro di aggiungere parecchia varietà ai pezzi, che a volte suonano un po’ monotoni, anche se Neil si muove dal registro medio a uno molto alto, che non di rado ricorda all’orecchio il modo di cantare di Cedric Bixler-Zavala dei The Mars Volta . Certo, però, questo potrebbe mandare all’aria l’intero concept della band.
Come ha detto Neil, le opzioni per il bis erano diverse, e ci siamo beccati Micke Ghost’s Boogie Woogie, cioè solo la formazione dei Ghosts, mentre Neil intanto si ascoltava la sua band mischiato agli altri spettatori. Dopo hanno suonato ancora due pezzi insieme e hanno chiuso quella fortunata serata di giovedì, anzi già di venerdì, visto che hanno suonato fin quasi all’una di notte.
The Betrayal Of The Self, come si intitola l’ultimo album di Leyton, quella sera non si è verificato per niente: se mai, i musicisti hanno dimostrato proprio che, nonostante qualche pecca, restano fedeli a se stessi, ed è giusto così.
Foto: Jani Lah
Scaletta
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Formazione:
Neil Leyton: voce, chitarra
Micke Ghost: chitarra
Jan-Eric Olsson: basso
Tommie Riot: batteria