Heidenfest 2011 – una piscina di birra e rum!

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Luogo: Cvetličarna MediaPark / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 18.10.2011
Spettatori: 600

Insomma, alla vigilia delle nevicate annunciate e del collasso del traffico a Lubiana, la carovana vichinga/guerriera dell’Heidenfest ha fatto tappa alla Cvetličarna.  Questa carovana di folk metaller in assetto da battaglia è venuta a mostrarci se  vale ancora la pena andare a concerti così, o se il folk metal ha già detto tutto quello che aveva da dire e nei prossimi anni comincerà a morire a ritmo sostenuto…

Davanti alla Cvetličarna s’era radunato un bel gruppetto di pubblico (per lo più) giovane, più qualche creatura addobbata con pelli di animali morti, a cui gli organizzatori hanno fatto la sorpresa di un idromele di “wellcome”, mentre puntuali come un orologio salivano sul palco gli islandesi Skalmold, che hanno presentato il loro unico (e concept) album per ora, Baldur, che parla del coraggioso (esistono forse anche quelli fifoni?) vichingo islandese (sorpresa!)  Baldur. Questi sei ragazzi, temprati in varie band sull’isola natia prima di mettersi insieme, hanno un problema che ormai è sintomatico della scena folk-viking-battle metal.  Cioè: le band che anni fa hanno iniziato ad allontanarsi dal beer-folk-black metal allegrone di gente come Finntroll o Trollfest prendono la propria musica troppo sul serio (evidentemente non si sono accorte che i veri vichinghi sono già nel Valhalla, e loro nelle loro pose da “guerrieri” sono solo ridicoli…), nonostante non offra niente di nuovo. Così i ragazzi, nella mezz’ora scarsa che avevano a disposizione, hanno suonato con grinta una buona metà del loro album, hanno scompigliato qualche testa di adolescenti ubriachi (che si sarebbero scompigliati anche per Saška Lendero accompagnata da riff metal), mentre tutti gli altri sono rimasti per lo più freddi davanti al loro metal lento ed epico, che (pare) si basa su forme poetiche islandesi. Non si può certo dire che i ragazzi non ci mettano impegno, ma di sicuro non sono loro i pionieri della rinascita del viking metal.

Poi sono saliti sul palco i buontemponi norvegesi Trollfest, e il pubblico, che nel frattempo aveva praticamente riempito la sala, si è buttato con loro nella folle danza dei troll scatenati, bagnata abbondantemente da birra e grappa, mentre la musica era un black metal gioioso-sbronzo, rinforzato da sassofono, fisarmonica e liuto.  I ragazzi la loro musica non la prendono sul serio: il loro compito principale è divertire il pubblico, sbronzarsi fino a morire dopo il concerto e sforzarsi di non vomitare (cosa che, a giudicare da come sono conciati i loro vestiti, probabilmente non gli riesce spesso). Hanno segato una bella fetta della loro discografia piuttosto corposa, con un occhio di riguardo per il disco di quest’anno En Kvest for Den Hellige Gral, hanno smosso come si deve il pubblico e alzato la temperatura nella sala, e per finire tutti i presenti hanno cantato con loro il ritornello (woof-woof-woof)  della loro celeberrima canzoncina sui cagnolini.

Il pubblico era quindi pronto per un’esibizione e un approccio un po’ più seri, quelli dei fratelli russi Arkona, che dal primo secondo, sotto la guida decisa della cantante Maša, ci hanno portati in marcia per le distese della madre Russia, risvegliando nelle tenere anime slave il ricordo dei giorni gloriosi del passato. Dal vivo sono (probabilmente anche grazie al carisma della cantante e alla sua voce davvero incredibile) molto più interessanti e dinamici che su disco, tanto che quella sera hanno avuto il pubblico più numeroso e hanno fatto anche la festa più grande. Non c’è altro da dire. Se la band è in forma, l’atmosfera è quella giusta e l’impianto è abbastanza alto, il risultato può essere uno solo. E gli Arkona sono stati senza dubbio il picco della serata.

Gli scozzesi Alestorm, pirati ubriaconi che quest’anno hanno pubblicato il terzo disco, il quale non si discosta di un millimetro dalle loro linee guida di pirate-drunk metal, hanno fatto la loro parte in modo corretto: loro erano “contenti” (sbronzi), il pubblico pure, tutto filava liscio, anche se è vero che i ragazzi sono ormai un po’ monotoni e in futuro dovranno riflettere seriamente se diventare solo la caricatura di una band giovane ed energica che più di cinque anni fa si è messa in marcia alla conquista del mondo del metal, se mettere qualcosa di nuovo nella propria musica, o se semplicemente sciogliersi (“bevendosela”).

