La Famiglia Superstar – una famiglia di stelle, nota soprattutto per aver suonato anche con più

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Luogo: Bluesiana Rock Cafe / Velden am Woerthersee / Austria
Data del concerto: 03.10.2008
Numero di spettatori: 50
Prezzo del biglietto: 28,00€

Il nome La Famiglia Superstar non dirà granché agli appassionati di musica, ma basta soffermarsi un attimo sui membri della band per capire che si tratta di gente con curriculum a dir poco invidiabili e pieni di roba forte. Il bassista Marco Mendoza ha messo il suo talento al servizio di leggende come Whitesnake, Thin Lizzy, Blue murder, Ted Nugent, Derek Sherinian e George Lynch, il frontman Terry Ilous ha cantato per gli hard rocker XYZ, il chitarrista Steve Saluto ha accompagnato Jeff Berlin e Buddy Miles, mentre il batterista Atma Anur ha tenuto il ritmo con Kotzen e Vicious Rumours. Anche se, viste le provenienze così diverse dei musicisti, che arrivano da ogni angolo del mondo (Mendoza vive in California, Saluto in Italia, Anur al momento in Polonia), sembra che si tratti solo di un progetto a breve termine, dietro cui ci sono soprattutto necessità economiche del momento, i La Famiglia Superstar ci hanno sorpreso prima con la notizia che stanno registrando un album e poi con un concerto eccellente.

Quella sera il Bluesiana non era pieno, ma questo non ha minimamente rovinato l’atmosfera, anzi: sembrava che questi giganti del passato recente fossero venuti a trovarci nel salotto di casa. L’attrazione principale era ovviamente Marco Mendoza, un moro dalle spalle larghe e dalle gambe sorprendentemente sottili, che oltre a suonare il basso ha cantato anche qualche pezzo e, insieme al minuscolo Terry Ilous, ha scaldato il pubblico alla grande. Oltre alla virtuosità a tutto tondo, a Mendoza va invidiato anche il fatto che quest’estate, al festival Rocklahoma, ha avuto la possibilità di suonare con un’eminenza come George Lynch, dopo che la sua band aveva riempito il buco lasciato nel programma dall’ennesimo tentativo fallito di resuscitare i Dokken. Steve Saluto, che nell’aspetto ricordava un po’ Michael Schenker, ha impressionato con la sua tecnica e con una Fender sbiadita su cui ha montato un manico nuovo di zecca “mancino”, mentre Atma Anur ha meritato in pieno il soprannome di “Jimi Hendrix della batteria”, che gli aveva affibbiato anni fa Neal Schon.

La compagnia variopinta è partita coi propri pezzi e, verso metà set, ci ha fatto impazzire di gioia con il classico Here I Go Again (Whitesnake), che anche senza tastiere suonava sorprendentemente melodico e fresco. La mancanza di materiale proprio è stata compensata egregiamente anche da varie cover degli XYZ, come Inside Out e What Keeps Me Loving You, e da improvvisazioni, esibizioni sopra le righe e altre buffonate più o meno appropriate (guarda le foto), che hanno movimentato ancora di più la serata. Tra le cover vale la pena citare anche Higher Ground (l’originale è di Stevie Wonder, famosa anche la versione dei Red Hot Chilli Peppers) e Blackbird (The Beatles), che ci siamo goduti nel bis dopo un applauso frenetico a fine concerto.

La Famiglia Superstar ha insomma regalato una serata di puro divertimento e ha scaldato il pubblico sia con la musica sia con battute piccanti e dialoghi, con cui dal palco i membri si rivolgevano alla parte femminile della platea sostenendo di essere single, visto che a essere sposate sarebbero solo le loro mogli. La realtà nel backstage, semivuoto e raccolto, era tutta un’altra storia. Finito il “turno”, Terry si è fatto una partita a bowling (il Bluesiana offre ai musicisti ospiti, tra le altre comodità, anche questo svago), Steve si è messo a chiacchierare con uno dei “local heroes” di stampo glam, mentre la crew di Rockline ha attaccato bottone con il batterista, dal quale abbiamo saputo cose tutt’altro che invidiabili sulla vita di un musicista in tour di mezza età. Di donne, invece, nemmeno l’ombra.

Setlist (approssimativa) dei La Famiglia SuperStar: 

1. Can You Tell Me
2. Got To Believe
3. I Miss You
4. Higher Ground
5. Another Rain
6. Here I Go Again
7. Never To Late
8. Come Around
9. Inside Out
—bis—
10. What Keeps Me Loving You
11. Blackbird

testo: Tomo Jurca

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