Country blues e ballo con i The Holmes Brothers (2008)
Luogo: Jamski dvorec / Postojna
Data del concerto: 13.11.2008
Numero di spettatori: 400
Prezzo del biglietto: 14 €
Il proseguimento del programma di quest’anno del Postojna Blues festival è andato in scena giovedì sera all’insegna dell’esibizione della formazione americana The Holmes Brothers. Parliamo di un pacchetto di guerrieri musicali addestrati ai massimi livelli, che si presentano al mondo come un trio composto dal chitarrista Wendell Holmes, dal bassista Sherman Holmes e dal vecchio gatto della batteria Willie “Popsy” Dixon. The Holmes Brothers sono dei veterani della cucina musicale e, dopo una ventina buona di anni di carriera, i buongustai della musica li collocano ai vertici assoluti tra gli interpreti di varie sfumature di genere. Ci aspettava insomma un’altra serata indimenticabile a Postojna, e si poteva sentire nell’aria, carica di elettricità, già varcando le sale del Jamski dvorec.
Il Jamski dvorec era stato preso d’assalto fino all’ultimo angolino l’ultima volta quasi un anno fa (io, per via dell’ondata di folla, sono stato costretto ad accamparmi nell’atrio della sala grande), quando assistemmo a uno dei momenti clou della scorsa stagione con l’esibizione dello stallone texano che risponde al nome di Sonny Rhodes. Sulla scia del collega, The Holmes Brothers vantano uno status altrettanto leggendario, ed è stato proprio questo il motivo principale dell’esodo di sloveni verso Postojna di giovedì.
The Holmes Brothers mettono le dita praticamente in tutte le varianti di genere legate, in un modo o nell’altro, alla tradizione dell’America più autentica. La varietà cromatica del loro suono, in sostanza, non è poi così diversa dal minestrone dei loro colleghi musicisti molto più giovani, che oggi, nella ricerca instancabile di una propria identità, si aggrappano ormai a qualsiasi alternativa, per quanto oscura. Il trio di veterani della Virginia nasconde il suo asso nella manica sotto forma di un’esperienza inestimabile, con cui The Holmes Brothers restano sempre un passo avanti alla concorrenza di cui sopra. Ma solo per un soffio! I signori saranno anche maestri nel governare la loro barca, ma l’eccessivo affidarsi all’esperienza si è rivelato per l’impaziente pubblico di Postojna un’arma a doppio taglio: l’esibizione, pur più che corretta, è risuonata fin troppo di routine, senza la qualità che ci si aspettava, cioè senza quei picchi capaci di dare alla serata di giovedì il marchio dell’eccezionalità.
The Holmes Brothers affondano dunque le radici nella multistratificazione melodica di country, gospel, R&B, soul e a tratti persino di blues tradizionale. Anche la loro scorribanda postojnese è rimasta dentro questi generi, e i signori l’hanno aperta con Amazing Grace, in una maniera abbastanza spirituale. Nonostante la versatilità di cui sopra, però, il comune denominatore della serata è rimasto ancorato dalle parti del country, o, per abbellirlo un po’, della musica blues di campagna, e questo ha lasciato un retrogusto amaro sul volto di più di uno spettatore. Close The Door e Crazy Over you sono così scivolate via tra una chitarra piuttosto prevedibile che, a parte un cantilenare gradevole all’orecchio e perfettamente rodato, non offriva chissà quanti motivi di gioia. Noi, abituati a un’emozione più sincera e concreta, abbiamo dovuto aspettare con pazienza gli scoppi di vera brillantezza musicale. Si facevano vedere timidamente solo a intervalli rari, e anche allora il suono complessivo dei The Holmes Brothers, soprattutto per merito della chitarra, a tratti si appoggiava in modo pericoloso alle variazioni del repertorio di Albert Collins, mentre a livello vocale il trio in certi momenti ha addirittura risvegliato i ricordi di Robert Cray. I tre hanno condito ogni tanto il repertorio con qualche inserto strumentale, che però, come da copione, è sempre rimasto nel dominio del suono della chitarra.
Ma niente panico! Quasi ogni volta che serviva schiacciare con più forza il pedale dell’acceleratore, a rimettere le cose a posto ci ha pensato Sherman Holmes. La sua interpretazione pazzesca di Something Is Wrong With My Baby ha entusiasmato con una profondità fortemente marcata, che non ha lasciato spazio all’indifferenza. Lo zietto, oltre a sprigionare tutti gli attributi di un musicista di prim’ordine, con quel look un po’ sfoltito alla Castro faceva da vera esca per gli occhi, quindi non sorprende che abbia raccolto più simpatie tra il pubblico. Nella gara a chi raccoglie più sguardi di approvazione gli è stato alle calcagna per tutta la serata un Dixon di umore diabolico, che oltre a sfoggiare un invidiabile senso del ritmo si è fatto onore anche come cantante eccezionale. Si tratta insomma di un altro elemento espressivo in cui The Holmes Brothers brillano dettando un tempo pazzesco! Peccato solo che i signori non abbiano osato uscire più spesso dal riparo della loro rodatezza da professori e premere con più decisione contro i corpi sudati dei loro strumenti, cosa che avrebbe sicuramente dato ancora più intensità alla serata, e in casi simili di certo non guasta!
Foto: Mojca Perdih
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