Con Tad Robinson verso la terra promessa del soul e del blues (2009)

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Luogo: Jamski dvorec / Postumia
Data del concerto: 22.10.2009
Pubblico: 250 persone
Prezzo del biglietto: 14 €

Ieri a Postumia il Postojna Blues festival ha aperto i battenti per il sesto anno di fila. L’onore di tagliare il nastro del sesto capitolo dell’unico festival davvero credibile dedicato al blues è toccato quest’anno al giovane musicista americano Tad Robinson, cantante di prim’ordine e armonicista che in musica ama bivaccare nelle acque tranquille del soul, ma non di rado si lascia portare anche dalle parti del blues. Tad Robinson è al momento in piena fase promozionale per l’album uscito l’anno scorso, “A New Point Of View”, e a dargli una mano c’è l’ottimo chitarrista Alex Schultz. Sul palco del Jamski dvorec la serata d’apertura del festival ha portato anche il tastierista Kevin Anker, il bassista Steve Gomes e il batterista Robb Stupka. Il terzetto di accompagnamento ha tenuto splendidamente il passo della coppia voce-chitarra, in gran forma, che ci ha fatto impazzire con una simbiosi del tutto naturale tra soul e blues.

Il repertorio di Robinson a Postumia era fatto di brani messi in fila con una certa audacia. A una serie di capolavori rigorosamente soul seguiva sempre qualche pericolosa sbandata verso le forme blues più, diciamo, di base, e ovviamente viceversa. Robinson ha così costruito un ponte di colori e stati d’animo palpabili, steso ampiamente su tutta la durata della serata, e il cui presupposto è, va da sé, un’esecuzione strumentale eccellente. Su quel fronte Tad non aveva nulla da temere. Alle spalle aveva un quartetto di musicisti di prima categoria, i cui assi nella manica stavano nella maestria chitarristica di Alex Schultz. RockLine aveva incrociato Schultz l’ultima volta in una delle sue visite regolari a Bluesiana. Alex è un improvvisatore fantastico, e il suono del suo modo di suonare, che con fantasia e una precisione impressionante attraversa le più diverse forme armoniche, ha un colore decisamente jazz. Dall’altra parte del palco Alex ha trovato un ottimo “interlocutore” nel tastierista Kevin Anker. Per tutta la serata i due hanno entusiasmato, come da copione, con una comunicazione musicale spontanea, in gran parte, com’è comprensibile, intessuta di improvvisazioni. Lo scambio di assoli tra i due restava sempre aperto, lasciato di volta in volta all’ispirazione del momento e, ovviamente, all’umore. Di scintille sul palco, ieri sera, non ne sono mancate di certo.

Il linguaggio inventivo e spontaneo di strumentisti così in vena è senza dubbio una gran bella cosa, ma la trasferta di ieri a Postumia faceva comunque sperare in una proposta musicale più concreta, che avesse a che fare più con il carattere di un messaggio profondamente espressivo che con l’esibizione fantasiosa di una tecnica limata alla perfezione. Tad Robinson è il materiale giusto per questo genere di ricreazione dell’ascoltatore: ieri siamo stati testimoni dell’inattesa rivelazione delle straordinarie qualità vocali di questo ometto dalla pelle chiara, la cui anima è evidentemente intrisa di energia e sensualità nere. Tad Robinson è un maestro del soul vocale! Nella morbidezza vellutata della sua voce si colgono facilmente le influenze del gigante del soul Otis Redding, mentre tra i portabandiera della generazione più giovane di soul e blues l’interpretazione di Tad si avvicina soprattutto alla voce di Robert Cray. Insomma, la voce di Robinson sembra fatta apposta per padroneggiare e infine mettere in mostra gli elementi fondamentali del soul.

Ma Tad non è solo un fantastico interprete soul: il tipo è anche un esperto con l’armonica a bocca, che ovviamente lo porta più vicino alla natura nobile del blues. Mescolando i due mondi, soul e blues, Robinson ha centrato la combinazione giusta di intensità e sensibilità, che per la maggior parte dei suoi colleghi resta fuori portata. I due elementi si completano in modo straordinario, cioè non si mescolano a tutti i costi e a forza, e così infondono a un quadro sonoro già di per sé espressivo una organicità che svela orizzonti musicali inattesi. L’armonica di Tad sarà pure una discendente birichina del blues, ma la sua voce resta ostinatamente orientata al soul. Senza l’aiuto di Schultz, qui, ovviamente, non sarebbe andata. Il chitarrista ha riversato l’indicibile dolore blues in un assolo eccellente nel brano Broken Hearted Man, che dopo una serie di esplosioni di emozioni si è spento piano in una foschia di confessione vocale personale!

Il primo atto della stagione concertistica del blues a Postumia ci ha servito picchi sia emotivi sia di esecuzione. Tad Robinson ha convinto con un’esibizione sentita, in cui ha buttato dentro il massimo. Visto che soul e blues, per usare un eufemismo, sono due generi clinicamente morti, tenuti in vita dalle manipolazioni improvvisate di singoli ossessionati dalle linee guida musicali del passato, Robinson ha fatto un lavoro straordinario nel rivitalizzarli e nel fonderli finalmente insieme. Senza dubbio uno dei momenti migliori del festival blues di Postumia degli ultimi anni!

Foto: Mojca Perdih

Scaletta

1. Hot Wheels 2. More Good Than Bad 3. Long Way Home 4. It Rained All Night 5. You’re The One 6. Broken Hearted Man 7. Welcome Home 8. Pocket Full Of Nothing 9. They Say 10. Up And Down 11. Ain’t That Lovin YOu 12. Let’s Start Again Tonight 13. Money Is The Name Of The Game 14. My Love Is Real 15. Payback

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