Izštekani Niet! (2008)

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Luogo: Radio Slovenija (Studio 14), Lubiana, Slovenia
Data del concerto: 13.11.2008
Numero di spettatori: 150
Prezzo del biglietto: 0,00€

Un numero infinito di persone incollate alle radio e un centinaio e mezzo di “fortunati” che sono riusciti ad accaparrarsi uno dei posti nello Studio 14 di Radio Slovenija sono stati testimoni, venerdì 14 novembre, di un evento indimenticabile. Sulle frequenze di Val 202, il padre di “Izštekani” Jure Longyka ha ospitato quelli che sono sicuramente i grandi ritorni di quest’anno: i leggendari punk Niet. Dopo il rientro trionfale con il concerto a Križanke il 27 maggio scorso, hanno messo il punto esclamativo con l’ospitata nel mitico programma radiofonico. Ma non era la prima volta che si “staccavano la spina”. L’atmosfera di “Izštekani” i Niet l’avevano già assaggiata più di quattordici anni fa, precisamente il 24 marzo 1994 a Radio Študent, di cui il programma fece parte tra il 1993 e il 1998, in occasione della prima uscita dei loro pezzi su CD. Nemmeno per il nuovo cantante Borut Marolt l’ospitata è una novità: ci era già passato con la sua ex band Prisluhnimo tišini, e lo stesso vale per Robert Likar, che stavolta ha risposto all’invito come ospite dei punk D.D.V.. Il calore dello Studio 14 l’ha provato, nei suoi trentacinque anni di carriera, anche il leggendario Borut Činč dei Buldožer. Vero, in passato in quello studio aveva registrato più volte, ma questa era la sua prima apparizione a “Izštekani”, per la quale ha riarrangiato, apposta per l’occasione, quindici pezzi. Li ha adattati a chitarra acustica ed elettrica, basso, batteria, grande pianoforte da concerto e al quartetto d’archi “Vijolice”, composto dalla prima violinista Polona Češarek, dalla seconda violinista Andreja Jamšek, dalla violista Irena Uršič e dalla violoncellista Marjetka Skoberne, con cui i Niet avevano già collaborato a Križanke. Nonostante tutto questo, i Niet non hanno perso il loro tipico sound ribelle. Anzi: respirava insieme alla band e al pubblico in studio, senza dimenticare chi era a casa davanti alla radio.

Dopo un breve discorso introduttivo di Jure Longyka e la presentazione della band ospite, si è iniziato sul serio. Probabilmente, prima della trasmissione, in parecchi si chiedevano come avrebbero suonato i duri, crudi e spietati Niet che conosci, in una veste quasi del tutto acustica e condita da archi e pianoforte. Ogni sospetto, di un tipo o dell’altro, è stato spazzato via da “Lep dan za smrt”. Gli scettici in studio, e anche quelli a casa convinti che a Niet una veste del genere non stesse bene e che sarebbe suonata artificiale e forzata, sono rimasti più o meno delusi dalle proprie previsioni, perché il pezzo ha sorpreso in positivo. I Niet non avrebbero potuto suonare più autentici e con più cuore di come hanno fatto quella sera.

Perché i Niet si meritino un posto a lettere d’oro nella storia della scena punk slovena (e in generale alternativa) l’hanno dimostrato anche gli altri quattordici pezzi, da quelli un po’ più tosti del primo periodo, quello dei “due minuti e mezzo” (“Ritem človeštva”, “Melanholija”, “Perspektive”, “Molk”), fino a quelli nati dopo il 1985, quando per la maggior parte dei membri scattò il servizio militare obbligatorio. Tra questi ci sono i più recenti “Vsak dan se kaj lepega začne” e “Strah in krik”, due brani per la melodia piuttosto atipici per i Niet. Ma questo non vuol dire che i Niet abbiano perso la strada. Lo spirito del vero ribelle respira ancora con loro, e si risveglia al massimo proprio durante “Bil je maj”, dedicata al mitico frontman Primož Habič, scomparso purtroppo troppo presto.

Durante la trasmissione, partita “dal vivo” alle ventidue e venticinque e andata avanti senza interruzioni fino a mezzanotte, hai potuto scoprire cose che magari dei Niet non sapevi ancora. Com’è nato il nome della band, quanti cantanti e cantanti donne si sono presentati alle prove per mostrare le proprie doti prima che trovassero finalmente Borut Marolt, cosa hanno combinato i ragazzi negli anni in cui i Niet erano fermi, come Borut Činč si è messo a rimaneggiare i pezzi, com’è nata la collaborazione con “Vijolice” … Tutto questo e molto altro, stando a voci non ufficiali, arriverà anche in versione audio e video. Prima è, meglio è. Nel frattempo, i ragazzi puoi andare a vederli a uno dei prossimi concerti nei club.  

Testo e foto: Lea Lesar

Scaletta

1. Lep dan za smrt 2. Ritem človeštva 3. Melanholija 4. Perspektive 5. Molk 6. Vsak dan se kaj lepega začne 7. Depresija 8. Tvoje Oči 9. Strah in krik 10. Ruski vohun 11. Izobčeni 12. Sam 13. Februar 14. Bil je maj —– bis —– 15. Vijolice —– bis —– 16. Lep dan za smrt

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