Elvis Jackson chiudono il tour sfidando la gravità (2011)

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Autore: Urban Bolta
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Križanke / Slovenia
Data del concerto: 18.05.2011
Pubblico: 3000
Prezzo del biglietto: 22€

Era un bel pomeriggio di giovedì, baciato dal sole, quando da dietro le alte mura di Križanke, a Lubiana, rimbombavano i suoni del soundcheck. Quei suoni facevano capire ai passanti che in serata la piacevole atmosfera di Križanke sarebbe diventata la casa dei fan della band più popolare del momento di Ajdovščina. Il pomeriggio ha cominciato a sfumare nella sera e sul posto hanno iniziato ad ammassarsi i primi gruppetti consistenti di gente, ma di particolare euforia nell’aria non se ne sentiva. Proprio mentre io e Aleš ci chiedevamo se gli Elvis Jackson non avessero scelto stavolta una location troppo grande, il flusso di nuovi arrivi è cresciuto al punto che ci siamo dovuti mordere la lingua per le parole già scambiate: Križanke si sono riempite fino all’ultimo angolino!

Dal 2009, anno in cui hanno pubblicato l’album “Against the Gravity”, gli Elvis Jackson hanno fatto un passo avanti enorme. Sulle ali di un disco eccellente e di recensioni positive sono volati oltre confine e sono diventati una presenza fissa sui palchi esteri, dove oggi suonano più che a casa propria. Li hanno aiutati la fiducia nel successo, la presenza costante e tanta gavetta, con cui si sono piantati nelle orecchie dei giovani al punto da raggiungere in popolarità band apparentemente intoccabili della scena nostrana come Big Foot Mama, Dan D o Šank Rock. Un auditorium di Križanke pieno per chiudere il tour maratona di “Against the Gravity” è stato solo un’ulteriore prova che gli “Elvisi” sono diventati davvero dei grandi!

Ad aprire le danze, con un set di poco meno di un’ora, ci hanno pensato gli S.A.R.S., uno dei nomi giovani più caldi della scena alternativa serba. A dirla tutta, vista la grande campagna mediatica intorno alla band, mi aspettavo molto di più. Gli S.A.R.S. costruiscono il loro sound su un rock lento e malinconico, con una bella spruzzata di temperamento balcanico e di un umorismo tutto loro. I giovani belgradesi hanno presentato il disco attuale “Perspektiva”, ma tra la band ancora poco conosciuta, un ritmo sterile e la trappola del palco grande, non sono riusciti a strappare al pubblico più di una reazione tiepida.

Dopo una breve pausa è arrivato il vero spettacolo di adrenalina, come già prometteva lo slogan del concerto. La marcetta punkrock Wake Me Up ha scatenato fin dall’inizio un’esplosione di entusiasmo tra il pubblico, in gran parte imberbe e alle prime armi con i concerti dal vivo. L’approccio senza compromessi, un sacco di buonumore e l’energia birichina da ragazzini sul palco, racchiusa nei corpi di quattro musicisti esperti, hanno tracciato in un lampo la strada su cui gli Elvis Jackson hanno marciato decisi per tutto il concerto. Capriole a go-go, corse avanti e indietro, il solito show con i rotoli di carta igienica e altri coriandoli sono stati come sempre parte di uno spettacolo che i ragazzi di Ajdovščina, con il frontman Buda in testa, padroneggiano alla grande. Buda, sempre sorridente, con la sua faccia tosta e il suo duro accento del Litorale è stato il mattatore comico della serata, ha sbrigato con mestiere anche i suoi compiti vocali e ha dimostrato che con i chilometri di concerti accumulati la sua pelle si è ulteriormente indurita. Il trio strumentale formato da Berto, Slavc e Soki ha messo, com’è ovvio, ognuno il proprio bicchierino di energia positiva, superando senza problemi i possibili intoppi, come il guasto alla chitarra di Berto prima del pezzo My Beer. La retorica punkrock semplice quella sera ha fatto centro come niente, ma l’occhio più esperto non poteva comunque non notare che dei musicisti tecnicamente così ben preparati potrebbero addentare anche qualche mela musicalmente più impegnativa.

Nonostante tutti gli intermezzi da circo, in primo piano c’era comunque la musica. Fin dall’uscita del quarto disco, ancora attuale, gli Elvis Jackson si attengono a una setlist collaudata e solo di rado fanno un taglio netto nel cuore del programma, distribuito in modo uniforme su tutti i dischi in studio. Noi habitué dei loro concerti abbiamo quindi accolto con tanto più piacere gli ospiti che hanno rinfrescato la serata portandola in nuove dimensioni. Il coro accademico dell’Università del Litorale ha curato l’interpretazione vocale dell’hit Dry Up Your Tears, i membri di Ana Pupedan hanno tinto Loser dei propri colori, mentre la sorpresa più piacevole è stata la presenza del violoncellista Samo (Aperion), con cui hanno potuto suonare il brano This Time, una compagna davvero rara dei concerti degli Elvis Jackson. L’esibizione si è avvicinata alla fine in un lampo, avvolta da Not Here To Pray e Against the Gravity in una coperta punkrock.

I tempi delle serate intime nei club più piccoli, dove gli Elvis Jackson hanno suonato per più di dieci anni, sono evidentemente finiti. Dopo un percorso relativamente lungo e spinoso, giovedì i ragazzi di Ajdovščina hanno toccato uno dei vertici della loro carriera: hanno fatto un concerto tutto loro davanti a una folla di migliaia di persone, che anche molto dopo la fine li ha sommersi di ovazioni rumorose. Un premio più che adeguato in vista dei quasi quindici anni di carriera, non c’è che dire!

foto: Aleš Podbrežnik

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