Perfect Insanity
Autore: Aleš Podbrežnik
Band: Jaded Heart
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2009
Durata: 52:26
Voto: 4/5
L’amicizia dei Jaded Heart con i Primal Fear negli ultimi tempi, ah… e tra parentesi, le due band hanno un contratto con la stessa etichetta, ha lasciato il segno sul volto di “Perfect Sanity”, il nuovo album dei Jaded Heart. Negli anni Novanta i Jaded Heart erano famosi per certi arrangiamenti sofisticati e levigati, che a tratti gli appassionati più entusiasti amavano definire una specie di Def Leppard tedeschi (parliamo dell’era col cantante Michael Bormann), e a quanto pare hanno deciso di prendere le distanze in modo più netto e di tagliare i ponti con quel periodo. Gli album “Helluva Time” (2005) e “Sinister Mind” (2007) facevano già intravedere questi allontanamenti: una produzione più viva e diretta, con chitarre molto più spinte in avanti da una parte e una sezione ritmica bella tosta dall’altra.
Oggi, con entrambi i membri fondatori, i fratelli Bormann, fuori dalla formazione da un pezzo, e con la band che ha fatto pace con l’idea di non riuscire mai a varcare la soglia dell’anonimato e di restare terribilmente e ingiustamente ignorata, non si fa più il sangue amaro se qualcuno li fiuta o meno. Gli album restano ottimi, la band sale regolarmente sui palchi, eppure se nomini i Jaded Heart ti guardano tutti con aria stranita. Nonostante i ragazzi abbiano affilato le chitarre nel sound, nonostante gli elementi heavy metal tipici sul nuovo disco siano più abbondanti che mai, i Jaded Heart restano fedeli alla caccia alla traccia melodica perfetta nei motivi portanti, soprattutto nei ritornelli, che hanno conservato le linee pompose da arena. Sì. La voce di Fahlberg è ancora vestita di una succosa confezione di armonie vocali di accompagnamento, e in questo campo i ragazzi non mollano di un centimetro e tengono il livello qualitativo delle uscite precedenti. In questo ingrediente gli altri possono ancora solo prendere lezioni da loro.
Una cosa però si sente. Il chitarrista Peter Östros occupa e riempie con la chitarra molto più spazio di quanto accadesse su “Sinister Mind”. “Perfect Sanity” è appena il secondo album della band con Östros in formazione. Il tipo ha condito i pezzi con qualche ornamento armonico di armonie in terze, tipiche dell’espressività classica dell’heavy metal e che oggi le band power metal consumano d’ordinanza nelle loro prediche. Sorprende anche come ha messo insieme certi passaggi e, soprattutto e prima di tutto, gli assoli, che non nascondono che Östros è il classico chitarrista di scuola svedese e che gli piace sfidare perfino la velocità e il classicismo melodico di Y.J. Malmsteen (Freedom Call, Hell Just Arrived). Molto più esplicito e diretto che su “Sinister Mind”. I riff taglienti come rasoi vengono magnificati anche dalle tastiere, nettamente relegate in secondo piano, che l’orecchio di solito coglie solo nelle intro dei pezzi. Quando in certi punti (Love Is A Killer) Axel Kruse ci mette sopra il suo rally sul doppio pedale della cassa, la roba diventa quasi pericolosamente indemoniata di power metal. Il disco più duro della carriera dei Jaded Heart? Sì. In linea con gli annunci della band.
L’ossatura tipicamente hard rock è rimasta intatta, per dire, in Come To The Feast: un ritmo solido a medio tempo, con il volume sonoro bello pieno sul basso, che in un’altra produzione potrebbe suonare salvifico, da arena, perfino AOR. È un rocker che la band deve assolutamente piazzare in scaletta dal vivo. Sa di hard rock retrò, con una produzione viva e cruda del riff di chitarra. Un momento simile è catturato anche in Tonight.
Fahlberg resta un pilastro eccellente del volto dei nuovi Jaded Heart. Il suo cantato porta nelle linee lievi indicazioni melodiche alla B. Dickinson, e perfino la gutturalità di un A. B. Franck (Brainstorm).
Anche col nuovo album i Jaded Heart sanno esattamente cosa stanno facendo. È una scoperta che fa un gran piacere: questo disco non è la fotocopia di nessuno dei precedenti. La band ha conservato uno straordinario talento nel creare melodie contagiose che ti si infilano sotto la pelle al primo ascolto. In studio, poi, non si è trattenuta per niente quanto a volume e vivacità. La produzione è tipicamente tedesca, come si addice a una band tedesca del calibro dei Jaded Heart, dove la bombastica da arena e la ferocia dell’aggressività si danno la mano con successo. Con il nuovo album i Jaded Heart entrano tra i favoriti degli amanti di band come i Pink Cream 69, con un forte senso della melodia ma anche con chitarre tirate in modo velenoso. “Perfect Sanity” si conquista anche nuovi fan! In particolare il disco sa catturare l’attenzione degli appassionati di power metal europeo (anzi, meglio dire tedesco), quelli che vanno matti per band come gli Edguy. L’hard rock resta, ma con un vestito nuovo e rinfrescato. “Perfect Sanity” è un album dei Jaded Heart dalla testa ai piedi. Missione compiuta. Offrire qualcosa di diverso, restando se stessi e fedeli a sé. In tutto!
Formazione
Johan Fahlberg – voce
Pete Östros – chitarra
Henning Wanner – tastiere
Michael Mueller – basso
Axel Kruse – batteria
Produzione
Michael Voss, Chris Lausmann & Dennis Ward
Tracklist
1. Intro
2. Love is a Killer
3. Fly Away
4. Blood Stained Lies
5. Tonight
6. Freedom Call
7. One Life One Death
8. Rising
9. Hell Just Arrived
10. Psycho Kiss
11. Come to the Feast
12. Exterminated