I guerrieri Turisas, portabandiera della seconda ondata dei metaller guerrieri-folk, a cui l’approccio alcolico dei primi Finntroll doveva sembrare un po’ sotto il livello del glorioso passato (ma ragazzi, la cosa fregata del passato è proprio che è passato…), hanno preso sul serio il loro show rosso-nero, fissato e definito già nel lontano 2004 dal titolo del loro primo album “Battle Metal”, come si addice a veri guerrieri che in marcia di guerra non guardano nemmeno le donne (anche se per più di metà concerto hanno ignorato ostinatamente una ragazzina che si scatenava in solo reggiseno sulle spalle del pubblico – eh sì, cara mia, non tutte le donne sono degne di essere ingravidate da veri guerrieri nordici… o forse le donne semplicemente non gli interessano…?). Hanno suonato  i loro più grandi successi, promosso l’ultimo album “Stand Up And Fight”, il pubblico li ha seguiti fedelmente in marcia, alla fine ci hanno invitati a fare un salto allo stand delle magliette, si sono gonfiati ancora un po’ (cazzo, metà della vittoria sta già nel mettere paura all’avversario) e poi sono sfilati via dal palco, e noi a farci una birra.

Per ultimi ci hanno attaccati i Finntroll, che a loro volta non sono più la band ubriacona e allegrona la cui musica era piena di sorprese e idee folli, e che sapeva suonare il black metal in modo così simpatico che si inumidiva l’occhio anche al più incallito satanista e/o nichilista, che correva al frigo a prendersi una birra o tre. Dagli inizi della carriera hanno cambiato praticamente tutti i membri, così sul palco non sono più un’orda scatenata di troll barbuti, ma dei veri pasticcini per teenager con le mutandine bagnate e dei modelli per i giovani metallari che si stanno ancora arrovellando su come, col passare degli anni, smussare il proprio atteggiamento intransigente e il disprezzo per il mondo. Quella sera il pubblico, per la loro esibizione, era già parecchio stanco e diradato, il che è un peccato, perché hanno mostrato come si gode della musica, come si porta la gente a far festa e come una band possa (fino a un certo punto) prendersi ancora sul serio, facendo però allo stesso tempo festa sul palco fino a perdere i sensi. Insomma, una band che tutti i giovani metallari in erba dovrebbero studiarsi a fondo, invece di crollare da qualche parte a metà serata. La loro musica è ancora black metal sorretto da tastiere, fisarmonica e aggiunte ritmiche che mettono allegria, e alla fin fine è questo il compito del folk metal in tutti i suoi possibili derivati: divertimento e birra.

Se tiriamo una riga sulla serata, possiamo dire che il folk metal è di fatto intrappolato nei confini che si è costruito da solo, che i nuovi fan di solito li conquista solo tra il pubblico giovane, per cui questo genere è una valvola di sfogo per il “bagordo del weekend”, mentre le nuove band non mostrano idee né voglia di mettere una nota personale in schemi ormai stramasticati… che tristezza. Probabilmente è anche per questo che in giro per il mondo si presentano in forma di questi festivalini, dato che (con rare eccezioni) da sole faticherebbero ad avere un’affluenza decente ai concerti.

foto: Nina Grad

Scaletta

FINTROLL: Avgrunden öppnas (intro) 1.Manniskopesten 2.Kitteldags 3.Nattfödd 4.NedgÃ¥ng 5.Solsagan 6.Slaget vid blodsälv 7.Midnattens widunder 8.Under bergets rot 9.Insects Play 10.The God That Failed 11.Trollhammaren 12.Rivfader —bis— 13.Jaktens tid 14.SegersÃ¥ng TURISAS: 1.The March of the Varangian Guard 2.One More 3.The Great Escape 4.Stand Up and Fight 5.Sahti-Waari 6.To Holmgard and Beyond 7.Hunting Pirates 8.Rasputin 9.Battle Metal ALESTORM: 1.Back Through Time 2.Shipwrecked 3.Wenches & Mead 4.Captain Morgan’s Revenge 5.The Sunk’n Norwegian 6.Wolves of the Sea 7.Death Throes of the Terrorsquid 8.Keelhauled 9.Rumpelkombo

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